martedì 20 marzo 2018

Il sole non deve morire (Solitudini alla ricerca della felicità) di Giorgio Cattarulla edito dalla Ctl Editore.

Dicono che la vita sia fatta di stagioni.  V’è il tempo dell’infanzia, della giovinezza, della maturità e infine della vecchiaia. Sono stati esistenziali differenti, legati però ad ognuno di noi, che si alternano, modificando il nostro cammino,  il nostro cuore, aspetto e pensiero. Ogni passaggio è fondamentale per la nostra evoluzione, per apprendere, meglio, il viaggio a noi concesso.Camminando negli anni si cambia, si lasciano dietro i ricordi, le gioie, i sogni e si  porta  avanti  quel che si è maturato, costruito, appreso nel tempo che sembra sempre un po’ meno…
Ed è durante l’ultima stagione di questa vita  che  viene ambientato Il sole non deve morire;  un romanzo che ci  porta a riflettere su una parte fondamentale del nostro cammino; spesso sottovalutata dalla giovinezza che, prepotente,  s’impone come unica beneficiaria della passione e dell’amore. Ma non è così!    L’amore sorride a tanta superficialità: esso  non conosce  stagione, non conosce età! L’amore è essenza di ogni essere umano e spesso giunge a sorpresa nella nostra vita, anche quando erroneamente pensiamo che non sia più  il tempo giusto per amare. Ma non esiste un tempo giusto per farlo! E  l’amore lo insegna con la sua imprevedibilità; esso è vivo, quanto lo siamo  noi,  fino al nostro ultimo respiro.
In questa opera, l’autore ci conduce a conoscere realtà differenti di uomini e donne, nell’ ultimo tratto del loro cammino terreno, che vivranno situazioni forti,  dove  affioreranno  le  loro debolezze umane, i loro  bisogni  e sogni che accomunano tutti noi a qualsiasi età.  Paure, illusioni, delusioni, passioni forti e rivalse e tanta,  tanta  voglia di vivere, faranno da contorno  a questo romanzo, ambientato nelle belle terre inglesi. Un’opera  che porterà al lettore uno spaccato di un mondo, quello della terza età, spesso  visto solamente come un mondo silente, fatto di ricordi, di stanchi giorni, che invece, qui, apre alla vita, alla necessità ancora di amare, di vivere storie, anche complesse, di credere  ancora nell' emozione e credere di meritarla  tutta! Una scrittura sensibile quella dell’autore  che racconta con amore la vita, la crudezza di essa ma anche  l’essenza del vivere e lascia un messaggio forte, un messaggio di speranza, affinché ognuno di noi non perda mai la voglia di amare, perché l’amore è un po’  come il sole: è luce! Ed entrambi non dovranno mai morire.
Monica Pasero





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lunedì 12 marzo 2018

Ricorderò i tuoi occhi di Salvatore Lagravanese. Recensione a cura di Monica Pasero



È un viaggio empirico quello intrapreso dal poeta che ci porta a vivere la brama di un uomo incantato, incatenato, nell'anima, dall'essenza di una donna, dal suo ricordo che permane nel tempo. Marchiando in lui forti emozioni che, dall’anima, si espandono fino al cuore e trasmigrano con  dolcezza, creando versi temprati dal dolore, dalla forza di un sentimento, in cui  s’inneggia  un amore sofferto, bramato e mai dimenticato.
Liriche che raccontano il travaglio di un cuore ammaliato, rapito da questa figura femminile  e  dai quei  suoi occhi che, in ogni verso,  s’ impongono prepotentemente in quest’ opera divenendone  fulcro dell’ intera raccolta.  Quegli occhi di donna, dove si nasconde l’infinito, in cui quest’ uomo si è perso  ed  ora annaspa  in quel  mare  esistenziale dei  tanti se, delle tante domande  a cui  non riesce a dare risposta. Naufrago di  un desiderio perennemente vivo…

