venerdì 29 aprile 2016

LIBRO OSPITE LA SACERDOTESSA DI ELISABETTA MATTIOLI

LIBRO OSPITE
LA SACERDOTESSA
 DI  ELISABETTA MATTIOLI


Descrizione Eleni è una Sacerdotessa greca, votata al culto della Dea Hera, deve rispettare il voto di castità e restare illibata per tutta la vita. I suoi genitori l’obbligano ad entrare nel Tempio, quando è molto giovane. Lei non ha scelta, viene costretta a cedere al loro volere. In realtà si comporta in maniera opposta, di natura volitiva, segue la strada del piacere, ha relazioni con uomini diversi, senza mai farsi coinvolgere sentimentalmente, per ottenere lo scopo prefissato, compie ogni gesto possibile, arriva a sporcarsi le mani di sangue innocente, sacrificando una schiava al suo servizio, per avere sbagliato, ma non cambia nulla, continua a perseguire la lussuria. La situazione cambia, quando conosce Khloe, una schiava dalla pelle ambrata, con natali regali, in breve tempo diventa, la sua confidente, ancella prediletta e complice ideale, nei rapporti con gli uomini. Purtroppo l’amante del momento, ha un approccio con la fanciulla, in lei scatta la voglia di vendicarsi, per portare a termine il piano è disposta a tutto, ma il destino gioca la sua partita, costringendola a prendere delle decisioni, le porterà avanti a tutti i costi…
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Note biografiche autrice

Elisabetta Mattioli è nata il 30 agosto 1976 a Bologna. Ad apri
le 2013, è uscito il primo libro di poesie “Nosy”, edito dalla Leonida, a giugno 2014, è arrivata finalista al concorso di poesia erotica, promosso dalla Associazione Sensualmente (Roma) con la poesia “Ti sento”. A luglio 2014, è uscito il secondo libro di poesie “Entropia distratta”, edito dall’Alletti. A dicembre 2014 ha vinto il premio nazionale di narrativa erotica, “Eroticamente” promosso dalla Associazione Sensualmente (Roma) e ricevuto la menzione speciale del Presidente di Giuria.
(Gianfranco Borelli). 

A luglio 2014, è presente con
 una favola “Rocco il ranocchio” nell’antologia “Il sole ha rubato i colori alla coda del gallo”, pubblicata dalla Rupe Mutevole. A ottobre 2014, è presente un racconto horror “Marilinda”, nell’antologia curata dal circolo ESESCIFI. Ad aprile 2015, è arrivata finalista, con una foto “La natura del Peten”, al concorso artistico promosso dall’Associazione Luce dell’arte. A maggio 2015, è arrivata seconda, al Premio Nazionale di Filosofia, nella categoria “epitaffi funebri ironici”, promosso dall’Associazione per le pratiche filosofiche, di Certaldo. Ad agosto 2015, è uscito il terzo libro di poesie “Fiore di loto”, edito dalla Temperino rosso. Ad agosto 2015, sono usciti in formato elettronico, nelle principali piattaforme on – line, tre racconti erotici (Catia, Desiré, Profumo salato), editi dalla GDS. E’ continuativa la collaborazione, con l’Argo Libro, spesso i racconti sono pubblicati nelle loro Antologie, nella Rivista cartacea “Il Segnalibro”, ed anche nel sito. Altre poesie/racconti sono stati pubblicati in varie antologie, da parte di case editrici differenti

venerdì 22 aprile 2016

LIBRO OSPITE LUSINDA E IL RISCATTO DI SETH DI ALESSANDRO LEMUCCHI

LIBRO OSPITE
LUSINDA E IL RISCATTO DI SETH
 DI ALESSANDRO LEMUCCHI




Il protagonista è un architetto con una bramosia per il successo ed il potere, che nel millenovecentonovantanove si trasferisce a Lucca per lavoro, dopo essersi innamorato di Roberta, figlia di un facoltoso immobiliare del luogo. Qui incontra la contessa Lusinda, una donna misteriosa che tutti temono: elegante, raffinata e ambigua. Attratto da lei, Alessandro inizia a ricevere in sogno strane visite, che lo trasportano in una realtà onirica spaventosa. La storia si evolve in un susseguirsi di eventi pilotati dalla mente diabolica di Lusinda: omicidi rituali che invischieranno il protagonista in un vortice di situazioni che con viaggi nel tempo, tra l’antico Egitto e il mondo moderno, agevoleranno la rinascita  della sua vera natura interiore.



