sabato 25 gennaio 2020

SEGNALAZIONE


OLTRE SCRITTURA SEGNALA
 IL NUOVO LIBRO DI GINO PITARO
LA VITA ATTESA

(Golem Edizioni, 2019)

RICORDO CHE TROVERETE L'AUTORE E IL SUO ROMANZO  GIOVEDÌ 3O GENNAIO A TORINO, ALLE 18 30, PRESSO LA LIBRERIA BELGRAVIA  IN VIA VICOFORTE 14/D 
NON MANCATE!



La Vita Attesa di Gino Pitaro.jpg
 Albori degli anni ’90, in una Tropea assolata ed estiva. Gianni e Federico sono appena maggiorenni e vivono nella cittadina tirrenica, presa d'assalto dal viavai dei turisti. Un luogo che per loro è visto attraverso gli occhi di chi vi abita, quelli del quotidiano, dall’infanzia fino all’inizio della maturità. L’ultimo decennio del secolo scorso rappresenta il fulcro del loro difficile percorso di crescita, dove fanno da sfondo i grandi avvenimenti nello scenario italiano e internazionale (Tangentopoli, attentati, guerra nella ex Jugoslavia e in Ruanda). Le strade dei due amici divergono, amori e scelte differenti li allontanano. Tra loro si insinua, crescendo sempre più, un mistero che invade silenzioso lo spazio della loro esistenza, come accade che nella vita le cose non spiegate e coperte di reticenza diventino delle presenze ingombranti. Gianni segue la via accademica, partendo poi all’estero, mentre Federico quella della carriera in polizia. I loro destini però inaspettatamente finiranno per incontrarsi di nuovo. Vita criminale, personaggi fuori dalle righe, mutamenti inaspettati condurranno entrambi su un comune binario, per un breve tratto.
Il finale scioglierà ogni nodo del presente e aprirà nuove porte al futuro.

Passammo in rassegna le foto come si fa con quei libretti che a un angolo li si sfrega con il dito e offrono l’illusione di un’animazione. Oh, non se ne trovava una decente! [...] Avevamo vinto però, perché sperimentando ci eravamo messi in gioco. Non si perde mai nella vita, se si vuole. O si vince o si impara. E si apprende sempre, anche se nel successo per certi versi è più difficile. È forse questa la discrasia che cominciava ad emergere. La necessità di considerarsi competenti, sempre e comunque, quando il mondo dei grandi, nel quale facevamo timidamente ingresso, invece cantava il contrario nonostante i proclami e i riguardi per le apparenze. Di certo, un universo molto meno curato dei dischi che ascoltavamo.


Data di uscita: 3 ottobre 2019

ISBN-13: 978-8885785168

Genere: narrativa italiana, romanzo, mistery, thriller.

Collana: Mondo

Lingua: Italiano

PER ACQUISTARE CLICCATE QUI

Note biografiche:
Nel suo percorso svolge varie attività, tra cui quella di redattore e di documentarista indipendente.
Nel 2011 esce I giorni dei giovani leoni (Arduino Sacco Editore), che ottiene buoni riscontri di critica e diviene una delle opere underground più lette nel 2012. Babelfish - racconti dall’Era dell’Acquario (Edizioni Ensemble, 2013) è il secondo libro, con il quale vince il Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata III ediz. (sez. narrativa edita), il premio speciale “antologia” al Concorso Letterario Caterina Martinelli II ediz., il premio giuria 'Città di Parole' III edizione - con il patrocinio della Città di Firenze, dell'AICS (sezione cultura) e dell'Associazione Artecinema Rive Gauche -, il riconoscimento Libri di Morfeo, città di Siracusa I ediz. (4° posto).
Babelfish inoltre ha ricevuto una segnalazione al concorso letterario 'Percorsi letterari dalle Cinque Terre al Golfo dei Poeti'.
Benzine è il romanzo pubblicato a fine 2015, che consegue apprezzamenti di critica e di lettori ancora maggiori rispetto alle prove precedenti. Con questa opera vince il ‘Premio Colli Aniene’ relativo al Concorso Letterario Caterina Martinelli IV ediz. e il ‘Premio Speciale della Giuria’ del Concorso Internazionale Scriviamo Insieme – VI edizione.
La Vita Attesa (Golem Edizioni, 2019) è un romanzo scorrevole e al contempo ambizioso, un amarcord dal vago gusto felliniano, di singolare forza e contemporaneità. È il primo libro dell'autore distribuito e promosso da Messaggerie Libri.
L'autore vive in provincia di Roma.