Leggere quest’ opera è come aprire  il cuore di un uomo ferito, tormentato  e, nel  suo lento sanguinare, scoprire la forte passione che  arde  in lui  unita alla speranza, alla brama che lo divora ma nel contempo lo tiene in vita. 
Un cuore forte che batte con ardore, alimentato proprio da questa sua sofferenza che trascrive con grazia, regalandoci emozioni eterne …  liriche  grande bellezza, una bellezza eterea che spinge a volare alto con l’anima.  Una scrittura complessa, elegante che sfiora con garbo il mondo spirituale unendolo al carnale; passione che va ben oltre alla fisicità.  Un vero inno all’amore  quello grande,  bramato nel tempo;  l’amore di un uomo in costante attesa di  ritrovarsi in  quel suo  sguardo  di cui il  poeta cita: E cercai nei tuoi sguardi la ragione della mia esistenza…
La raccolta è impreziosita da diverse opere dell’artista Vincenzo Cacace;  opere  di indubbia  bellezza che unite ai  versi di Lagravanese realizzano un'opera di grande pregio artistico e letterario.
Monica Pasero
 








venerdì 2 marzo 2018

OLTRE SCRITTURA SEGNALA



 IL LIBRO DI CARMELO PANATTERI
 FUORI DA OGNI MORALE


A soli dieci giorni dall’ uscità  già 26°nella classifica
 Bestseller di IBS eBook - Narrativa italiana - 
Thriller e suspence - Thriller.
 
Un'inedita luce fredda accoglie il lettore, che fa da scenario a un thriller psicologico che non concede tregua. A Calgary, cittadina avvolta dal gelo e dalla neve invernale, un ostinato e indolente, Patrick Wall, è alle prese con la misteriosa scomparsa della figliastra di uno degli uomini più potenti e corrotti della nazione. I pochi indizi rinvenuti vicino al greto del fiume che si snoda tra i boschi intorno alla città non fanno chiarezza: Patricia Whitman è stata rapita in seguito a una violenta colluttazione? È stata brutalmente uccisa, oppure si tratta di una messa in scena orchestrata dalla ragazza per vendicarsi di un patrigno dispotico e una madre vittima delle sue debolezze? I fili della vicenda si annodano in una fitta trama di sospetti e passioni, mentre i silenzi compressi, l'omertà e i desideri morbosi si agitano nel cuore della città. Una corrente che condiziona e trascina personaggi diversi: intorno a Wall, la collega tormentata dai suoi stessi sentimenti, l'oscuro Jackson, e l'anima innocente di Erica, la migliore amica della scomparsa, in lotta con un amore perduto per sempre e l'impossibilità di un ritorno alla vita. Una discesa inesorabile nel cono d'ombra della vita di città, dove la semplicità e la compiacenza nascondono e assecondano l'attitudine strisciante alla corruzione e alla violenza, conducendo il lettore fino all'essenza stessa della malvagità. Un thriller atipico, capace di aprirsi con coraggio anche alla tenerezza dei sentimenti. Ma se per il protagonista Wall è la costante ricerca della pienezza a tratteggiare la sfera delle passioni, per la collega Stephenson il demone da esorcizzare è il senso di una perenne mancanza, un vuoto da riscattare per ritrovarsi più ricca e felice.
Il libro  disponibile sia in ebook che in cartaceo 








giovedì 1 marzo 2018

Nuove opere per Cristina Sodano, artista emergente in evoluzione continua. Intervista a cura di Monica Pasero