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BIOGRAFIA AUTORE
Alessandro Lemucchi è nato nell’Aprile del 1955 a Tivoli, attualmente vive a Gravina in Puglia, ridente cittadina del Tavoliere; il suo amore rimane, comunque, la sua città natia, della quale apprezza le numerose espressioni artistiche. Lettore appassionato di fantascienza e fantasy, si approccia alla scrittura in età matura, facendo delle sue passioni letterarie un nuovo spunto di vita.
Cultore della mitologia, umanizza gli Dei e li fa rivivere nel presente. “Lusinda e il riscatto di Seth” è il suo primo romanzo, tuttavia possiede anche un’altra passione: la poesia, nella quale fissa le emozioni di un momento. I suoi versi sono pubblicati nel web su siti specializzati, e sul blog personale , con la speranza di regalare un’emozione al lettore.

venerdì 15 aprile 2016

Libro ospite Il profumo dei ricordi di Annalisa Caravante

 Libro ospite 

 Il profumo dei ricordi
 di Annalisa Caravante



Due storie d'amore, due guerre e un diario: Fenni e Carlo, Claudia e il suo amore sconosciuto, in un romanzo di ricordi, di sangue e speranze.
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Biografia autrice
Annalisa Caravante è nata a Napoli nel 1977 ed è diplomata in lingue. Ha molteplici interessi, come il disegno e la fotografia artistica, ma ama soprattutto scrivere.
Lo fa sin da piccola, quando inventa brevi racconti da leggere alle sorelle e ai piccoli della sua famiglia. Collabora con l'Associazione Licenza Poetica, il blog In Nomine Artis – Il rifugio degli artisti e ha fondato nel 2015 il gruppo facebook U.S.E. (UNIONE SCRITTORI EMERGENTI)
Pubblicazioni
2011  Il paese degli aghi di pino – CoreBook Editore
2013  L'inverno e la primavera – CoreBook Editore
2014  Canta per me – Arpeggio Libero Editore
2014  Tersa – Arpeggio Libero Editore
2015  Cattivi Pensieri – Lettere Animate Editore
2016  Alma do sol – L'amore e la passione - Youcanprint
2016  Il Chrismon e gli angeli caduti - Youcanprint




mercoledì 13 aprile 2016

A Oltre Scrittura Giovanni Fortunato





L’immediatezza del giungere,
uno scatto
una pennelata
e tutto prende vita…

Tra tutte le arti conosciute, forse è proprio l’arte fotografica quella più immediata che riporta in pochi secondi l’appena avvenuto. Ogni attimo della nostra vita è già passato, ma in una fotografia permane nel tempo, come ricordo indelebile e ci resta quella sensazione che tutto può essere vissuto eternamente. Per giungere a tutto questo, però, gioca il fattore bravura, professionalità e aggiungerei, anche, il ” talento” di chi  ha tra le mani l’obbiettivo.  Nel mio spazio oggi un artista che sa cogliere l’attimo perfetto, dando vita eterna all’immagine da lui catturata. Oltre a scattare foto di grande eleganza e impatto, l’ospite di oggi sviscera la sua passione artistica anche nella pittura,  tramite il poetico mondo degli acquerelli, regalando alla carta,  istintività e tecnica con pennellate delicate e spontanee che in pochi attimi “creano”.  Fotografia e pittura due arti  spontanee, completano la vita  di  questo artista  tutto da scoprire.
Dall’affascinante borgo antico fiorentino, giunge l’ospite di oggi: uomo d’indole curiosa con una   spiccata sensibilità, amante del bello e della ricercatezza storica. A Oltre Scrittura ho il grande piacere di ospitare il fotografo e pittore Giovanni Fortunato.

Giovanni, innanzitutto ti ringrazio di essere qui, e ti chiedo subito: cosa ti ha spinto a diventare fotografo?  Realtà pratica o passione vera e propria.

È la passione, per il bello, l’intelligenza, il creato e il costruito, la forza del pensiero, del progetto. La macchina fotografica è solo uno strumento, il pennello del fotografo, che ti consente di registrare attimi irripetibili, unici.



