venerdì 21 giugno 2019

IL VARCO FRA I DUE MONDI DI MONICA PASERO


Prefazione 
Non siamo forse stanchi di una vita fatta di corse e ricorse, indifferente alla voce del cuore? Non viviamo, quali tristi protagonisti, un “tempo cattivo” in cui, attimo dopo attimo, siamo tirati per la giacca verso direzioni improbabili generatrici del nulla? Non stiamo, forse, perdendo i veri valori della vita umana? Ebbene, se in queste semplici e scontate affermazioni, c’è un barlume di verità, fermiamoci un momento e cerchiamo di respirare e non di essere respirati, consumati come una dannosa sigaretta. Forse è arrivato il tempo di dedicarsi la gioia che solo le parole cariche d’amore possono dare. Monica Pasero ci fa dono di un fantasy ricco di emozioni. È un testo che irrompe con la forza di una freccia scagliata lungo l’asse della storia. Sono parole che appartengono a mondi e luoghi diversi. Sono destini che entrano in scene appartenenti a palcoscenici dai più ampi risvolti temporali. Sono vite che non conoscono l’orrore della fine e che si reincarnano e danno luogo a nuove e mai scontate esistenze. Tutta la bella fantasia dell’autrice si concentra su una presenza sovraumana molto sentita; una regia che non può che appartenere a un Dio banditore di amori eterni in grado di vincere le barriere del tempo. Quella di Monica è una narrazione sospesa tra due mondi: il mondo materiale e quello spirituale. I presunti e invalicabili confini sembrano scandire i limiti che appartengono alle diverse esistenze: il corpo e lo spirito, ognuno nel proprio essere e divenire, sono in fondo manchevoli di elementi appaganti nella totalità. Ed è proprio qui, nella certezza del difetto (oserei dire “genetico”), che entra in gioco la travolgente fantasia dell’autrice. C’è qualcosa che può aprire questo varco esistenziale? Qualcosa che possa far comprendere la bellezza della materia e la ricchezza dello spirito? Quel qualcosa può avere un solo, indiscutibile nome: AMORE! Sarà propria questa semplice, apparentemente abusata, ma immensa parola a favorire, nell’elegante e fine fantasia, l’apertura di quel varco immaginario. È con il cuore che si possono capire anche le cose più lontane dalla nostra comprensione. È con il cuore che possono ricongiungersi quei mondi, ora non più isolati, e superare le barriere del tempo, riportando l’amore al suo originario compito: quello di unire, nel bene, le esistenze. Tuffiamoci nelle parole di Monica. Permettiamo alle nostre vite frenetiche di prendersi una pausa con il destino. Per un momento, proviamo a metterci da parte e allunghiamo i nostri passi incerti verso il sentiero del sogno. Scopriremo un dolce incedere, prezioso giovamento per le nostre anime.
Stefano Carnicelli

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giovedì 20 giugno 2019

LA SCIENZA DEL DIVENTARE RICCHI DI WALLACE DI WATTLES


        
 Formati una chiara immagine di quello che vuoi in futuro, ma ottieni oggi il meglio del meglio che può essere ottenuto oggi."  "Se desideri essere qualcosa, devi scrivere e incidere nella specifica area cerebrale l'affermazione che tu sei quella cosa, e quindi esprimere te stesso attraverso quell'area cerebrale."


BIOGRAFIA

Wallace Delois Wattles (1860 - 1911) è stato uno scrittore statunitense appartenente al movimento del "New Thought". Wattles è stato uno dei primi scrittori motivazionali nel senso moderno del termine e della sua vita privata si sa poco nonostante le sue opere siano sempre rimaste in circolazione tra coloro che seguono i movimenti di auto-aiuto e del New Thought e abbiano avuto una nuova ondata di popolarità in vari paesi del mondo in seguito al successo del film e del libro "The Secret" la cui autrice, Rhonda Byrne, ha indicato nel libretto di Wattles "La scienza del diventare ricchi" la sua originaria fonte di ispirazione.La figlia di Wattles, Florence, descrisse la vita del padre in una lettera che venne pubblicata poco dopo la di lui morte sulla rivista del movimento New Thought Nautilus, edita da Elizabeth Towne: Nautilus aveva pubblicato regolarmente articoli di Wattles in quasi ogni numero, e la Towne era anche l'editore dei libri dell'autore.Florence A. Wattles scrisse che il padre, nato negli Stati Uniti nel 1860, aveva ricevuto poca istruzione e si era ritrovato escluso dal mondo del commercio e della ricchezza. Stando al censimento federale statunitense del 1880, Wattles all'epoca viveva in una fattoria nell'Illinois dove lavorava come bracciante agricolo. Suo padre risultava essere giardiniere e sua madre casalinga; Wattles risultava nato nell'Illinois, mentre i suoi genitori nello stato di New York. Non risultavano altri componenti nella famiglia. Sembra che abbia sperimentato molti fallimenti in gioventù, soprattutto di tipo economico, e questo lo spinse ad interessarsi a vari studi filosofici e religiosi: lesse soprattutto i testi di Cartesio, Spinoza, Leibniz, Schopenhauer, nonché i libri dei fondatori del movimento "New Thought".