La pittrice, Cristina Sodano, in queste sue nuove ed esclusive Opere, cresce, dà il meglio di sé e lo fa con un’evoluzione artistica, di grande importanza, che apre  la strada a una visione sulla ritrattistica del tutto innovativa, evidenziando su tela concetti rivoluzionari, in cui i soggetti, esposti,  ricreano, appunto,  una visione del tutto nuova sull’ uomo. Un’identità evoluta dai tempi che cambiano. Oggi, l’essere umano ha modificato sia le sue caratteristiche fisiche che mentali creando, nel tempo,  generazioni  figlie  o schiave, per meglio dire, del benessere  e delle  nuove  tecnologie. L’essere umano diviene un modello preconfezionato che lo  porta a pensare ad un’esistenza  schiava  del sistema. Vittima inconsapevole di uno stile  di vita che lo attrae con il benessere e lo intrappola, omologandolo alla massa.  Automa è il termine esatto che oggi  evidenzia  la nuova generazione:  uomini e donne, burattini,  portati  ad una  vita  legata a modelli di stile e benessere non sempre consoni  allo spirito ma, bensì,  indottrinati ad un cammino materialistico, voluto da una società  progressista e meccanizzata;   così che, anche l’origine umana cambia.  E la Sodano, in queste sue raffigurazioni, riporta egregiamente questo simbolico mutamento della razza umana: Protoumano 1 e 2 si differenziano per alcune difformità di  forme e colore  riconducibili all’ essere  femminile che ritroviamo nel Protoumano 1  e a quello maschile nel Protoumano 2;  le due opere  possono essere affiancate alla  figura dei nuovi  Adamo ed Eva, rappresentandone  l’evoluzione, intercorsa, dalla nascita del mondo a oggi. Figure apparentemente inespressive, occhi fissi, incolore, vuoti simboleggiano appieno l’oscurità che, oggi, invade il Pianeta.  La loro inespressività, apparente, ci riporta alla riflessione del grande vuoto esistenziale che vive oggi l’uomo; le forme statiche, quasi assenti, inconsapevoli, a prima vista, aprono alla riflessione su quanto il genere umano e la visione totalitaria di esso stia cambiando. Un’altra opera, degna di merito, è l’Erborista. La Sodano simboleggia, in questa sua creazione, l’importanza della  persona, come tale, senza  stereotipi sociali e culturali,  portando ad elevare la creazione in sé.  L’osservatore giungerà ad identificare la parte sociale, di essa, solo tramite il titolo che lo indurrà a riconoscere la persona anche sotto un profilo collettivo;  ma il titolo, come spiega la Sodano, è irrilevante: lo stesso volto potrebbe  avere un'altra collocazione pubblica. In queste opere il suo intento è in primis esaltare la persona e  ciò che la identifica socialmente non è basilare. Lo stile della Sodano è deciso, forte, coraggioso: pennellate di carattere come lo è lei! Che apre nella sua carriera artistica una nuova pagina di cui sentiremo sicuramente parlare.


Intervista a cura di Monica Pasero

Oltre Scrittura conosce già quest’artista che oggi ritorna, su queste pagine, per parlare delle sue nuove opere che vedono, nel suo percorso artistico, una crescita davvero importante.  
Cristina, sono molto lieta di averti nuovamente mia ospite e parto col chiederti: cosa ti ha portato alla realizzazione di questi due pezzi unici:  Protoumano 1 e 2?

Ti ringrazio Monica, è un piacere per me essere di nuovo qui con te.Ti dico, la verità, i Protoumani nascono da una specie di illuminazione. Non ricordo il momento esatto nel quale mi è venuta in mente l'idea ma, ad un certo punto è come se avessi colto un suggerimento che aleggiava nell'aria. Forse perché ho una certa passione anche per il fashion design, ho iniziato a osservare le persone che passeggiavano; guardavo il loro abbigliamento, l'acconciatura e ho iniziato a immaginare il loro ruolo, la loro professione, la loro identità sociale. Ho capito che qualsiasi cosa mi venisse in mente, in realtà, altro non poteva essera che la mia proiezione, il mio pregiuzio. Poi ho pensato a mia figlia a quando è nata, all'amore immediato ed incondizionato che provavo per lei. Lei era semplicemente ciò che era, non aveva un ruolo sociale specifico, esisteva e basta. Allora ho immaginato "metaforicamente" di spogliare le persone dai loro ruoli. Cosa sarebbe rimasto? Sarebbe rimasta la persona, semplicemente così com'è. Di conseguenza ho immaginato di mettermi nel ruolo di un ipotetico creatore di una specie, artisticamente parlando. Ho pensato così di realizzare dei primi umani, appunto i protoumani, una sorta di Eva e Adamo, di prototipo della specie. Non li ho immaginati in modo netto comunque, ma più sfumato, come se fossero delle cellule staminali in grado di specializzarsi successivammente. Così gli occhi sono apparentemente vuoti, privi cioè di espressione, il volto è tendenzialmente simmetrico, non emergono elementi simbolici e c'è soltanto una leggerissima differenziazione di genere. Il Protoumano 1 ha dei tratti leggermente femminili mentre il Protoumano 2 dei tratti più maschili. Questo è stato l'inizio.