 Come già accennato, vivi a Firenze, città che profuma di storia e arte in ogni angolo, quanto a tuo parere è importante ricordare e tutelare i beni artistici e storici delle nostre città?

 Ho sempre paragonato una città/una cultura ad un albero, dove le radici sono importanti per l’equilibrio e da dove i nuovi rami e le nuove foglie succhiano nutrimento. Dimenticarsi delle radici e della sua cultura è un uccidere l’albero stesso. L’arte, l’architettura, la letteratura sono prove di cosa può fare l’uomo, sotto la spinta della passione e dei sentimenti. Sono un connubio di razionalità, cuore e abilità manuali, tutti all’unisono per creare una forma d’amore, perché così è un’ opera d’arte

Come la fotografia anche la pittura ad acquerello, ricerca immediatezza. Per dare il meglio in queste due arti, la sicurezza delle proprie capacità, la fiducia in se stessi sono basilari?


Sì, anche se l’ “eccesso” di sicurezza è un’ arma letale che ti si rivolta contro. Il considerarsi “arrivati” o “io sono bravo, so tutto” è un rimanere indietro, è un fermarsi. Si deve mantenere sempre una certa dose d’insicurezza che ti fa chiedere: “ma ci può essere qualcosa di meglio di quello che faccio? Esiste un modo migliore per scattare questa fotografia o per dipingere questo dato soggetto?” Si deve sempre rimettersi in gioco e rivedere le proprie certezze.. Il mondo, le persone, la luce cambiano di continuo, dobbiamo essere un po’ come gli uccelli che adattano il proprio volo e le proprie ali alle variazioni del vento e delle correnti d’aria.

Come si coglie lo scatto perfetto? Esperienza o solo istintività?

È un insieme delle due cose, l’esperienza ti consente di realizzare tecnicamente in modo perfetto l’immagine ed enfatizzare quel momento, quell’attimo.  Mai frase come il “Carpe diem” descrive invece l’istinto. Mai pensare di tornare domani a fare una foto, non sarà mai la stessa cosa.È quel momento lì e basta. Non sai quante frenate a secco ho fatto con la mia bici, (rischiando anche qualcosa), per fermarmi e fare una fotografia. Sono molto istintivo nei ritratti, se vedo un bel volto, una bella persona, la fotografo e basta. Ho già il mio schema luci e so cosa voglio da quel volto. A volte le persone che ritraggo, rimangono sorprese per l’esiguità dei mezzi e dei pochi scatti (al massimo una decina), ma so già quello che voglio.


I tuoi scatti, per esigenza professionale, variano dai ritratti a foto d’interni ai matrimoni feste e tant’altro.  Qual è stato lo scatto che ti ha sorpreso di più?
Ma in particolare è una foto ritratto di qualche anno fa, fatto ad una mia amica. È stato immediato,  fulmineo. Eravamo perfettamente sintonizzati, pochi scatti ma perfetti. Non era stato nemmeno progettato.  

Amante del bello, senza dubbio, questo s’intravede nella ricercatezza della luce, delle pose, negli effetti bianco e nero dei tuoi scatti, nei volti e nell’espressioni e nei particolari che tu cogli, ma per  Giovanni, che cosa è  la vera bellezza?

Artisticamente parlando, non è solo un fatto esteriore, ma tutto quello che è stato prima di arrivare a tale bellezza. Quando guardo la cupola del Duomo, qui a Firenze, mi immagino la quantità di persone che ci hanno lavorato. Ogni singolo millimetro di quell’opera è stato toccato da mani piene di esperienza, di cultura. Dagli scalpellini al Brunelleschi. Se poi penso che praticamente è stato fatto con il pallottoliere...La capacità di pensare di progettare di realizzare un’idea. Di renderla materiale e soprattutto fatta per gli altri.
“Umanamente” parlando, molti si fermano alla bellezza esteriore, la vera bellezza è la capacità di dare, di amare, di partecipare affinché il mondo vada sempre meglio. I sorrisi, gli abbracci  i “sono tuo complice” questa è la vera bellezza.

Gli acquerelli sono magici fluidi e lasciano all’ opera  quella sensazione di sfumato, di etereo che personalmente amo, cosa ti appassiona di più di questa tecnica?

