giovedì 6 febbraio 2020

SCOPRENDO BEATRIX POTTER IL NUOVO LIBRO DI RICCARDO MAINETTI



OLTRE SCRITTURA SEGNALA

SCOPRENDO BEATRIX POTTER
 DI RICCARDO MAINETTI
EDIZIONI  FLOWER-ED
 
Sinossi:
Il 26 luglio 1866, in una grande casa del Kensington rurale, nacque Beatrix Potter, figlia di Rupert e di Helen Leech, entrambi appartenenti a famiglie benestanti. Bambina di natura curiosa e socievole, fu costretta a trascorrere gran parte dell'infanzia in compagnia della balia Fu proprio nell'isolamento dagli altri bambini che imparò a conoscere e amare la natura e quei piccoli animali di campagna che popolano le sue storie illustrate. Accanto alle opere pubblicate per i lettori, prima fra tutte ""The Tale of Peter Rabbit"", sono testimoni del talento creativo di Beatrix Potter i diari e le lettere, in particolare quelle inviate ai bambini bisognosi delle sue confortevoli storie.
Dettagli volume:
Copertina flessibile: 88 pagine
Editore: flower-ed (5 dicembre 2017)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8885628176
ISBN-13: 978-8885628175
Peso di spedizione: 172 g
Lo trovate in vendita in formato ebook sulle principali piattaforme online e in formato cartaceo solamente su Amazon.
Note biografiche:
Riccardo Mainetti è nato a Morbegno, località in provincia di Sondrio, il 12 novembre 1974 e vive dalla nascita a Sondrio. Ha tradotto alcune opere di narrativa contemporanea per poi dedicarsi completamente ai classici della letteratura inglese e americana.
RICORDIAMO ANCHE IL SUO BLOG RECENSIONI LIBRARIE  

sabato 25 gennaio 2020

SEGNALAZIONE


OLTRE SCRITTURA SEGNALA
 IL NUOVO LIBRO DI GINO PITARO
LA VITA ATTESA

(Golem Edizioni, 2019)

RICORDO CHE TROVERETE L'AUTORE E IL SUO ROMANZO  GIOVEDÌ 3O GENNAIO A TORINO, ALLE 18 30, PRESSO LA LIBRERIA BELGRAVIA  IN VIA VICOFORTE 14/D 
NON MANCATE!



La Vita Attesa di Gino Pitaro.jpg
 Albori degli anni ’90, in una Tropea assolata ed estiva. Gianni e Federico sono appena maggiorenni e vivono nella cittadina tirrenica, presa d'assalto dal viavai dei turisti. Un luogo che per loro è visto attraverso gli occhi di chi vi abita, quelli del quotidiano, dall’infanzia fino all’inizio della maturità. L’ultimo decennio del secolo scorso rappresenta il fulcro del loro difficile percorso di crescita, dove fanno da sfondo i grandi avvenimenti nello scenario italiano e internazionale (Tangentopoli, attentati, guerra nella ex Jugoslavia e in Ruanda). Le strade dei due amici divergono, amori e scelte differenti li allontanano. Tra loro si insinua, crescendo sempre più, un mistero che invade silenzioso lo spazio della loro esistenza, come accade che nella vita le cose non spiegate e coperte di reticenza diventino delle presenze ingombranti. Gianni segue la via accademica, partendo poi all’estero, mentre Federico quella della carriera in polizia. I loro destini però inaspettatamente finiranno per incontrarsi di nuovo. Vita criminale, personaggi fuori dalle righe, mutamenti inaspettati condurranno entrambi su un comune binario, per un breve tratto.
Il finale scioglierà ogni nodo del presente e aprirà nuove porte al futuro.

Passammo in rassegna le foto come si fa con quei libretti che a un angolo li si sfrega con il dito e offrono l’illusione di un’animazione. Oh, non se ne trovava una decente! [...] Avevamo vinto però, perché sperimentando ci eravamo messi in gioco. Non si perde mai nella vita, se si vuole. O si vince o si impara. E si apprende sempre, anche se nel successo per certi versi è più difficile. È forse questa la discrasia che cominciava ad emergere. La necessità di considerarsi competenti, sempre e comunque, quando il mondo dei grandi, nel quale facevamo timidamente ingresso, invece cantava il contrario nonostante i proclami e i riguardi per le apparenze. Di certo, un universo molto meno curato dei dischi che ascoltavamo.


Data di uscita: 3 ottobre 2019

ISBN-13: 978-8885785168

Genere: narrativa italiana, romanzo, mistery, thriller.