 LA SCIENZA DEL DIVENTARE RICCHI DI WALLACE DI WATTLES

Fin dal titolo ho storto il naso, perché l’espressione “Diventare ricchi“seppur fa gola ad ognuno di noi, esserlo, mi sembrava quasi una forzatura; qualcosa di sbagliato. Sentivo la sensazione di un’esigenza egoistica. Avere, possedere a tutti costi e sinceramente non è nella mia natura pensarla così, ma Wallace parlava della “Scienza del diventare ricchi.” E questo mi ha davvero incuriosita.
Possibile che si possa davvero diventare ricchi e realizzati solo cambiando atteggiamento, iniziando a seguire quel “certo modo” di cui parla in questo saggio? Una tecnica a quanto pare comprovata nel tempo.  Ma qual è questo certo modo? Mi sono chiesta e ho voluto ascoltare con calma ciò che questo scrittore aveva da dire e ho compreso che spesso la ricchezza, il successo personale ci spaventano e forse questa è la prima causa di fallimento. Assurdo vero? Chi di noi non vorrebbe avere ricchezze, benessere e una vita piena, senza sacrifici? Eppure la psiche umana è contorta e non sempre nostra complice. Il nostro desiderio, qualunque esso sia, non ha solo da convincere il nostro cuore, spirito, ma soprattutto la nostra mente che se non viene governata nel modo giusto ci porta ad una sicura disfatta esistenziale. Quanti di noi desiderano una vita piena di ricchezze o ambiscono a realizzare i propri sogni, ma quanti davvero ce la fanno? La maggior parte fallisce, riempendosi la mente di pensieri disfattisti, rinunciando, arrendendosi alla prima porta chiusa.  “Non ce la farò mai!” si ripetono allo sfinimento, tanto che la materia pensante, di cui parla Wallace, realizza la disfatta, così richiesta, ripetuta dai loro pensieri.
La mente è nostra nemica! Rammentiamo sempre che il suo potere è malvagio e sta a noi usarla e non farci usare. Ci rende spesso suoi schiavi, ci conduce nel baratro dell’ insuccesso, dell’insoddisfazione, dello sconforto. Avete mai notato che la mente non ci induce mai a pensieri positivi ma sempre catastrofici? Come mai?   
Essa ci mostra una realtà apparente, ma cosa davvero si cela se andassimo oltre alla nostra apparente situazione e vedessimo quanto la vita ha ancora da offrirci, se alimentassimo il pensiero positivo, quello che ci spinge a sognare, a vedere realizzati i nostri sogni?
Ebbene Wallace ci invita, appunto, a vedere già realizzato il nostro progetto; ci induce a credere nella forza del pensiero creativo e mai,  badiamo bene, in quello competitivo; per cui se volete tentare il metodo Wallacce: al bando gelosia, competitività, astio verso chi ha più di voi, ma solo creatività, immaginazione costante e perseverante verso il vostro progetto. “Perché tutti meritano benessere e una vita piena e c’è posto per tutti!” almeno questo sostiene lo scrittore.
Ma come è possibile cambiare il proprio stile di vita, quando non si hanno le basi economiche per muoversi? Da dove partire? Bene, si parte dalla fede in noi stessi … dalla sicurezza che tutto arriverà senza se e senza ma. Spronando così la nostra immaginazione e il nostro pensiero creativo ad alimentare solo pensieri positivi e temprati da una solida fede in noi e in Dio.
Il concetto di Wallace unisce oltre alla forza del pensiero positivo, un altro tassello che amo riportare: Il Dio dell’Universo ci ha donato un luogo dove crescere, formarci e vivere nell’abbondanza… Sì, queste parole, visto i tempi che corrono, sembrano un’utopia: il mondo appare tutto tranne un luogo sereno e ricco in cui vivere; ma questo resta l’apparenza! La realtà potrebbe essere ben diversa per ogni singolo individuo che apre a nuove possibilità di pensiero.  Nel nostro profondo  spesso sentiamo il bisogno di migliorarci, realizzarci ed è proprio, a quanto dice Wallace,  la voce della materia pensante che ci parla e ci  ricorda che è qui per servirci, per darci tutto ciò che desideriamo, perché compiacere la nostra esistenza non realizzerà solo una vita più bella e serena per noi, ma asseconderà  il Creatore che vive in noi  e avverte il nostro malessere e si compiace dei nostri successi, perché ogni passo che faremo migliorandoci, doneremo  amore a noi stessi e anche lui.
La teoria di Wallace si basa su dei punti fermi.
1) V’è una sostanza pensante e unica da cui origina ogni cosa.  
2)  I nostri pensieri possono concretizzarsi, intingendosi nella sostanza pensante ma  per giungere a questo ci vuole  forza e costanza del pensiero, ci vuole  cieca e assoluta fiducia in ciò che vogliamo  e sapere con certezza che sta arrivando:  ogni giorno è più vicino; ma soprattutto  occorre essere grati per ciò che si ha e ciò che arriverà senza mai dubitarne.
3)  E poi agire in quel certo modo che, alla fine dei conti, è semplicemente  restare fermi sulle nostre idee, perseverare con fiducia nel nostro intento e mai e poi mai dubitare di non farcela… restare positivi e, giorno dopo giorno, spingersi oltre i propri limiti; affinché la forza pensante alimenti soluzioni, possibilità e apra le porte verso la nostra realizzazione personale.

