giovedì 18 febbraio 2016

Adela “Omnia vincit amor” di Anna Cibotti recensione


 E poi si arriva all’ultima pagina e un po’ di malinconia mista a speranza sfiora questo intenso e delicato romanzo. Una storia d’amore che riporta alla consapevolezza dell’eternità del sentimento, quando la morte non separa, ma attende un nuovo ritorno.   “Dove tu sei, lì io sarò” 
 Ambientata su più periodi nella Ravenna di oggi, ieri e forse, mi auguro davvero di no, di domani. Si tracciano i destini di questi due giovani che la vita ha unito e separato tragicamente. Una dolce e antica storia d’amore sbocciata e sfiorita nel tempo di un battito.  La penna garbata dell’autrice, unisce tre epoche, tre realtà cosi differenti, portando il lettore a immedesimarsi nel periodo storico trattato e ahime a riflettere su un futuro non roseo che forse ci attende.
 L’autrice descrive con delicatezza la semplicità del sentimento che appartiene ai primi amori, facendo sì, che il  lettore viva  appieno quella sensazione di perdita, di ricerca che il giovane Mariano affronta con passione e senso di colpa. Passando la sua vita a ritrovar le spoglie della sua amata, per render degna sepoltura a un corpo profanato, forse proprio dal suo egoistico amore. L’amore può indurre anche a uccidere? Chi avrà deciso il destino della bella Adela? Chi avrà spezzato questo fiore appena colto, portando la sua anima a vagar per secoli?   
Morta sono, eppure vivo per amore” spinta da questa forza, quest’anima ribelle troverà il modo per ricongiungersi al suo amato?
 In questo romanzo velato dal mistero di un tragico destino, il lettore potrà comprendere il valore della speranza.  La resa non è partecipe in queste pagine! Un passato lontano, un soffio di presente e un futuro, al quanto tragico per l’umanità, faranno da cornice a questa narrazione che condurrà il tutto ad un’unica e bellissima riflessione:l’amore può tutto! Sfida il tempo, la morte e diviene nuova vita e anche se questo mondo giungesse al suo epilogo ci saranno sempre due innamorati come Adela e Mariano che semineranno nuovo sentimento e speranza su  questa Terra per le nuove generazioni.

Monica Pasero


PER ACQUISTARE CLICCATE QUI

giovedì 11 febbraio 2016

Manuale del guerriero della luce Paolo Coelho

 “All’inizio della sua lotta il guerriero di luce ha dichiarato: io ho dei sogni.”
In questa frase è racchiusa l’essenza dell’intero “Manuale del guerriero della luce “( che io definirei breviario d’amore per se stessi e gli altri )  Coelho riporta,  traccia, disegna l’ipotetica ( per me reale ) figura del  “Guerriero di luce”
Chi sono i guerrieri di luce? Tutti gli esseri umani che sentono il bisogno di dare uno scopo alla propria vita.  Tutti i sognatori possono esserlo! Tutte le persone che credono nel loro cammino, che stanno lottando, possono essere guerrieri di luce.  Uomini, donne imperfetti, peccatori che sbagliano, cadono, si rialzano, riprovano con la consapevolezza che questo viaggio è duro e difficile ma che c’è sempre un’altra strada e che  Dio li accompagnerà, possono essere guerrieri di luce.     
 Coelho introduce questo argomento di grande importanza con scene delicate in cui è proprio  la figura  di un bambino (che simboleggia  la natura del guerriero, evidenziata in seguito  in questo passaggio “e si tiene in contatto con Dio tramite la sua innocenza” )  ad aprire la narrazione.
 Il lettore viene così affascinato da un’ introduzione  in cui  il mare, le corse di un bambino, una donna misteriosa e un paese sommerso,  da cui si dica provenga il suono delle campane,   portano  a pensare  a una leggenda, una storia romanzata, un’avventura  e  non  ci si aspetta certo di essere condotti  in un vero e proprio saggio spirituale, ricco di perle saggezza in cui vengono riportati  grandi Maestri di tutti i tempi, tra tutti Gesù.
La fede viene messa al primo posto di questo cammino. Cita Coelho “Il  guerriero sa che l'intuizione è l'alfabeto di Dio per questo continua ad ascoltare il vento e a parlare con le stelle”
Angeli guidano il viaggio, segni attese accompagnano il guerriero che diviene nel suo cammino un consapevole strumento in mano di Dio. Questo porta in lui crescita e gioia, perché sa che la luce è l’unica via. Anche l’universo ne partecipa, aiutando il guerriero, ascoltando i suoi desideri, senza giudicare le sue cadute, i suoi sbagli, ma tenendo attenzione alla sua volontà, all’ amore per il proprio sogno. Cita ancora Coelho: “È schiavo del proprio sogno e libero nei propri passi.”
 Un libro da leggere credenti o meno perché in ogni pagina raccoglie riflessioni che possono migliorare il nostro cammino e forse indurci a riconsiderare le nostre capacità e potenzialità.
 Mi colpiscono alcune riflessioni venute leggendolo: la prima, il bisogno di perdonarci di vivere con più leggerezza. Le dottrine spesso ci inducono a colpèvolizzarci per la nostra spensieratezza a togliere dalla nostra vita la bellezza, il piacere d’essa, dichiarandolo peccato per l’anima, ma qui  l’autentico peccato è non essere felici per timore di non meritarlo!  Il guerriero di luce ha bisogno di amore, di leggerezza di gioire proprio come un bambino e non preoccuparsi troppo del giudizio altrui. Poche parole necessitano al suo cammino e sono sì, fede, amore, no,  Ebbene il no simboleggia in questo caso l’amore per se stessi.  Il  guerriero della luce deve saper anche dire di no, deve sapersi amare e perdonare, deve  accettare le sconfitte che subirà durante il corso della vita e riprendere la battaglia  con nuovo fervore.  
 Ogni passaggio meriterebbe pagine di considerazioni. Un testo da non sottovalutare. Un uomo senza sogni è un uomo senza ali  e  un guerriero di luce lo sa!  Grazie all’ autore per questo bel messaggio che per alcuni resterà una buona lettura, per altri la luce che attendeva da tempo.
 Monica Pasero