Collana: Mondo

Lingua: Italiano

PER ACQUISTARE CLICCATE QUI

Note biografiche:
Nel suo percorso svolge varie attività, tra cui quella di redattore e di documentarista indipendente.
Nel 2011 esce I giorni dei giovani leoni (Arduino Sacco Editore), che ottiene buoni riscontri di critica e diviene una delle opere underground più lette nel 2012. Babelfish - racconti dall’Era dell’Acquario (Edizioni Ensemble, 2013) è il secondo libro, con il quale vince il Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata III ediz. (sez. narrativa edita), il premio speciale “antologia” al Concorso Letterario Caterina Martinelli II ediz., il premio giuria 'Città di Parole' III edizione - con il patrocinio della Città di Firenze, dell'AICS (sezione cultura) e dell'Associazione Artecinema Rive Gauche -, il riconoscimento Libri di Morfeo, città di Siracusa I ediz. (4° posto).
Babelfish inoltre ha ricevuto una segnalazione al concorso letterario 'Percorsi letterari dalle Cinque Terre al Golfo dei Poeti'.
Benzine è il romanzo pubblicato a fine 2015, che consegue apprezzamenti di critica e di lettori ancora maggiori rispetto alle prove precedenti. Con questa opera vince il ‘Premio Colli Aniene’ relativo al Concorso Letterario Caterina Martinelli IV ediz. e il ‘Premio Speciale della Giuria’ del Concorso Internazionale Scriviamo Insieme – VI edizione.
La Vita Attesa (Golem Edizioni, 2019) è un romanzo scorrevole e al contempo ambizioso, un amarcord dal vago gusto felliniano, di singolare forza e contemporaneità. È il primo libro dell'autore distribuito e promosso da Messaggerie Libri.
L'autore vive in provincia di Roma.


lunedì 20 gennaio 2020

A OLTRE SCRITTURA IL POETA GUIDO GIANNINI ( Intervista a cura di Monica Pasero)



Quando l’anima di un poeta è sveglia,
non v’è luogo, in cui essa non sappia poetare …
Monica Pasero

La sua prima poesia risale alla seconda elementare; uno scritto con penna rossa che ancora oggi l’autore rammenta con nostalgia; non ne ricorda i versi ma sa che fu l’inizio di questa sua grande passione…

Piccoli versi di bambino che ritornano, in età avanzata, nel cuore di Guido, spronandolo a ribellarsi alla sua timidezza e facendo sì, che la sua amata poesia lo porti lontano da quei suoi stati d’animo divenuti prigioni nel tempo.
Scrivere per lui è stato come liberare se stesso da una condizione di apatia che perdurava da troppo; ed ecco il bambino di allora che prende per mano l’uomo di oggi portandolo a una nuova consapevolezza; facendo in modo che i suoi versi volino alto nel cuore dei suoi lettori. Chi conosce Guido, sa quanto la sua delicatezza il suo modo garbato e familiare di porsi nella vita, trapeli anche nei suoi versi.  In lui sono temprati insegnamenti familiari e solidi. Il poeta Guido Giannini, uomo di altri tempi, oggi si racconta tra le pagine di Oltre scrittura.

                               Solita notte insonne
Frena i sogni
Librati in volo
Dalla monotonia del giorno
 A cercare vie nuove
Per vivere l'attesa
Del Bene che verrà.
Son sogni di bambino
Che ignorano il destino
Vivendo libertà.
Guido Giannini



Guido, hai deciso di sfidare la tua timidezza e tramite i tuoi versi ti sei rimesso in gioco; la poesia che ti scorre dentro finalmente si è decisa a sfociare su carta. Quanto per te è stato utile questo passaggio della tua vita?

Mi sono liberato del me che mi ero imposto, tenendo in cuor mio: gioie, dolori, silenzi; il mio desiderio di comunicare è sempre stato frenato dal timore di disturbare, di suscitare critiche e maree di consigli, di apparire e non essere all'altezza degli altri. Mio fratello Mario, che mi ha sempre capito, in tutta la sua sensibilità, mi stimolò  fin da ragazzo a liberarmi, a partecipare alla vita, dicendomi, lo ricordo come fosse stato ieri,  “Bada che nessuno ti sta a guardare, buttati, vivi, balla anche se non sai ballare. Il mio essere introverso, però, mi ha frenato a lungo. Intanto scrivevo le mie poesie d’occasione che lasciavo qua e là ai rispettivi destinatari, senza conservarle. Poi nel tempo ho cominciato a custodirle gelosamente. Era il 2006 o 2007, credo, quando mia nipote, Paola Nicoletti, mi invitò ai primi Reading poetici che il suo gruppo AICAB TEA POETRY organizzava da tempo. Nonostante la mia riluttanza, partecipai ed ebbi l’ardire di leggere anche due mie poesie scherzose: all'amica Giuliana caduta vittima dell’asiatica e la venuta, un ironico gioco politico dedicato a tutte le forze allora in campo che nel corso degli anni ho aggiornato seguendo l’andare degli eventi.
Quella per me fu la mia prima liberazione; giunta tramite la poesia.

Hai pubblicato diverse raccolte poetiche di cui ricordo Pagine Bianche e Appunti di un’anima in viaggio. Due parole per entrambe.

A dire il vero due parole non basterebbero. Comunque ci provo.
Fui richiesto come amministratore nel gruppo AICAB TEA POETRY, mentre continuavo a scrivere in silenzio le mie poesie. Mia nipote, Paola, che aveva cominciato da un po’ di tempo a pubblicare, mi spronò perché lo facessi anche io. Ero titubante, indeciso, pensavo che le mie poesie non fossero “poesie” ma solo pensieri.