Ricapitolando: Fiducia incrollabile nel nostro intento. Gratitudine. Pensiero positivo Abbandono di situazioni, persone e pensieri che provocano in noi pessimismo e ci allontanano dal nostro intento.

Wallace ci pone esempi della sua epoca; certo i tempi sono cambiati da quando lui scrisse questo saggio;  eppure la sua idea è attuale più che mai!  La forza del pensiero positivo può condurre solo al  bene nei nostri giorni!
Vivere con gratitudine per ciò che si ha e ciò che giungerà può portarci alla  consapevolezza di quanto siamo fortunati e farci comprendere che l’immaginazione è solo una realtà a venire; per cui da oggi: quando immaginerete il vostro futuro ( che ci crediate o meno alla teoria di Wallace ) io vi consiglio di immaginarlo al massimo delle vostre aspettative, affinché la materia pensante lavori per voi e non contro di voi…
Ci sono libri nati per insegnare, altri per perdere tempo, altri per fantasticare e poi ci sono saggi, come questo, nati per aprire varchi nelle nostre profondità e destare le parti magiche, dormienti in noi…
Consiglio vivamente questo saggio che ha aperto in me, non la strada verso la ricchezza ma sicuramente mi ha fatto comprendere che tutto ciò che diverrò da oggi in poi dipende esattamente da quanto credo in me stessa.
Credete in voi stessi.

Monica  Pasero




   

domenica 16 giugno 2019

LA NUOVA RACCOLTA DI RACCONTI DI GRAZIA PROCINO


OLTRE SCRITTURA SEGNALA

STORIE  DI DONNE  E DI UOMINI
DI GRAZIA PROCINO




Alle donne e agli uomini che,
 nonostante questi tempi aridi e feroci,
continuano a resistere e ad amare.
A loro sono dedicati questi miei racconti.