lunedì 20 gennaio 2020

A OLTRE SCRITTURA IL POETA GUIDO GIANNINI ( Intervista a cura di Monica Pasero)



Quando l’anima di un poeta è sveglia,
non v’è luogo, in cui essa non sappia poetare …
Monica Pasero

La sua prima poesia risale alla seconda elementare; uno scritto con penna rossa che ancora oggi l’autore rammenta con nostalgia; non ne ricorda i versi ma sa che fu l’inizio di questa sua grande passione…

Piccoli versi di bambino che ritornano, in età avanzata, nel cuore di Guido, spronandolo a ribellarsi alla sua timidezza e facendo sì, che la sua amata poesia lo porti lontano da quei suoi stati d’animo divenuti prigioni nel tempo.
Scrivere per lui è stato come liberare se stesso da una condizione di apatia che perdurava da troppo; ed ecco il bambino di allora che prende per mano l’uomo di oggi portandolo a una nuova consapevolezza; facendo in modo che i suoi versi volino alto nel cuore dei suoi lettori. Chi conosce Guido, sa quanto la sua delicatezza il suo modo garbato e familiare di porsi nella vita, trapeli anche nei suoi versi.  In lui sono temprati insegnamenti familiari e solidi. Il poeta Guido Giannini, uomo di altri tempi, oggi si racconta tra le pagine di Oltre scrittura.

                               Solita notte insonne
Frena i sogni
Librati in volo
Dalla monotonia del giorno
 A cercare vie nuove
Per vivere l'attesa
Del Bene che verrà.
Son sogni di bambino
Che ignorano il destino
Vivendo libertà.
Guido Giannini



Guido, hai deciso di sfidare la tua timidezza e tramite i tuoi versi ti sei rimesso in gioco; la poesia che ti scorre dentro finalmente si è decisa a sfociare su carta. Quanto per te è stato utile questo passaggio della tua vita?

Mi sono liberato del me che mi ero imposto, tenendo in cuor mio: gioie, dolori, silenzi; il mio desiderio di comunicare è sempre stato frenato dal timore di disturbare, di suscitare critiche e maree di consigli, di apparire e non essere all'altezza degli altri. Mio fratello Mario, che mi ha sempre capito, in tutta la sua sensibilità, mi stimolò  fin da ragazzo a liberarmi, a partecipare alla vita, dicendomi, lo ricordo come fosse stato ieri,  “Bada che nessuno ti sta a guardare, buttati, vivi, balla anche se non sai ballare. Il mio essere introverso, però, mi ha frenato a lungo. Intanto scrivevo le mie poesie d’occasione che lasciavo qua e là ai rispettivi destinatari, senza conservarle. Poi nel tempo ho cominciato a custodirle gelosamente. Era il 2006 o 2007, credo, quando mia nipote, Paola Nicoletti, mi invitò ai primi Reading poetici che il suo gruppo AICAB TEA POETRY organizzava da tempo. Nonostante la mia riluttanza, partecipai ed ebbi l’ardire di leggere anche due mie poesie scherzose: all'amica Giuliana caduta vittima dell’asiatica e la venuta, un ironico gioco politico dedicato a tutte le forze allora in campo che nel corso degli anni ho aggiornato seguendo l’andare degli eventi.
Quella per me fu la mia prima liberazione; giunta tramite la poesia.

Hai pubblicato diverse raccolte poetiche di cui ricordo Pagine Bianche e Appunti di un’anima in viaggio. Due parole per entrambe.

A dire il vero due parole non basterebbero. Comunque ci provo.
Fui richiesto come amministratore nel gruppo AICAB TEA POETRY, mentre continuavo a scrivere in silenzio le mie poesie. Mia nipote, Paola, che aveva cominciato da un po’ di tempo a pubblicare, mi spronò perché lo facessi anche io. Ero titubante, indeciso, pensavo che le mie poesie non fossero “poesie” ma solo pensieri.