Nel frattempo mi ero inserito nei Social e tra le diverse amicizie incontrai una persona che fu per me molto importante e fosti e sei tu Monica Pasero, che, leggendo le mie poesie, cominciasti a far da pungolo perché le pubblicassi, infondendomi coraggio ed autostima. Fu così che mi decisi ad affidarti la cura della mia silloge PAGINE BIANCHE. La titolai così inserendo varie pagine bianche come dono ai lettori affinché annotassero le loro osservazioni, critiche ed eventualmente ne scrivessero delle loro. Anche da qui voglio rinnovare la mia gratitudine all'artista fotografa Isella Bellotti che volle accordarmi l’utilizzo di una sua foto per la copertina della Silloge, che più riguardo e più mi sembra bella nella veste grafica. Nacque poi APPUNTI DI UN’ANIMA IN VIAGGIO che volli affidare sempre alle tue esperte cure, cara Monica che penetrata la mia anima, hai ordinato le poesie seguendo il criterio del viaggio di un’anima, un cammino a volte faticoso segnato da passioni, desideri, delusioni, speranze e vita.  Interessante e perspicace l’idea di corredare le poesie con immagini stilizzate capaci di manifestare anche a chi non sa leggere il contenuto della poesia.

Oltre alla poesia, hai molte altre passioni, sei attivo nel mondo teatrale e letterario con l’Associazione Aicab Teatry Poetry, ce ne vuoi parlare?
.   
Ho avuto la fortuna – o meglio – mi sono incontrato col coraggio e la passione di mio nipote Pier Luigi Nicoletti, Presidente, fondatore dell’AICAB (Associazione Italiana Cantanti Attori e Ballerini), che, reduce vittorioso di eventi promossi dalla stessa, ha voluto prendere in mano la diretta responsabilità di un nuovo Teatro in Roma, a cui ha voluto dare il nome di TEATRO DEGLI EROI, perché ti assicuro che bisogna essere saggiamente temerari nell’intraprendere tale attività. Volentieri mi sono lasciato coinvolgere in questa impresa, svolgendo ogni possibile attività per farla crescere: Contatti con attori e attrici, giovani e meno giovani, con sceneggiatori e scenografi hanno notevolmente arricchito il mio bagaglio umano e culturale in un ambito che ho seguito fin da ragazzo. Profittando della disponibilità di questo Teatro moderno e ben dotto di strumentazione all'avanguardia, la nostra sezione letteraria ha fatto crescere il suo Tea Poetry trasformandolo dall'originale caratteristica di Incontro tra Poeti, prima in concorsi di poesia a temi e poi in veri e propri eventi teatrali nei quali i Poeti, con l’ausilio di attori e tecnici, hanno messo in scena le proprie poesie. Le ultime due Edizioni dell’Aicab Tea Poetry sono diventate incontro di tutte le arti: Pittura, Fotografia, poesia, prosa, canto e danza che hanno dato all'evento un’anima culturale di grande spessore. A questo programma ho lavorato molto insieme con la sceneggiatrice, scenografa e scrittrice Paola Nicoletti.


I tuoi versi alternano chiaro e scuri, stati d’animo differenti che si amalgamano nella quotidianità di un po’ tutti noi, dalla nostalgia del tempo che passa, alla voglia di vivere ancora grandi emozioni; e visto che i sogni non conoscono tempo, né età, io qui ti chiedo: Guido Giannini cosa sogna?

A questa domanda, tenendo presente la mia età, mi verrebbe di domandarmi: “ma alla mia età posso avere ancora dei sogni?”, in realtà avrei un sogno forse impossibile ma che desidero con tutto me stesso: avere salute sufficiente per donarmi tutto a tutti per poter dire con fiera umiltà: ho terminato la corsa, ho vinto la battaglia contro le mie timidezze, contro le offese recate agli altri, contro le delusioni, contro la pigrizia e quant'altro.


Nelle tue poesie si avvertono forti le tue radici e il tuo amore per la famiglia; un ricordo della tua infanzia per i nostri lettori.

La mia prima passione d’amore per una compagnetta d’Asilo che si chiama Sandra Giulianelli. Avevamo 4 anni e non la incontrai più. Ne ebbi qualche informazione 50 anni dopo da un’amica di mia sorella.
Un altro ricordo a me caro che rivela il mio carattere di ragazzaccio risale a quando avevo 10 anni: ero l’ottavo di 10 figli. Mio fratello primogenito Eugenio, una volta, mi chiese in prestito il mio orologio della Prima Comunione perché il suo era guasto e mi offrì 50 lire al giorno per il noleggio (era generoso e non era attaccato al denaro anche se era uno studente squattrinato). Glielo diedi subito e d egli mi donò le prime 50 lire della mia vita. Lo ringraziai e gli dissi che avrebbe potuto tenerlo fino a che voleva. Io intanto andai dall’orologiaio, suo amico, e gli chiesi di ritardare per un bel po’ la riparazione. Raccolsi cosi le mie prime mille lire. Eugenio lo seppe ma non mi rimproverò mai, anzi stette al gioco.

Alcune tue liriche sono diventate bellissime canzoni, ce ne vuoi parlare?