L’approdo alla forma del racconto, dopo la prova della scrittura poetica, è avvenuto in modo naturale. La realtà andava rappresentata anche nella prosa e attraverso vari personaggi: ho raccolto la sfida ed è iniziata un’altra avventura artistica. Dieci racconti, di cui uno lungo, dedicati alle donne, e sei racconti, di cui due lunghi, dedicati a uomini, costituiscono “Storie di donne e di uomini”, un itinerario condotto dentro le vite di donne contemporanee e di uomini antichi e contemporanei. L’attrazione verso il cosmo e il caos femminile è il motore dell’ispirazione della prima parte del libro: le dieci storie raffigurano donne, sia ragazze sia donne mature, avvilite e violentate dai rappresentanti del genere maschile oppure sono storie di vite umane aggrovigliate per la solitudine, che è abitata dalla noia e appesantita dalla vecchiaia. Vissuti femminili devastati da ogni genere di violenza sono setacciati dal filtro narrativo e restituiti alla pagina nella loro cruda verità. Donne appartenenti a qualunque età e a condizioni socio-culturali diverse sono vittime di violenza da parte dei loro compagni; la violenza contro le donne è una emergenza che si verifica ogni giorno e in ogni luogo d’Italia, suscitando lo sdegno e la disapprovazione di tutti. Ma non basta, occorre che,   specie gli uomini, realizzino un percorso di educazione ai sentimenti che consenta loro di guardare all’universo femminile come altro da sé e non come proprio possesso o prolungamento e, infine, di accettare la fine delle relazioni amorose.
La maestra di Sappada è la storia inventata di Maria Cratter, che ha per cornice un fatto storico, di cui casualmente sono venuta a conoscenza: nell’autunno del 1917 il generale Guido Fiastri ordinò ai 1350 abitanti di Sappada nel Friuli Venezia Giulia di abbandonare le proprie case perché sospettati di simpatie austriache; in 600 trovarono ospitalità ad Arezzo e dopo la guerra vi rimasero, mostrando nei fatti come l’integrazione e l’accoglienza possano vincere.
Nella seconda parte si dà voce all’universo maschile- apre l’unico racconto autobiografico, dedicato a mio nonno Orazio- e si pone lo sguardo, secondo una inusuale prospettiva, a storie di uomini disperati per una perdita, dell’amore o della prestanza fisica. I due racconti lunghi, “Una vita che non fa rumore” e  “A Esiodo non piaceva il mare” hanno per protagonisti due poeti della Grecia arcaica, rispettivamente, Ibico ed Esiodo, che vengono illuminati da inquietudini moderne o, per meglio dire, di loro si mette a fuoco l’umanità dolente, che suscita riflessioni, permanenti ancora oggi. La specificità dei due racconti sta nel rispettare la temperie culturale, che, lungi dal risultare museale, è innervata di pensieri e sentimenti contemporanei, così è possibile gustare sia la visione storico-culturale sia l’interiorità atemporale. Mi sembrava che i poeti antichi della Grecia letteraria meno nota, appunto Ibico ed Esiodo, chiedessero di essere raccontati, le loro vite fossero troppo in silenzio, e io li ho accontentati, aggiungendo la mia intenzione di realizzare dei racconti, che siano ponti fra il passato e il nostro sconclusionato presente. Non so se abbiano la forza di rappresentare anche chi sia l’uomo di oggi, ma io ho scommesso su di loro con tutto l’impeto della mia immaginazione e con tutta la fiducia verso la parola.



                                                                          Biografia autrice

Grazia Procino, docente di Lettere presso il Liceo Classico di Gioia del Colle(Ba), ha pubblicato haiku nella raccolta collettiva edita da Fusibilia, la raccolta poetica “Soffi di nuvole”( Scatole parlanti, 2017) e i racconti “Storie di donne e di uomini”( Quaderni edizioni, 2019). Una sua poesia è stata selezionata per l’IPoet di gennaio 2019 da Lietocolle e un'altra da Maurizio Cucchi nella rubrica La bottega della poesia su La Repubblica di Milano.

sabato 15 giugno 2019

NUOVO LIBRO PER LO SCRITTORE ENZO CASAMENTO


OLTRE SCRITTURA SEGNALA
  IL NUOVO LIBRO DI 
ENZO CASAMENTO

PROVE CERTE




 Scheda libro:
Titolo: Prove certe
Autore: Enzo Casamento
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 12,99
Pagine: 390
Editore: pubblicato self in esclusiva con Amazon
Genere: Giallo
Data di pubblicazione: 15 giugno 2019 in esclusiva con Amazon
Kindle Unlimited: Sì
Link: (lo comunico appena disponibile oppure è reperibile sabato su Amazon)

Sinossi:
Lo scienziato Israel Colton, premio Nobel per la medicina, viene accusato di omicidio sulla base di prove inconfutabili.
La figlia Lyza, tra difficoltà e pericoli, si batte con forza per dimostrare la sua innocenza.
Gravi minacce incombono, molte persone verranno colpite.