Nel frattempo mi ero inserito nei Social e tra le diverse amicizie incontrai una persona che fu per me molto importante e fosti e sei tu Monica Pasero, che, leggendo le mie poesie, cominciasti a far da pungolo perché le pubblicassi, infondendomi coraggio ed autostima. Fu così che mi decisi ad affidarti la cura della mia silloge PAGINE BIANCHE. La titolai così inserendo varie pagine bianche come dono ai lettori affinché annotassero le loro osservazioni, critiche ed eventualmente ne scrivessero delle loro. Anche da qui voglio rinnovare la mia gratitudine all'artista fotografa Isella Bellotti che volle accordarmi l’utilizzo di una sua foto per la copertina della Silloge, che più riguardo e più mi sembra bella nella veste grafica. Nacque poi APPUNTI DI UN’ANIMA IN VIAGGIO che volli affidare sempre alle tue esperte cure, cara Monica che penetrata la mia anima, hai ordinato le poesie seguendo il criterio del viaggio di un’anima, un cammino a volte faticoso segnato da passioni, desideri, delusioni, speranze e vita.  Interessante e perspicace l’idea di corredare le poesie con immagini stilizzate capaci di manifestare anche a chi non sa leggere il contenuto della poesia.

Oltre alla poesia, hai molte altre passioni, sei attivo nel mondo teatrale e letterario con l’Associazione Aicab Teatry Poetry, ce ne vuoi parlare?
.   
Ho avuto la fortuna – o meglio – mi sono incontrato col coraggio e la passione di mio nipote Pier Luigi Nicoletti, Presidente, fondatore dell’AICAB (Associazione Italiana Cantanti Attori e Ballerini), che, reduce vittorioso di eventi promossi dalla stessa, ha voluto prendere in mano la diretta responsabilità di un nuovo Teatro in Roma, a cui ha voluto dare il nome di TEATRO DEGLI EROI, perché ti assicuro che bisogna essere saggiamente temerari nell’intraprendere tale attività. Volentieri mi sono lasciato coinvolgere in questa impresa, svolgendo ogni possibile attività per farla crescere: Contatti con attori e attrici, giovani e meno giovani, con sceneggiatori e scenografi hanno notevolmente arricchito il mio bagaglio umano e culturale in un ambito che ho seguito fin da ragazzo. Profittando della disponibilità di questo Teatro moderno e ben dotto di strumentazione all'avanguardia, la nostra sezione letteraria ha fatto crescere il suo Tea Poetry trasformandolo dall'originale caratteristica di Incontro tra Poeti, prima in concorsi di poesia a temi e poi in veri e propri eventi teatrali nei quali i Poeti, con l’ausilio di attori e tecnici, hanno messo in scena le proprie poesie. Le ultime due Edizioni dell’Aicab Tea Poetry sono diventate incontro di tutte le arti: Pittura, Fotografia, poesia, prosa, canto e danza che hanno dato all'evento un’anima culturale di grande spessore. A questo programma ho lavorato molto insieme con la sceneggiatrice, scenografa e scrittrice Paola Nicoletti.


I tuoi versi alternano chiaro e scuri, stati d’animo differenti che si amalgamano nella quotidianità di un po’ tutti noi, dalla nostalgia del tempo che passa, alla voglia di vivere ancora grandi emozioni; e visto che i sogni non conoscono tempo, né età, io qui ti chiedo: Guido Giannini cosa sogna?

A questa domanda, tenendo presente la mia età, mi verrebbe di domandarmi: “ma alla mia età posso avere ancora dei sogni?”, in realtà avrei un sogno forse impossibile ma che desidero con tutto me stesso: avere salute sufficiente per donarmi tutto a tutti per poter dire con fiera umiltà: ho terminato la corsa, ho vinto la battaglia contro le mie timidezze, contro le offese recate agli altri, contro le delusioni, contro la pigrizia e quant'altro.


Nelle tue poesie si avvertono forti le tue radici e il tuo amore per la famiglia; un ricordo della tua infanzia per i nostri lettori.