Circa tre anni fa, frequentai per qualche tempo il Circolo dell’IPLAC (Insieme Per La Cultura) di Roma presso l’Enoteca Letteraria di Tonino Puccica. In una delle riunioni c’era una socia, scrittrice e poetessa, che celebrava i suoi 50 anni di matrimonio. Le scrissi e dedicai seduta stante la Poesia DONNA CHE AMI. Proprio lo scorso mese di dicembre, in occasione della serata dedicata ai consoci di Sardegna per la presentazione della raccolta di Poesie IL TEMPO DEL RESPIRO, di Francesca Branca, il cantautore sardo Ennio Santaniello   cantò alcune poesie che aveva musicato, tra le quali la mia DONNA CHE AMI. In brevissimo tempo aveva fatto un ottimo lavoro.

In precedenza, in collaborazione col Maestro Roberto Giglio, Insegnante presso la St. Louis School di Roma, scrivemmo la Canzone SOGNANDO L’ESTATE, tratta dalla mia Silloge APPUNTI DI UN’ANIMA IN VIAGGIO. Affidammo la canzone alla pregevole Ilenia Bianchi, già insegnante di canto presso la stessa scuola. È una canzone che mi ha rapito l’anima.
Prima di queste due canzoni ne scrissi altre due in collaborazione col chitarrista cantautore Amedeo Morrone: CON UN FIORE SEMPRE NUOVO, dedicata a mia moglie, e TU L’ATTESO scritta per il Natale, entrambe tratte dalla mia raccolta PAGINE BIANCHE.
Ho voluto affrontare questa esperienza come una sfida personale e ne sono rimasto soddisfatto. Potete trovare ed ascoltare queste mie 4 canzoni  cliccate qui

Rainer Maria Rilke diceva: Ai veri poeti il primo verso viene regalato da Dio, mentre tutto il resto è dura fatica dell’uomo. E qui ti chiedo dove trovi l’ispirazione nei tuoi versi?

La vita è dono di Dio, il Creato, che noi abbiamo troppo duramente ferito, è dono di Dio. Tutte le doti che abbiamo sono un dono di Dio, a ciascuno la possibilità di impiegarle e svilupparle al meglio. Se il primo verso di ogni poesia è dono di Dio gli altri scivolano via senza fatica, ispirati dalle creature con le quali Egli mi fa incontrare, dagli eventi quotidiani, da una chat con un’amica o con un amico, dai sogni e dalle esperienze della mia vita.

Scrivere è sempre un gettare fuori qualcosa di noi, liberare emozioni a volte belle, a volte brutte. Quanto nella tua esperienza la poesia è stata di conforto nei tuoi giorni?

Come ho detto, rispondendo alla prima domanda, la poesia ha avuto in me un impatto catartico come s’usa dire negli ambienti culturali. Sì, mi ha liberato dagli oppressivi legacci della timidezza, della riservatezza e della mia solitudine. Mi ha fatto conoscere gente nuova, persone amabili, sensibili ma anche persone piene di Sé! Quando leggo le poesie altrui o rileggo le mie sovente mi pervadono la commozione o il sorriso a seconda delle emozioni che esse suscitano in me.  La poesia è dunque anche il mio rifugio dove ricarico le batterie.



Le tue poesie negli anni hanno vissuto un’evoluzione non indifferente, sei cresciuto, maturato e hai assimilato forza e sicurezza di te… questo ci insegna che nella vita non si smette mai di evolversi e qui ti chiedo. A quando la prossima raccolta?  

Posso dire che le poesie per la prossima silloge sono già pronte ed anche stavolta ne affido a te la cura, Monica se tu accetti. Già so che questioneremo su qualcosa, ma tra persone sensibili ci si comprende. Sono ancora indeciso sul titolo, ma lo sceglieremo presto. Anche questa prossima silloge sarà per lasciare un piccolissimo segno del mio passaggio negli ambienti frequentati e un mio dono agli eredi.


Se dovessi definirti in una sola parola quale sarebbe e perché?
Un Ottimista crepuscolare
Un uomo con i suoi alti e bassi ma ricco di sogni e speranze.


Se potessi viaggiare nel tempo e conoscere un letterato quale sarebbe? E soprattutto, cosa gli domanderesti?

Virgilio. Gli domanderei di guidarmi negli inferni, nei purgatori e nei paradisi di oggi, non per sistemarci qualcuno, ma per seguir virtù e conoscenza.

E giungo alla mia ultima domanda, di rito per Oltre scrittura e qui ti chiedo: Quanto è importante il sogno nella tua vita?

Il sogno mi fa vivere! Non potrei far nulla senza una idea guida, senza una meta da perseguire. Non importa se sarà arduo, forse improbabile, ma so che è esso che mi fa andare avanti.I grandi sogni odierni che condividiamo un po’ tutti noi sono l’amore, la pace e la libertà che ostacoliamo con ogni forza, mentre le desideriamo intensamente.