Estratto libro
Il capitano Boris Turner era arrivato in centrale di malumore. Il figlio era stato bocciato all’esame di guida, la moglie doveva portare il labrador dal veterinario e Pamela, la figlia tredicenne, lo assillava affinché le comprasse il nuovo iPhone. I soldi non bastavano mai.
  Si lisciò i baffi con le dita. Pam si rivolgeva sempre a lui per ottenere qualcosa; possedeva il modello precedente di quel cellulare, ma insisteva per avere il nuovo. Una pretesa inaccettabile, tuttavia Pam aveva urlato e pianto, rifiutandosi di mangiare.
  Il trillo del telefono lo distolse da quei pensieri.
  «Cosa c’è?» rispose con tono asciutto.
  «Scusi se la disturbo, mi trovo sulla scena di un omicidio».
  «E allora?»
  «Capitano, è coinvolto… il professor Colton».
  «Colton? Il professor Israel Colton?»
  «L’avevo visto in televisione la settimana scorsa. L’ho riconosciuto subito».
  «È stato ucciso?» si allarmò Turner.
  «No, no. È confuso, ma sta bene. Afferma di non sapere cosa sia successo. Si trova in un appartamento con la vittima, credo che l’abbia ammazzata lui».
  «Cosa stai dicendo?»
  «L’ho chiamata apposta. Devo portarlo in centrale?»
  Il capitano trasalì. Ci mancava questa per cominciare la giornata.
  «Accertiamo prima i fatti. Proteggi la scena e usa molto tatto col professore. Arrivo subito».
  Turner chiamò la scientifica.
  «Hume, vi voglio lì immediatamente».
  La grana era troppo grossa, avvertì il procuratore.
  «Signora Trench, sto andando di persona».
  «Capitano» il tono suonò secco e deciso «la legge non guarda in faccia nessuno. Agisca con cautela, ma se vi sono elementi di colpevolezza si comporti come con un qualunque indiziato».
  Turner ebbe l’impressione che gli fosse piombato un macigno in testa. La famiglia Colton, ricca, potente e stimata, poteva annientarlo in un soffio. Il professore godeva di un largo prestigio internazionale, era consuocero del senatore Lynch e amico della First Lady.
  Prese con sé Ethel e Bruce, i suoi migliori detective.
  «Guida tu» disse alla giovane, lanciandole un’occhiata furtiva. Oltre che per la bellezza e la personalità decisa, era nota in tutto il distretto per la guida spericolata-

Biografia autore

Enzo Casamento, già autore di un best seller internazionale su giochi logici e creatività, esordisce nella narrativa con “Acuba – Trappola da un altro mondo”, romanzo che ottiene un notevole successo con oltre 10.000 lettori.
Nel marzo 2019 pubblica “Arte perversa”, che raggiunge subito le vette delle classifiche.
“Prove certe” è il suo terzo romanzo.




venerdì 14 giugno 2019

La trama e l’ordito di Angela Parise (Lupi Editore) Recensione a cura di Monica Pasero





“Siamo come la trama e l’ordito
 che si uniscono e creano un tessuto”

Avvengono eventi nel corso del nostro tempo, dove la ragione non può far altro che tacere ed è il cuore che affronta e combatte con impeto il mutamento improvviso, perché sia la gioia che il dolore giungono inaspettati nei nostri giorni e ci travolgono, cambiandoci radicalmente per sempre… Questa è la storia di due donne, coraggiose, unite dallo stesso grande dolore. Due donne di generazioni lontane che si troveranno a crescere insieme, ad imparare, a sopportare il dolore e la mancanza e a piccoli passi ricostruire, giorno dopo giorno, la loro nuova vita e i loro nuovi ricordi.


E quando sembrerà che la vita abbia preso ogni cosa e che i giochi siano stati fatti; ecco che nonna Topazia e la giovane Doriana troveranno un altro cambiamento ad attenderle, forse quello che non si aspettavano più, dopo una vita di mancanze, sacrifici; dopo tanto rimboccarsi le maniche, ci saranno braccia aperte ad accoglierle e a ricordare a tutti noi che l’amore non conosce età e giunge, giunge per tutti, quando siamo pronti…    
L’autrice ci conduce in una lettura semplice, uno scritto spontaneo; tra queste pagine si esaltano i valori di un tempo, ma anche i profumi, i sapori, le pietanze, le tradizioni della bella terra piemontese che si amalgameranno a quelli forti e passionali delle terre siciliane; due mondi a sé che si incontrano e scontrano; si raccontano.  Due famiglie così differenti riporteranno il loro ieri, donando a queste pagine la bellezza dei tempi andati; dove tutto era più faticoso, vero, ma l’amore quello no! Quello era gioia, spensieratezza, follia e tanta passione ed è quella che troverete in tanti aspetti di questa storia: nell’amore per il cibo, per la buona cucina, per le tradizioni, la famiglia; nell’ amore per gli altri, per il ricordo e soprattutto per la vita.
E come la trama e l’ordito che si uniscono e creano un tessuto; così l’amore unirà i protagonisti di questa bella storia di paese e cucirà lentamente un nuovo capitolo della loro vita, fatto di ritrovata fiducia e di orizzonti finalmente aperti verso un domani più sereno.  
“La vita ci ha tolto tanto che forse potremo chiedere un piccolo riscatto!”
 E forse è proprio in questo passaggio il grande insegnamento di questo libro: quando la vita ti porta via, quasi tutto, ricordate sempre che c’è qualcosa di immenso che deve restituirvi e solitamente avviene sotto forma di amore….
Grazie, Angela.
Monica Pasero