La mia prima passione d’amore per una compagnetta d’Asilo che si chiama Sandra Giulianelli. Avevamo 4 anni e non la incontrai più. Ne ebbi qualche informazione 50 anni dopo da un’amica di mia sorella.
Un altro ricordo a me caro che rivela il mio carattere di ragazzaccio risale a quando avevo 10 anni: ero l’ottavo di 10 figli. Mio fratello primogenito Eugenio, una volta, mi chiese in prestito il mio orologio della Prima Comunione perché il suo era guasto e mi offrì 50 lire al giorno per il noleggio (era generoso e non era attaccato al denaro anche se era uno studente squattrinato). Glielo diedi subito e d egli mi donò le prime 50 lire della mia vita. Lo ringraziai e gli dissi che avrebbe potuto tenerlo fino a che voleva. Io intanto andai dall’orologiaio, suo amico, e gli chiesi di ritardare per un bel po’ la riparazione. Raccolsi cosi le mie prime mille lire. Eugenio lo seppe ma non mi rimproverò mai, anzi stette al gioco.

Alcune tue liriche sono diventate bellissime canzoni, ce ne vuoi parlare?

Circa tre anni fa, frequentai per qualche tempo il Circolo dell’IPLAC (Insieme Per La Cultura) di Roma presso l’Enoteca Letteraria di Tonino Puccica. In una delle riunioni c’era una socia, scrittrice e poetessa, che celebrava i suoi 50 anni di matrimonio. Le scrissi e dedicai seduta stante la Poesia DONNA CHE AMI. Proprio lo scorso mese di dicembre, in occasione della serata dedicata ai consoci di Sardegna per la presentazione della raccolta di Poesie IL TEMPO DEL RESPIRO, di Francesca Branca, il cantautore sardo Ennio Santaniello   cantò alcune poesie che aveva musicato, tra le quali la mia DONNA CHE AMI. In brevissimo tempo aveva fatto un ottimo lavoro.

In precedenza, in collaborazione col Maestro Roberto Giglio, Insegnante presso la St. Louis School di Roma, scrivemmo la Canzone SOGNANDO L’ESTATE, tratta dalla mia Silloge APPUNTI DI UN’ANIMA IN VIAGGIO. Affidammo la canzone alla pregevole Ilenia Bianchi, già insegnante di canto presso la stessa scuola. È una canzone che mi ha rapito l’anima.
Prima di queste due canzoni ne scrissi altre due in collaborazione col chitarrista cantautore Amedeo Morrone: CON UN FIORE SEMPRE NUOVO, dedicata a mia moglie, e TU L’ATTESO scritta per il Natale, entrambe tratte dalla mia raccolta PAGINE BIANCHE.
Ho voluto affrontare questa esperienza come una sfida personale e ne sono rimasto soddisfatto. Potete trovare ed ascoltare queste mie 4 canzoni  cliccate qui

Rainer Maria Rilke diceva: Ai veri poeti il primo verso viene regalato da Dio, mentre tutto il resto è dura fatica dell’uomo. E qui ti chiedo dove trovi l’ispirazione nei tuoi versi?

La vita è dono di Dio, il Creato, che noi abbiamo troppo duramente ferito, è dono di Dio. Tutte le doti che abbiamo sono un dono di Dio, a ciascuno la possibilità di impiegarle e svilupparle al meglio. Se il primo verso di ogni poesia è dono di Dio gli altri scivolano via senza fatica, ispirati dalle creature con le quali Egli mi fa incontrare, dagli eventi quotidiani, da una chat con un’amica o con un amico, dai sogni e dalle esperienze della mia vita.

Scrivere è sempre un gettare fuori qualcosa di noi, liberare emozioni a volte belle, a volte brutte. Quanto nella tua esperienza la poesia è stata di conforto nei tuoi giorni?

Come ho detto, rispondendo alla prima domanda, la poesia ha avuto in me un impatto catartico come s’usa dire negli ambienti culturali. Sì, mi ha liberato dagli oppressivi legacci della timidezza, della riservatezza e della mia solitudine. Mi ha fatto conoscere gente nuova, persone amabili, sensibili ma anche persone piene di Sé! Quando leggo le poesie altrui o rileggo le mie sovente mi pervadono la commozione o il sorriso a seconda delle emozioni che esse suscitano in me.  La poesia è dunque anche il mio rifugio dove ricarico le batterie.



Le tue poesie negli anni hanno vissuto un’evoluzione non indifferente, sei cresciuto, maturato e hai assimilato forza e sicurezza di te… questo ci insegna che nella vita non si smette mai di evolversi e qui ti chiedo. A quando la prossima raccolta?  