Ringraziando Guido per questa bellissima intervista, ricordo ai nostri lettori alcuni link utili.






sabato 4 gennaio 2020

PAESAGGI DELL’ANIMA DI TERESA SPERA. ( Aletti Editore) Recensione a cura di Monica Pasero


Paesaggi dell’anima di [Teresa Spera]




Laddove non arriva altro, arrivi tu Poesia
a farmi danzare l’anima… e sono oltre.
Teresa Spera

La sua poesia è un volo libero nell'incontaminato giardino della sua anima.
L’autrice riporta su carta il suo canto. “Cantando la tua presenza in me …” cita in un suo verso e forse è proprio questa sua gratitudine, questo suo amore per il Divino a spingere alla creazione di queste liriche dove la bellezza e le radici della vita vengono esaltate nella pienezza del sentimento.
Poesie che inducono alla totalità dell’esistere, creando nel collettivo sprazzi di luce a rischiarare i pensieri, portando così i lettori alla riflessione sui veri ed essenziali valori umani. 
Le liriche sono incentrate sugli elementi saldi della vita umana, le poche ma fondamentali radici dell’esistere.
 La famiglia: la bellezza malinconica del ricordo in cui protagonisti divengono gli affetti; i ricordi passati. Tra tutti la figura della madre: fulgida e forte presenza che si eleva in questi versi dove fiorisce tutta la gratitudine di una figlia e dell’amor ricevuto nel tempo. Parole che aprono alla bellezza del procreare, all'importanza di esserci … E poi giungiamo a versi dedicati al padre, dove l’autrice evidenzia la volontà di pacificare, rimediare nell'eterno divenire le mancanze dell’oggi; parole d’amore che ci fanno riflettere sull'importanza del non attendere e vivere, adesso, il sentimento.

 Universo: il Divino, l’Eterno sono parte integrante di questa raccolta che manifesta, porta in auge la magnificenza della Creazione e lo fa diffondendo nei suoi versi descrizioni sulla grandezza della natura e la bellezza che ci propone in ogni suo piccola parte: un fiore, un volo di gabbiano, il sorriso di un bambino, un cielo stellato, un soffio di vento, un’onda del mare o il lento cadere della neve.Si avverte forte l’amore per il Divino; che diffonde, esaltandolo nelle sue opere.

Paesaggi dell’anima è il titolo di questa silloge che esprime al meglio il contenuto della raccolta.  
Poesie che dipingono l’essenza, rubando un po’ di quel candore e quella delicatezza che vive nell’anima di questa Poetessa.

Lettura consigliata.
                                                                       Monica Pasero

Paesaggi dell’anima di Teresa Spera, edito da Aletti Editore, è disponibile sia in cartaceo che in ebook nei migliori store on line.
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mercoledì 20 novembre 2019

A OLTRE SCRITTURA MARIA ALBERTI PRESIDENTESSA DELL’ASSOCIAZIONE ARTISTICO CULTURALE “IL CIELO CAPOVOLTO






“Perché le idee 
sono come farfalle
che non puoi togliergli le ali,
perché le idee 
sono come le stelle 
che non le spengono i temporali,
perché le idee 
sono voci di madre
che credevano di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo”.

Roberto Vecchioni

Introduco così l’argomento di oggi, perché qui di idee ne abbiamo tante, tutte costruttive e di successo!  E quando uno ci crede, per davvero, nascono realtà come questa che sto per raccontarvi. Creazione e intento sono le parole chiave del “Il Cielo Capovolto.” Stiamo parlando di un’associazione artistico culturale che dà voce a chi voce non ha! E lo fa con vari progetti ed eventi che hanno l’intento di sensibilizzare sia la sfera del sociale, sia quella artistica; portando in primo piano le varie realtà culturali presenti sulla penisola ed evidenziando la vastità e la bellezza della cultura italiana.
Progetti che esaltano la diversità in ogni settore artistico ed umano. Nelle sue iniziative batte forte il “buon comunicare” ricoprire il valore della Cultura e ricordare che essa vive anche nelle piccole realtà, spesso offuscate da una società troppo mediatica e poco riflessiva.
Il Cielo Capovolto apre le porte a tanti scrittori e artisti, donando loro visibilità e attenzione, coinvolgendoli nelle loro, tutte pregevoli, iniziative.   
Un’associazione che posa il suo sguardo anche sulle classi più deboli, ideando progetti socio - culturali come “diversamente UGUALI” che unisce la parte creativa a quella importantissima del messaggio, della sensibilizzazione. Dare voce, appunto, a chi voce spesso non ha!
Dal capoluogo piemontese, attraversando tutto lo stivale, il Cielo Capovolto viaggia con le sue numerose iniziative, portando con sé entusiasmo e cultura, cosa oggi troppo spesso sottovalutata. Arricchendo, così, una società che spesso dimentica la bellezza della lettura e del pensiero artistico.
Oggi a Oltre Scrittura ho il piacere di intervistare la presidentessa dell’Ass. Il cielo Capovolto, Maria Alberti.


Innanzi tutto ti ringrazio di essere qui, Maria, tu sei l’ideatrice di questa associazione e ti chiedo: quando è nata e cosa ha scatenato in te la voglia di tuffarti in questo favoloso, ma suppongo impegnativo progetto?

