giovedì 11 gennaio 2018

L’Alchimista di Paulo Coelho, recensione a cura di Monica Pasero

Siamo esseri dormienti, la Magia vive e si rivela a noi
 nel momento in cui siamo disposti ad abbandonare
 ogni razional pensiero
e osare spingerci oltre alle nostre capacità.
Monica Pasero

L’Alchimista di Paulo Coelho, recensione a cura di Monica Pasero

“Ascolta il tuo cuore esso conosce tutte le cose”, cita Coelho, in questa sua opera che definirla “Grandiosa” sarebbe riduttivo.  Amo quest’autore per la forza spirituale che immette in ogni suo verso.
In questa narrazione, Coelho, ci porta in un viaggio in cui la Magia dello Spirito è primaria, dimostrandoci, ancora una volta, quanto l’uomo, nell'interezza della sua Anima, possa giungere ovunque, se segue la sua Leggenda personale. 
Ogni essere umano è nato per portare a termine la “propria”. Non importa quanto sia ricco, colto o potente: il suo potere vive nel suo animo, nella sua fede e nel suo cuore.  Coelho lo racconta, egregiamente, inoltrandoci in un viaggio, un’avventura misteriosa, protagonista un giovane pastore che lascia quel poco che possiede per ricercare il suo tesoro. La scelta dell’autore ci fa comprendere che sono, molto spesso, gli uomini umili, quelli che affrontano la vita con coraggio, dignità e sacrificio ad essere i più vicini a Dio e meritevoli di giungere al loro sogno. Questo, perché, quando un essere umano sfiora il proprio tesoro, senza esserselo davvero guadagnato, molto spesso perde di gratitudine e dimentica il suo Dio. Divenendo, lui, Dio di se stesso. Sbaglio che si ripete dalla notte dei tempi a oggi.

Solo chi ha un cuore umile e puro può giungere al suo tesoro, qualunque esso sia. Ognuno di noi ha la sua Leggenda personale, ma quanti di noi hanno lottato per essa?  Solitamente nella prima parte della nostra vita, quando siamo giovani e fortunatamente ancora liberi nel cuore, cediamo al sogno e per un po’ ci crediamo, perdendone poi entusiasmo e vigore appena la vita ci mette innanzi alla cruda realtà e ci spinge ad omologarci, diventare uno dei tanti esseri umani che nasce, vive e muore su questa Terra.
Per timore, si scelgono strade più sicure vivendo una vita forse meno travagliata, esternamente, ma il travaglio lo vivrà la nostra Anima a cui verrà negata la voce e la gioia del suo vero cammino.
Coelho lo esprime appieno, questo concetto, con la Figura del Venditore di cristalli, uno dei tanti protagonisti, di questa narrazione, lui e altri  personaggi s’imbatteranno  nel cammino del giovane pastore e  tutte gli insegneranno qualcosa, permettendogli di comprendere meglio il linguaggio del mondo e i suoi segni.
Siamo esseri dormienti, la Magia vive e si rivela a noi nel momento in cui siamo disposti ad abbandonare ogni razional pensiero e osare spingerci oltre alle nostre capacità.  Per questo solo i più folli, i più coraggiosi inseguono, per tutta la vita, i loro sogni. Vi siete mai domandati perché?  Forse perché in loro non v’è la paura, loro sanno che sono qui per viaggiare dentro di essa, per sconfiggere i demoni che l'e alimentano e poi procedere spediti verso i propri sogni. 
“Tutto è stato scritto dalla stessa mano” cita ancora l’autore.
 Dio ha creato ogni cosa portandola a vivere in noi: ogni uomo, ogni filo d’erba, ogni sasso, ogni singolo granello di sabbia, ogni cosa generata, dalla sua stessa mano, è viva e possiede un’ anima e tutte sono racchiuse nell’ Anima del mondo.  Insieme creano energia e modificano gli eventi. Tutti noi, consapevolmente o meno, con le nostre azioni, influiamo sullo scorrere universale. Se l’amore cresce, la vita sulla Terra sarà rigogliosa, se invece cresce l’odio, tutto verrà devastato. Ogni nostro pensiero influisce su ciò che verrà.
 “Spesso gli uomini non raggiungono i propri sogni per paura di non meritarseli” cita ancora l’autore; ed è questa la prima causa dei nostri insuccessi personali: il timore di non essere all'altezza ci spinge a rinunciare, ma la rinuncia non è contemplata nel linguaggio universale!
 “Se credi davvero al tuo sogno, tutto l’Universo cospirerà affinché tu lo realizzi” Ogni singolo essere è collegato con il fluire cosmico, ogni nostro pensiero muta la nostra sorte e ne concatena altre. Il credere in noi, andare contro le nostre paure, sfidare anche la morte, come fece il giovane Santiago per conquistare la sua leggenda personale; apre alla vera essenza umana. La nostra vera missione è realizzare i nostri sogni e Coelho, in questo libro, lo spiega dettagliatamente. Non siamo nati per adagiarci e sopravvivere, ma per viaggiare oltre i nostri limiti e raggiungere le nostre Leggende, affinché il nostro passaggio terreno sia ricco di emozioni, esperienze ed insegnamenti.  Le risposte su come giungere ai nostri sogni, che tanto andiamo cercando nei libri, nei nostri studi, nel mondo; le ha solo il nostro unico Maestro ed è più vicino di quello che pensiamo: è dentro di noi che attende solo di essere ascoltato, ed è il nostro cuore.
L’Alchimista è un’opera da leggere più volte nel corso della vita, per ricordarci che siamo qui per vivere, come desideriamo, imparando ad ascoltare i nostri sogni e le grandi passioni che il cuore anima in noi.
“Quando desideri qualcosa con tutto il cuore sei più vicino all’Anima del mondo.”
A voi tutti l’augurio di sentirla respirare in voi sempre!