Ho letto che ne stai creando una discendenza, per cui nuove opere, suppongo, due parole per i nostri lettori?

Discendenza artistica ovviamente! I protoumani, rappresentando l'origine di questa nuova "specie"
artistica, daranno vita ad una loro discendenza. Come accennavo, ho voluto spogliare le persone, ritratte dal loro ruolo sociale, per focalizzare l'attenzione proprio sul concetto di persona indipendentemente da qualsiasi attribuzione.L'obiettivo è sottolineare la centralità dell'essere umano in quanto tale, uguale per diritto e opportunità a ogni altro elemento della specie.

Nell’opera, l’Erborista,  esalti la persona in sé non catalogandola  con   stereopiti  culturali e sociali  Due parole su questa tua scelta.

In realtà l'intento è quello di separare l'identità di ruolo da quella di genere e, più ampiamente, dal concetto di persona. Non è importante l'indicazione nel titolo della professione che, peraltro, può essere anche un hobby, una passione della figura ritratta. Se prestiamo bene attenzione non sono presenti elementi simbolici caratteristici della professione indicata. Guardando esclusivamente il dipinto ci troviamo di fronte semplicemente a una persona, in questo caso una donna. Il volto è volutamente simmetrico con un'espressione tendenzialmente neutra e, come dicevo, assolutamente privo di accessori o altri elementi simbolici.  Soltanto associando l'immagine al titolo l'osservatore viene messo di fronte a un ruolo sociale che, comunque sia, è stato attribuito in modo del tutto arbitrario. Questo perché vorrei esaltare, e lo ribadisco, 
 soltanto la persona.  Quello stesso soggetto che ho chiamato l'Erborista potrebbe in realtà essere un ingegnere oppure una casalinga. Cambiando, infatti, il titolo non cambierebbe affatto l'immagine ritratta. Questo a significare che ognuno di noi può costruire in modo dinamico il proprio ruolo, cambiarlo anche più volte nella vita, ma rimarrebbe sempre e comunque se stesso. Il concetto di uguaglianza è fondamentale in questa serie che è stata definita da Artingout, "Identità". Sto preparando diversi ritratti legati a questo nuovo filone concettuale e diversi collezionisti hanno chiesto di poter essere loro stessi ritratti ed entrare così a far parte in modo diretto della serie.

Per gli appasionati com’è possibile acquistare una tua opera?

Le opere di questa serie sono in fase di realizzazione, i protoumani fanno già parte di un'importante collezione privata e sono opere non ripetibili come tutte quelle della serie. Per acquistare o prenotare le prossime opere d'arte è possibile fare riferimento ad Artingout.com che si occupa della gestione della segreteria nonché dell'archivio generale. I collezionisti possono comunque trovare diverse opere anche precedenti a questo filone sia da collezionisti privati sia in alcune gallerie. Acquistando direttamente presso la segreteria Artingout ricordo che tutte le opere sono autentiche e corredate su foto e di numero ufficiale di archivio.

Stai intraprendendo strade di grande cambiamento ci sono progetti di cui ci vuoi parlare?
Monica, hai colto nel segno, in questo momento c'è davvero un grande cambiamento nella mia vita artistica. Questa serie mi sta assorbendo completamente, le idee si suggeguono più velocemente di quanto la mano riesce ad imprimerle su tela. Sento fortissima l'esigenza di comunicare, attaverso l'arte, questi concetti.  Il prossimo progetto è la realizzazione di una personale esclusivamente dedicata alle identità. Successivamente è in programma anche la pubblicazione del primo volume del catalogo generale nel quale raccogliere i  quasi 20 anni di produzione artistica. Poi, come per tutti noi, il futuro non può essere determinato e molte opportunità si vedranno soltanto camminando su questa affascinanante strada.

Cristina Sodano, donna, madre e artista raccontaci un po’ di te dei tuoi sogni e ciò che al momento è il tuo obiettivo.
C'è poco da dire. Il mio obiettivo è semplicissimo, continuare a vivere tutti i ruoli che scelgo di vivere finché avrò l'opportunità di farlo.

Ringraziando Cristina Sodano per questa sua intervista ricordo i link dove seguire l’artista
 L'ERBORISTA