Ringrazio te, Monica, per questo gradito invito.
Il Cielo Capovolto nasce nel 2004 da un gruppo di amici (una trentina) che si erano conosciuti sulle note di Roberto Vecchioni: ci incontravamo ai suoi concerti nelle varie città e dialogavamo sul forum del suo sito.
Erano i tempi di Splinder e pensai ad un “blog a più mani”. Il blog nasce come diario personale condiviso in rete, in cui un autore scrive e altri commentano. “Il Cielo Capovolto” è stato, invece, un diario collettivo, più utenti proponevano articoli: testi di scrittura creativa, recensioni letterarie e musicali, segnalazioni di eventi, proposte di scrittori emergenti...
Creammo giochi letterari; me ne ricordo uno molto carino: ognuno di noi era il macchinista di un treno. Qualcuno sceglieva di guidare un frecciarossa, qualcun altro un regionale... io avevo scelto la locomotiva a vapore. Era il macchinista a scegliere il “viaggio”, i luoghi che si attraversavano, le stazioni in cui si sostava, gli utenti che salivano e scendevano... e lì raccontava. I miei passeggeri erano gli uomini che erano entrati a far parte della mia vita e... ad una “stazione” erano scesi.
Un’altra volta inventammo un copione teatrale a più mani: eravamo tre personaggi dell’800 ed ognuno scriveva la sua parte, collegandosi a quanto avevano scritto gli altri.
Inventammo persino una radio, Radio Il Cielo Capovolto, quando ancora le web radio non esistevano. Ogni autore si era inventato un programma, le trasmissioni erano “scritte” ma iniziavamo anche a condividere gli audio. 
Nel 2011 ho trasferito tutto questo su un sito web: ilcielocapovolto. Da quel momento abbiamo iniziato a proporci al pubblico come Gruppo Artistico Culturale Indipendente, ad avere un logo e una propria identità precisa. Sono nati diversi servizi e attività: promozione autori, schede biografiche, concorsi letterari, le recensioni hanno avuto uno spazio sempre maggiore. In un primo momento la sede era solo virtuale. Vista la nostra nascita, gli utenti provenivano da diverse città: pensavo improponibili appuntamenti sul territorio. Poi nel 2014 mia figlia Helen Esther Nevola ideatrice del format “CaleidoScoppio” che conduceva ai Murazzi sul Po, mi propose di organizzare la premiazione di un nostro concorso durante una delle sue date. Con mio grande stupore, alcuni “capovoltini” arrivarono a Torino per l’appuntamento.
Da quel giorno in ogni puntata di CaleidoScoppio era inserita una “Finestra del Cielo Capovolto”, in cui intervenivano i nostri iscritti. Ed io mi ri-abituai a salire sul palco, nonostante in un primo momento fui molto restia. Sul palco ero salita più volte in giovane età (ho frequentato le scuole e il gruppo scout dai Salesiani, nonché fatto parte del Movimento Gen Rosso, che organizzavano piccoli spettacoli), ma era un’esperienza di un passato molto lontano.
Il 19 marzo 2016, in occasione della festa del papà, si tenne a Torino, la premiazione della 1ª edizione del Concorso Artistico Nazionale «diversamente UGUALI», nato nel 2015. Fu anche, e soprattutto, il 1° incontro ufficiale de “Il Cielo Capovolto”, a cui parteciparono “soci storici” da diverse città italiane. Ne seguirono molti altri.
Nel 2018, il Gruppo Artistico Culturale “Il Cielo Capovolto” si è costituito come Associazione Culturale Italiana... ed è nata anche la Radio ICC Web.

Insieme a te, voglio ricordare il vicepresidente de Il Cielo Capovolto, lo scrittore Stefano Carnicelli. Come nasce la vostra collaborazione? 
Fu Stefano a contattarmi la prima volta, nel 2011: era venuto a conoscenza del nostro Gruppo e mi parlò della bozza di un suo romanzo a cui aveva dato titolo “Il Cielo Capovolto”, che da tempo conservava nel cassetto della scrivania. Vista l’omonimia ne fui curiosa e lo volli leggere: nelle sue pagine riscontrai le doti di un eccellente scrittore e con insistenza lo spronai a presentarlo ad una casa editrice, certa del riscontro. Da lì iniziò la nostra amicizia e divenne subito parte attiva del Gruppo; si qualificò 1° classificato al Concorso Letterario “La favola” e a quella prima premiazione in loco, all’interno del format CaleidoScoppio, ci raggiunse dalla sua città, L’Aquila. Mi aveva dimostrato che la distanza fisica non avrebbe costituito un ostacolo per organizzare insieme gli appuntamenti successivi per cui divenne, fin da subito, il mio insostituibile braccio destro.
Seguii la stesura anche dei suoi successivi romanzi: “Il Bosco senza tempo” e “Parole invisibili”, per cui curai l’editing.
Quando Il Cielo Capovolto assunse l’identità di associazione, nessun altro avrebbe potuto essere il vice-presidente. 

Perché proprio “Il cielo capovolto”?

È palese il riferimento all’omonima canzone di Roberto Vecchioni che seguo dai miei 11 anni. Nel brano di Roberto, gli uomini sono “il mare” che riflettono la luce del cielo, le donne. Fin da bambina ho amato immensamente il mare: tuffarmi al largo e nuotare laddove intorno hai solo l’azzurro dell’acqua e del cielo, mi ha sempre fatto sentire protetta come dall'abbraccio di un uomo. Da più piccola “l’uomo” era mio padre, il mio capo scout, mio padrino... poi ha assunto la fisionomia dei compagni che hanno fatto parte della mia vita.
Non avrei mai potuto dare un nome differente ad una mia creazione.
D'altronde il primogenito gruppo nacque da 30 amanti di Roberto Vecchioni.