Sicuramente l’immediatezza! A volte poche pennellate creano atmosfere, sensazioni.. uniche  in  ogni dipinto. Mentre con l’olio e gli acrilici si possono fare delle copie quasi veritiere degli originali (esistono i noti “falsi d’autore”), con l’acquerello questo è impossibile perchè ogni pennellata è una storia a sè irripetibile. E poi non devi sbagliare, dare colpi sicuri, progettare prima quello che farai perché indietro con l’acquerello non si torna, non si può correggere. Per certi versi lo trovo molto vicino alla fotografia perché, come lei, è veloce, immediato e gli acquerelli, proprio come una macchina fotografica, puoi averli sempre a portata di mano perché prendono poco spazio.

Se potessi fare un viaggio nel tempo e avere un incontro con un artista del passato chi sarebbe e perché?
Sicuramente il Caravaggio per la forza e l’energia di certi suoi dipinti e per la luce e il taglio che riusciva a dargli. Fosse vissuto ora sarebbe sicuramente un grande fotografo.

Quali sono i soggetti che prediligi per le tue opere?


Con gli acquerelli amo fare paesaggi o scorci di paesi di campagna, dove solo si intuisce la presenza dell’uomo. A olio, più materico, amo fare ritratti. È più forte, più intenso.  Con la fotografia...amo Firenze, la sua luce, la sua storia, poi ritratti di donne di ragazze.

C’è uno scatto che ti sfugge?
No, sia mai! Non me ne deve sfuggire uno!  

Giovanni, oltre a essere un eccellente artista dell’immagine, chi è nella vita di tutti i giorni?
Sono un normalissimo fotografo, praticamente vivo dodici ore al giorno nel mio negozio, dove posso incontrare il mondo. È sito nel centro di Firenze e qui ci sono passati tutti. Forse mi mancano gli eschimesi e, per fortuna, i cannibali dell’Amazzonia. Nel lavoro purtroppo non posso occuparmi sempre di arte, ma le commissioni sono di ogni genere e natura, dal restauro di una vecchia foto di famiglia alla chiazza di umido sulla parete per l’assicurazione della casa.

Ultima domanda, di rito per il mio blog, quanto è importante nella tua vita il sogno?
Il sogno è importantissimo, come la fiducia per raggiungerlo. Come ho letto in un social:”sognate ma non dormite”....fate di tutto per raggiungerlo, non aspettate che “avvenga”.. Perchè anche se non riuscirete nell’intento avrete comunque la soddisfazione di averci provato.


Ringraziandoti per la tua interessante intervista, ricordo ai       nostri lettori il tuo sito



domenica 10 aprile 2016

A Oltre Scrittura il Maestro Mario Galeani, intervista a cura di Monica Pasero


E nell’anima nasce 
 Libra tra i tasti
Divenendo
 Respiro nel tempo


V’è sempre una ricercatezza estrema, un’accurata attenzione e passione e poi lo spirito viaggia e  respira tra i tasti di un pianoforte.  È il respiro del tempo … e quel che nasce, è essenza di un cammino fatto di sacrifici e sfide in cui il talento si fonde all’esperienza. Si creano così sonorità accoglienti, intense che variano di opera in opera  e come loro gli stati d’animo degli ascoltatori. Melodie antiche si espandono malinconiche a volte allegre e il tempo ritorna ai grandi compositori del passato. L’ospite oggi riporta alla vita la musica classica, quella che fa da radici alla cultura musicale ed è grazie ad artisti come lui che continuano a vivere nei teatri di tutto il mondo, i grandi maestri senza tempo. Definito uno de più importanti e attivi pianisti italiani, a Oltre Scrittura ho il grande piacere di ospitare il Maestro Mario Galeani.
  

Beethoven iniziò la sua carriera musicale a solo undici anni, indirizzato dal suo insegnante  Christian Gottlob Neefe, anche lei come lui, ha iniziato giovanissimo.  Un pensiero sul suo debutto, emozioni e paure di quel giorno?

Ho iniziato così per gioco a studiare il pianoforte a sei anni con mia madre, anche lei pianista e docente. Ma solo dopo gli 11 anni ho intrapreso lo studio in maniera più convinta e metodica. Del mio debutto ricordo ancora l’emozione intensa e la paura di non farcela nell’attesa poco prima di suonare, il cuore in gola e le mani sudate dopodichè, appena seduto davanti al pianoforte, ogni paura e sudore sparì come per incanto: da lì ho capito che questa era la mia strada e la mia missione.