Posso dire che le poesie per la prossima silloge sono già pronte ed anche stavolta ne affido a te la cura, Monica se tu accetti. Già so che questioneremo su qualcosa, ma tra persone sensibili ci si comprende. Sono ancora indeciso sul titolo, ma lo sceglieremo presto. Anche questa prossima silloge sarà per lasciare un piccolissimo segno del mio passaggio negli ambienti frequentati e un mio dono agli eredi.


Se dovessi definirti in una sola parola quale sarebbe e perché?
Un Ottimista crepuscolare
Un uomo con i suoi alti e bassi ma ricco di sogni e speranze.


Se potessi viaggiare nel tempo e conoscere un letterato quale sarebbe? E soprattutto, cosa gli domanderesti?

Virgilio. Gli domanderei di guidarmi negli inferni, nei purgatori e nei paradisi di oggi, non per sistemarci qualcuno, ma per seguir virtù e conoscenza.

E giungo alla mia ultima domanda, di rito per Oltre scrittura e qui ti chiedo: Quanto è importante il sogno nella tua vita?

Il sogno mi fa vivere! Non potrei far nulla senza una idea guida, senza una meta da perseguire. Non importa se sarà arduo, forse improbabile, ma so che è esso che mi fa andare avanti.I grandi sogni odierni che condividiamo un po’ tutti noi sono l’amore, la pace e la libertà che ostacoliamo con ogni forza, mentre le desideriamo intensamente.

Ringraziando Guido per questa bellissima intervista, ricordo ai nostri lettori alcuni link utili.






sabato 4 gennaio 2020

PAESAGGI DELL’ANIMA DI TERESA SPERA. ( Aletti Editore) Recensione a cura di Monica Pasero


Paesaggi dell’anima di [Teresa Spera]




Laddove non arriva altro, arrivi tu Poesia
a farmi danzare l’anima… e sono oltre.
Teresa Spera

La sua poesia è un volo libero nell'incontaminato giardino della sua anima.
L’autrice riporta su carta il suo canto. “Cantando la tua presenza in me …” cita in un suo verso e forse è proprio questa sua gratitudine, questo suo amore per il Divino a spingere alla creazione di queste liriche dove la bellezza e le radici della vita vengono esaltate nella pienezza del sentimento.
Poesie che inducono alla totalità dell’esistere, creando nel collettivo sprazzi di luce a rischiarare i pensieri, portando così i lettori alla riflessione sui veri ed essenziali valori umani. 
Le liriche sono incentrate sugli elementi saldi della vita umana, le poche ma fondamentali radici dell’esistere.
 La famiglia: la bellezza malinconica del ricordo in cui protagonisti divengono gli affetti; i ricordi passati. Tra tutti la figura della madre: fulgida e forte presenza che si eleva in questi versi dove fiorisce tutta la gratitudine di una figlia e dell’amor ricevuto nel tempo. Parole che aprono alla bellezza del procreare, all'importanza di esserci … E poi giungiamo a versi dedicati al padre, dove l’autrice evidenzia la volontà di pacificare, rimediare nell'eterno divenire le mancanze dell’oggi; parole d’amore che ci fanno riflettere sull'importanza del non attendere e vivere, adesso, il sentimento.

 Universo: il Divino, l’Eterno sono parte integrante di questa raccolta che manifesta, porta in auge la magnificenza della Creazione e lo fa diffondendo nei suoi versi descrizioni sulla grandezza della natura e la bellezza che ci propone in ogni suo piccola parte: un fiore, un volo di gabbiano, il sorriso di un bambino, un cielo stellato, un soffio di vento, un’onda del mare o il lento cadere della neve.Si avverte forte l’amore per il Divino; che diffonde, esaltandolo nelle sue opere.

Paesaggi dell’anima è il titolo di questa silloge che esprime al meglio il contenuto della raccolta.  
Poesie che dipingono l’essenza, rubando un po’ di quel candore e quella delicatezza che vive nell’anima di questa Poetessa.

Lettura consigliata.
                                                                       Monica Pasero

Paesaggi dell’anima di Teresa Spera, edito da Aletti Editore, è disponibile sia in cartaceo che in ebook nei migliori store on line.
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