Spiegaci a grandi linee, quali sono le vostre principali iniziative.

«diversamente UGUALI» è senz'altro il nostro progetto più importante, siamo alla 5ª edizione. È una campagna di sensibilizzazione, denuncia e educazione al rispetto dell’altro, proponendo ogni forma di diversità come valore arricchente reciproco. Si sviluppa su più fronti:
·        Il Concorso Artistico Nazionale – si partecipa dai 6 anni in su, suddivisi per fasce di età: bambini (6-10 anni), ragazzi (11-18 anni), adulti (over 18 anni). Le sezioni sono: prosa, in-versi, canzone d’autore, fotografia e disegno. Partecipano anche molti gruppi classe di diverse scuole italiane
·        Laboratori creAttivi – sono formati da 3 o 4 appuntamenti all’interno delle scuole primarie e secondarie di 1° e 2° grado di Torino e provincia. Attraverso giochi, attività artistiche, discussioni e testimonianze costituiscono un percorso verso la partecipazione al concorso. Organizzati insieme al Progetto Artistico CaleidoScoppio, sono condotti dalla sottoscritta e Helen Esther Nevola.
·        l’Antologia Annuale: esce nel mese di maggio e raccoglie gli elaborati che hanno partecipato al concorso
·        L’incontro nazionale, si tiene a fine maggio a Torino, nel corso del quale vengono premiati i partecipanti del concorso; presentiamo uno/una scrittore/rice di fama nazionale, scelto/a di anno in anno, che fa parte anche della giuria di valutazione degli elaborati; portiamo testimonianze dirette e interventi istituzionali. Il tutto farcito da interventi musicali e partecipazione del pubblico con haiku sul tema.
Organizziamo: «Incontri con l’Autore», sia a Torino che a L’Aquila, grazie alla collaborazione con il Gruppo Abele e la libreria Maccarrone Libri; convegni su temi sociali; pisco-pedagoci e culturali in genere; reading; mostre di pittura; giochi artistici-culturali: Reading & Comics, Karaoke Letterario, Coppie d’Arte e Sped-d’Arte.
Oltre all’ «Antologia Annuale diversamente UGUALI», pubblichiamo con cadenza annuale la «Raccolta Narrativa di scrittura creAttiva» che comprende le varie forme letterarie per raccontare una storia: prosa, poesia, testo teatrale, favola, canzone, storia a fumetti. Ogni anno verte su un tema differente: quest’anno è stato: “Il bambino che è in noi”. Uscirà nel mese di dicembre e il 14 marzo si terrà un Reading Collettivo.
Molto consistente l’attività sul nostro portale web: ilcielocapovolto.info, in cui si possono trovare schede biografiche di autori emergenti, recensioni editoriali, rubriche di arte e cultura, “piccole storie”.
Dal 2018, come detto prima, è attiva Radio ICC Web, con diversi programmi: «il Buongiorno» – «in-Rete» – «Due Passi al Tramonto» – «AMIAMOci» – «La Diretta di CaleidoScoppio» – «il Volo di Esterina». Ne nasceranno altri. SI può seguire in diretta oppure scaricare i podcast.

Uno sguardo sul sociale; come è nato il progetto «diversamente UGUALI»? 

È nato una mattina di ottobre del 2015. Andavo ogni giorno a far colazione e leggere il quotidiano al bar, prima di aprire il mio studio grafico; stavo leggendo l’ennesimo articolo su un ragazzino vittima di episodi di bullismo da parte di alcuni compagni della scuola media, colpevole di essere straniero. Entrò una donna col velo, educatissima, per consumare caffè e cornetto. Si creò uno strano silenzio e appena lei uscì, iniziarono commenti assurdi: bisogna stare attenti, ormai sono dappertutto, con questi veli e abiti lunghi, così nascondono meglio ciò che rubano, perché non se ne tornano tutti da dove sono venuti, vengono solo a rubarci il lavoro e poi i nostri giovani sono disoccupati...
Erano gli stessi discorsi che ascoltavo spesso da bambina, a quel tempo rivolti ai meridionali. E pensare che alcuni avventori - li conoscevo - erano figli di famiglie che negli anni ’60 si erano trasferite dal sud al nord per lavorare alla Fiat.
Mi sentii immediatamente molto più simile a quella donna col velo che non a tutti gli altri presenti, nonostante io sia nata e cresciuta sempre nello stesso quartiere di Torino.
Il nome mi balzò nella mente come un flash: diversamente UGUALI.

In questi giorni ha debuttato a Torino la vostra raccolta “Sfavoleggiando” che vede uniti scrittori e illustratori provenienti da tutta Italia. Vuoi parlarcene?

Con molto piacere.
« Sfavoleggiando – fiabe e favole capovolte» è la nostra neonata creatura. Ogni anno, nel mese di agosto, con Stefano pensiamo al programma per la nuova stagione culturale. Quest’anno lo abbiamo incentrato sul bambino.
“Devi tenere vivo il bambino che è in te. Senza di lui non si può creare”: lo diceva Joni Mitchell, una bravissima cantante e pittrice danese.