Nella sua carriera, ha avuto la fortuna di essere guidato da un grande Maestro, di cui ho avuto modo di citare in altre occasioni. Parlo del grande Maestro Aldo Ciccolini ,  un suo personale ricordo?

“Ho tantissimi ricordi del mio grande Maestro Aldo Ciccolini, cui ho dedicato il mio recente concerto al Teatro Vittorio Emanuele di Messina con l’Orchestra del Teatro, in cui abbiamo suonato due tra i concerti da lui più amati: il 488 di Mozart e il concerto n 1 di Chopin. La prima cosa che mi balzò chiara sin dal primo incontro avvenuto nel 1989, fu la sua grande semplicità, il saper mettere l’allievo a proprio agio e l’umiltà tipica delle grandi personalità.

Allo stesso tempo Aldo(come desiderava essere chiamato dai suoi allievi), aveva una grande generosità nel dispensare i suoi preziosi insegnamenti musicali dati sempre come delicati suggerimenti in punta di piedi e mai come un dogma, con la stessa delicatezza di chi bussa alla porta facendo attenzione a non disturbare.. Aldo era anche capace di essere molto tagliente e drastico nei giudizi come pochi altri e allo stesso tempo gli piaceva scherzare e amava molto raccontare aneddoti e barzellette di ogni tipo. Dal punto di vista musicale ricordo la cura e l’amore che mi ha trasmesso nel rispettare e servire il testo musicale, curare il fraseggio, il legato e il suono, quel suono che lui amava definire a 3 dimensioni, cioè un suono che va oltre l’aspetto uditivo e diventa scultura! Ricordo la sua enorme capacità evocativa attraverso la quale cercava di farti capire per ogni brano quale era secondo lui l’attacco del tasto più giusto. Infine ma non ultimo, per me Aldo è stato come un padre, dispensatore di preziosi consigli di vita, un uomo saggio dal cuore grande che la vita portò molte volte a sentirsi “solo anche se insieme a molte altre persone”.

 Riesce a compiere un sogno ambizioso, divenendo l’unico pianista italiano a realizzare l’incisione integrale dei concerti di Beethoven con la celebre Royal Philharmonic Orchestra di Londra.  Un commento su questa sua fantastica esperienza?

L’idea di incidere tutti i concerti beethoveniani per pianoforte ed orchestra con la celebre Royal Philharmonic Orchestra nasce nel 2007 dopo aver debuttato con loro qualche anno prima al Teatro Antico di Taormina nel concerto di Schumann.

 È stata un’esperienza unica anche perché condotta con lo stesso direttore - il polacco Grzegorz Nowak- e con una delle migliori orchestre del mondo, caratterizzata da una strepitosa ricchezza e bellezza di colore in tutte le sezioni oltre ad avere una rara duttilità e sensibilità nel saper cogliere in ogni sfumatura tutte le indicazioni
interpretative del solista e direttore. Un gran lavoro di team che è stato realizzato con l’uscita di tre CD rispettivamente nel 2008, 2011 e 2013 e che ci ha dato grandi soddisfazioni anche in termini di recensioni, in quanto il cd con il quarto e quinto concerto di Beethoven è stato definito dal magazine inglese “Classic Net Review” come una delle più belle incisioni degli ultimi decenni e paragonata a quella di Baremboim con Klemperer della fine degli anni ’60.
In un suo intervento, parla di “Respiro del tempo” legandolo al compimento di questi  suoi concerti  Beethoveniani.  Può spiegarci cosa intende con questa espressione?

“Percepisco il respiro nel tempo come il motore e nucleo della Musica, che sta oltre ciò che è scritto sul pentagramma, cioè è il senso più profondo di quello che vogliono dire l’insieme delle note, armonie, melodie, fraseggio, dinamiche, andamento metronomico e l’agogica di un brano. In Beethoven abbiamo ricercato il giusto andamento metronomico e agogico che facesse venir fuori nel miglior modo possibile questo respiro, mettendo in luce così anche tutti gli infiniti dettagli del fraseggio beethoveniano

.”

Ha girato davvero gran parte del mondo, la sua esperienza è grande! Durante le sue esibizioni, credo abbia avuto modo di conoscere uomini di culture e pensieri differenti, ma tutti alla fine, se non erro, uniti nella musica.  Quanto, secondo lei, l’arte in questo caso la Musica può unire i popoli?
  