Buona lettura.



mercoledì 3 gennaio 2018

La Leggenda del Santo bevitore di Joseph Roth. Recensione a cura di Monica Pasero

E se la vita ti portasse a credere che i miracoli esistano? Ti aprisse possibilità impensate, fino a qualche istante prima? Ti spronasse ad un nuovo destino o la parvenza di ciò che potrebbe divenire la tua vita, se solo facessi altre scelte! Se usassi il tuo tempo in modo diverso ed evadessi dalla tua schiavitù, dai tuoi vizi aprendo la mente a valorizzarti, a trovare nella tua persona altre potenzialità oltre a quelle di distruggerti.

Ecco, in questa narrazione l’autore con una novella semplice, ma davvero di grande rilevanza morale, ce lo racconta e ci induce alla speranza; portandoci  a comprendere quanto la natura umana sia debole e condizionabile.  
E seppur la vita, per fortuna o per miracolo, ci conceda innumerevoli possibilità di redimerci, rimetterci in carreggiata, rialzarci... qualcosa di più forte ci trattiene a terra nel nostro marasma esistenziale, calamitati verso il baratro.
L’uomo è schiavo per natura o lo diviene per sua volontà? Domanda che mi sono posta leggendo questo testo in cui si evidenzia, appunto, la debolezza umana; la dipendenza che impone la nostra mente a perdere il senso del nostro vero bene.
La schiavitù diviene sia fisica sia psicologica e, subdola, ci porta a dipendere da necessità prettamente materiali e fisiologiche, come in questo caso il “bere”. La necessità dell’ubriacarsi che parte sempre come un atto consolatorio: si beve per non pensare, per annebbiare il ricordo, per rendere illusoria la realtà e dimenticare per un po’ i problemi, in cui siamo sprofondati, ma appena una parvenza di lucidità s’impone, in noi, ecco che ogni problema, che pensavamo dimenticato, è lì ed ancora più grande e noi sempre più deboli per affrontarlo.
Nella leggenda del Santo bevitore ci imbattiamo in Andreas un ubriacone che vive sotto i ponti della Senna. Andreas verrà in qualche modo indotto a vivere il suo ultimo pezzo di strada in modo miracoloso; la fiducia nei miracoli futuri o la sconsideratezza di non tutelare quel poco che gli viene offerto, porteranno l’uomo ad imbattersi in personaggi e situazioni alquanto singolari che lo aiuteranno a comprendere inconsapevolmente i suoi sbagli. Andreas si approprierà, in qualche modo, dell’entusiasmo del vivere, dell’esigenza di riprendere in mano la propria esistenza e cambiarla, ma i vizi sono duri a morire e quando uno cade nella loro trappola è davvero difficile uscirne illesi.  
Andreas, nel suo percorso di rinascita, varcherà due luoghi: in uno troverà la speranza, dove tutto è ancora possibile; la voglia di cambiare di riprendersi la propria vita.   Nell’altro annasperà nella dipendenza, nel vizio che diviene schiavitù.
La narrazione avrà per filo conduttore una promessa, un debito da assolvere a favore della piccola Santa Thèrèse che ci condurrà all’epilogo di questa vicenda.
 Un epilogo inaspettato, a mio parere, ma consono alla narrazione. Un’opera che unisce alla debolezza umana, la fede e la voglia di rivalsa. Una storia che insegna quanto tutto può nascere o morire a secondo della nostra volontà.
Buona lettura. Consigliato,
Monica Pasero