E così abbiamo pensato ad un libro di favole da mettere sotto l’albero di Natale. Ne esistono molti, ma noi volevamo una raccolta di fiabe e favole contro-corrente, dove i cattivi si scoprono buoni, i buoni non sono scontati e le storie sono capovolte. Abbiamo contattato scrittori e illustratori di diverse città che hanno risposto con entusiasmo e passione. Si è creato un team coeso e qualificato di 14 scrittori e 12 illustratori di cui tu, cara Monica, ne sei parte.
Il grandissimo Max Manfredi, uno dei padri storici della nostra canzone d’autore, ci ha offerto il suo contributo, con una fiaba inedita scritta in un progetto di scrittura condivisa con Marcello Stefanelli e Gabriele Santucci. Lo abbiamo presentato il 17 novembre a Torino, presso Binaria Book; prossima data è il 7 dicembre a L’Aquila  presso Maccarrone Libri. «Sfavoleggiando» porterà le sue fiabe e favole ovunque vengano richieste.

Per chi volesse far parte della tua associazione cosa deve fare?

Condividere i nostri obiettivi e associarsi. Sul sito - lo ripetiamo: ilcielocapovolto.info - si possono scaricare lo Statuto e il modulo per chiedere di farne parte. La quota associativa è molto contenuta: 20 euro all’anno. Ma non è sufficiente essere Soci. Ci vuole passione, amore per l’arte e la cultura, essere convinti che insieme si può spostare il mondo.

Progetti futuri?
I prossimi appuntamenti sono:
·       30 novembre alle ore 18:30 - «Quella saggezza che è in noi», tenuto dalla dott.ssa Sonia Etere (Binaria Book,  via Sestriere 34, Torino).
·        7 dicembre alle ore 18:30 – secondo appuntamento con «Sfavoleggiando» (Maccarrone Libri, via Savini, L’Aquila).
·        18 gennaio, ore 18:00 - «Il buio che ci avvolge» – con Sonia Etere e la sottoscritta (Binaria).
·        9 febbraio, ore 18:30 - «Incontro con gli Autori: Graziella Brusa e Federico Preziosi» (Binaria).
·        14 marzo, ore 17:00 - «Il bambino che è in noi», Reading Collettivo (Binaria).
·        30 maggio – Incontro Nazionale «diversamente UGUALI» - 5ª edizione (luogo e orario in via di definizione)
Progetti in cantiere:
·        Storie di Quartiere: per la verità è un progetto nato nel 2011 che, per varie vicissitudini, abbiamo accantonato per un periodo. Oggi rinasce con una nuova fisionomia. Il suo scopo è quello di ravvivare il senso profondo di appartenenza al territorio e al suo contesto sociale. Il quartiere ha un’importanza storica fondamentale: rappresenta il primo livello di comunità e ambito sociale. Ciò che vogliamo è tornare a vivere sul nostro territorio come una collettività, ove ogni cittadino possa partecipare e animare la vita locale.
·        La stanza di Milady: anche questo è un progetto che riprendiamo, nato già nel 2008, quando sono diventata nonna. È uno spazio dedicato ai nonni e ai nipoti: un rapporto che va coltivato, protetto, unico e insostituibile, nel quale i primi trasmettono esperienza, storia, tradizioni che costituiscono le radici dei propri nipoti. I bambini aprono le porte ai nonni verso un nuovo linguaggio, regalando il futuro, l’immortalità.
...e poi, chissà!

Maria, oltre una donna in carriera sei anche madre e nonna; se dovessi invitare i tuoi nipoti ad appassionarsi alla lettura cosa gli diresti?

Con la più grande, gli altri li vedo saltuariamente a causa di problemi logistici di abitazione, quand'era piccola le ho letto, ogni sera un capitolo, del “Il piccolo principe”, cercando di trasmetterle tutta la magia che ho conservato in me da quando me lo lesse, la prima volta, il mio capo scout.
A Natale e compleanni regalo spesso a tutte loro, libri. L’unico nipotino maschio ha solo un anno, ancora troppo piccolo per la lettura: non vedo l’ora di iniziare a conoscere, per lui, i nuovi eroi maschili.
A tutti loro dico: leggere ti insegna a volare, vivi non una ma mille vite. Tra le pagine di un libro trovi tutte le risposte ad ogni domanda che la vita ti propone.

E giungo alla domanda, di rito per Oltre scrittura, e ti chiedo: quanto è importante sognare per te?
Il sogno è più vero di quella che noi chiamiamo realtà. È il motore che fa girare il mondo. Se lo sogni lo puoi realizzare, diceva quel genio di Steve Jobs.

 Ringraziando Maria per questa esaustiva intervista, vi lascio alcuni link utili per conoscere meglio tutte le attività  dell' Ass. Il Cielo Capovolto.

RADIO ICC WEB Potete seguirla in diretta oppure scaricare i podcast.

Per info potere scrivere alla loro email: redazione@ilcielocapovolto.info

Intervista a cura di Monica Pasero

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