“La Musica è tra le più potenti risorse che l’umanità ha a disposizione per unire i popoli, una grande forza di comunicazione che parla direttamente al cuore e all’anima delle persone. Il problema è che il genere umano ne fa poco uso in questo senso e anzi in molte parti del pianeta la Musica è la prima ad essere


sacrificata in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando. Quando alla fine di un concerto uno sconosciuto spettatore viene commosso e ti ringrazia per avergli regalato un sogno oppure un altro ti scrive dicendo che senza di noi il mondo sarebbe un posto più povero, ciò mi fa capire quanto importante sia la Musica per lo sviluppo della nostra società e al contempo mi fa sentire una grande responsabilità.”


Dietro a un grande artista ci sono sempre tanti sacrifici, rinunce e anche qualche sconfitta.  Un consiglio ai giovani che vogliono percorrere il suo stesso cammino. 

Ai giovani consiglio assolutamente di perseguire i propri sogni e progetti dedicando tutto il loro entusiasmo e energie e questo vale non solo per la Musica: non c’è cosa più bella che realizzare i propri ideali. Ciò costa tanta fatica, sacrifici e a volta purtroppo bisogna anche essere disposti ad andare via dalla propria città o paese pur di riuscire nell’intento. Mettete in conto anche questo, sarà un’esperienza importante per la vostra crescita umana e musicale e guardate al futuro sempre con ottimismo, in quanto credo che le cose miglioreranno per la Musica anche in Italia.”

Se potesse viaggiare nel tempo e conoscere realmente Beethoven, cosa gli chiederebbe e perché?



“Gli chiederei sicuramente a cosa pensava quando componeva e scriveva una pausa improvvisa interrompendo bruscamente un fraseggio: credo che anche lì risieda il senso più profondo della sua musica”

Progetti futuri? 

“Ho diverse cose in cantiere, tra le quali un progetto ambizioso patrocinato dal Ministero Beni Culturali che prevede la valorizzazione della musica contemporanea tonale di un giovane direttore e  compositore italiano – Alessandro Valtulini – con la realizzazione di alcuni concerti a Milano nella prossima estate che prevedono anche la partecipazione della celebre Philharmonia Orchestra di Londra, oltre a dei concerti all’estero tra Danimarca e Germania per la prossima stagione.”
  
Oltre al grande artista, chi è Mario Galeani nella vita di tutti i giorni?

“Un marito fortunato, amorevole, collaborativo, un po’rompiscatole e un padre di un dolcissimo bimbo di quasi tre anni (Giovanni), che è il senso di tutta la mia vita da quando è arrivato..”

Giungo alla mia ultimissima domanda, di rito per il mio blog, quanto è importante nella sua vita il sogno?
Fondamentale! Avevo la possibilità di diventare un ingegnere, continuando un avviatissimo studio d’ingegneria nel solco di mio padre: non ci sarebbe stata per me soluzione più comoda ed
economicamente più sicura ed invece ho scelto la Musica, coltivata da sempre da mia madre, seguendo un sogno che è divenuto realtà e che ora nel mio piccolo contribuisce a far sognare il pubblico che mi ascolta.”

Grazie Monica

Ringraziando il Maestro per il prezioso contributo,  ricordo ai nostri lettori il suo sito 

e il suo canale you tube

venerdì 8 aprile 2016

Libro ospite Iridi di Mariano Ciarletta

Libro ospite 
 Iridi 
di Mariano Ciarletta

Iridi è una raccolta singolare, l' autore Mariano Ciarletta, mette a nudo per la prima volta il suo io interiore. Egli ripercorre attraverso venti componimenti, in un gioco di immagini e ambientazioni naturali, tutti i sentimenti che, quotidianamente, si ritrovano nella vita di ognuno di noi: dolore, afflizione, gioia e soprattutto la speranza.

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Biografia autore

Mariano Ciarletta nasce il 4 Febbraio del 1992 a Salerno. Fin dalla tenera età di sei anni mostra una propensione per le discipline umanistiche e per il mondo dell’ occulto e dell’ esoterismo.  A otto anni assiste alla visione del film l’ esorcista e ne rimane completamente affascinato. Da quel momento inizia un percorso di studi verso il tema della possessione demoniaca senza però

trascurare l’ impegno verso le discipline umanistiche. A diciannove anni inizia a scrivere per un giornale campano: “ Il sud “ che gli conferirà una discreta visibilità. Successivamente, a 21 anni pubblica il suo primo romanzo horror, intitolato: Rami nel Buio, l’ esorcismo di Amanzio Evenshire ispirato ad un reale caso di esorcismo avvenuto in America con la rivista L’ informatore delle autonomie locali.  Il romanzo conferisce una discreta notorietà a Ciarletta che, l’ anno successivo pubblica un secondo romanzo intitolato Ai bordi dell’ abisso, storia di un esorcismo con la casa editrice Youcanprint. Con il suo romanzo Ciarletta ottiene un award dall’ università americana Costantinian presso il palaregis Hotel di Roma e vince la categoria romanzo al premio letterario Nazionale Galiani Ricciardelli. Successivamente inizia per il giovane autore anche un percorso inerente alla poesia. Ciarletta pubblica ben 3 raccolte poetiche, una prima a 22 anni, intitolata la foresta delle rose scarlatte, edita dalla casa editrice Plectica e una seconda Sentire edita dalla casa editrice pagine. La terza raccolta con la quale partecipa e vince il premio letterario Taverna dei Briganti di Salerno intitolata Tra miti e silenzi è curata ed edita dalla casa editrice Aracne. Ciarletta vince diversi premi letterari tra i quali il premio letterario Nazionale Carmine Manzi, ottenendo il trofeo argenteo per la poesia: “ dedicata ad un angelo” e il premio internazionale Madonna dell’ Arco in cui riceve un premio e una medaglia di riconoscimento. Iscritto all’ associazione culturale IIASHEP che cura i giovani talenti, Mariano Ciarletta viene nominato barone dal principe Cammarano Zampeschi nel mese di Maggio del 2014 ottenendo così per i meriti letterari un riconoscimento reale.

venerdì 1 aprile 2016

Libro ospite Il corvo rosso dell' alta società di Daniele Imbornone

Libro ospite
 Il corvo rosso dell' alta società
 di Daniele Imbornone

Saypherius Redcrow è un persecutore al servizio di un regno del dopo trapasso dove, lui insieme alla sua classe, i persecutori per l'appunto, si occupa di recuperare le anime di coloro che sono destinati alla morte.
Al termine di un allontanamento dal mondo civilizzato durato 500 anni, Sayph viene richiamato alla capitale per un incontro con l'alta società, un consiglio di ricchi, potenti e soprattutto strafottenti uomini che governano il mondo di sopra, dove gli viene proposta l'opportunità di tornare quello che un tempo era stato. Sayph declina l'offerta per non essere tormentato dal suo passato pieno di pena, ma alla fine accetta sotto la spinta del supremo imperatore del mondo di sopra e della sua promessa che, alla fine dei 4 mesi durante il quale opererà, troverà la risposta alla sua più grande domanda.

L'attività dei persecutori è molto lunga e stressante, ma Sayph è il migliore nel suo campo e non ha intenzione di deludere il sovrano che si fida di lui. I problemi iniziano quando Sayph prende in custodia una ragazza che assomiglia moltissimo alla sua defunta moglie.
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Biografia autore
8 Luglio 1989 - Melzo (MI)
Salve a tutti mi chiamo Daniele Imbornone.
Sono uno scrittore in erba di 26 Attualmente le mie energie sono concentrate sulla pubblicazione del mio romanzo d'esordio. S'intitola: Il corvo rosso dell'Alta Società.

Negli anni ho partecipato a diversi concorsi letterari e per 2 volte sono stato inserito in antologie con il blog: Club Urban Fantasy. I racconti sono intitolati: ad un passo dalla morte e Una semplice partita a poker. (Quest'ultimo lavoro ha conseguito il secondo posto del concorso.)
Recentemente sono entrato nella squadra di un'altra antologia a sfondo natalizio: Strenne d'inchiostro, con il racconto: Problem…?


Sono figlio unico, diplomato in chimica e biologia e attualmente lavoro in un comune della Brianza.
Ho la passione per i gatti e gli acquari. Mi piace stare a  contatto con la gente, disegnare e informarmi sulle mie passioni.