mercoledì 5 dicembre 2018

OLTRE SCRITTURA SEGNALA LA NUOVA SILLOGE DI GUIDO GIANNINI



Dopo Pagine Bianche arriva Appunti di un' anima in viaggio.
Una raccolta poetica unita a pagine illustrate.  
Un' estrosa raffigurazione di parole e immagini che aprono il cuore e donano a queste pagine originalità

PREFAZIONE
Ho sempre sostenuto che la poesia non si possa né valutare né spiegare; per il semplice fatto che essa scaturisce alla sorgente di tutti noi. In quella parte così nascosta, intima e soprattutto unica che contraddistingue ogni essere umano e fa sì, che la sua vita sia differente da ogni altra.
La poesia si può definire un vero e proprio appunto dell’anima, è qualcosa di così personale che è difficile coglierne del tutto il senso ma nello stesso tempo essa riporta emozioni che ci appartengono. Ed è per questo che ogni volta che ci imbattiamo in qualche verso, in noi riaffiorano emozioni discordanti, forse dal pensiero dell’autore, ma percepibili al nostro profondo, perché ogni anima ha una storia e ogni poesia può esserne un frammento che si svela in versi.
In questa sua nuova raccolta, Guido Giannini trascrive appunti; sì, appunti di un’ anima in viaggio. Un’anima che nel suo cammino terreno ha assorbito sia gioie che dolori  e  adesso riporta su carta il suo vissuto e lo fa narrandoci le nostalgie, i desideri e le passioni di un uomo velato da una profonda malinconia che giace in queste sue liriche, spesso desiderose del passato ma nel contempo svelano, tra un passo e l’altro, la speranza nel domani.
Una raccolta che sa di famiglia di cose semplici. Sa di Guido insomma. Una personalissima rappresentazione dei suoi ricordi, dei suoi amori, della vita nelle sue mille sfaccettature.
Appunti di un’anima in viaggio è semplicemente la testimonianza di un uomo sensibile che, con umiltà e spontaneo amore, regala al lettore un po’ di lui del suo tempo e del suo cammino terreno.

Monica Pasero

                                                                   


BIOGRAFIA AUTORE
Guido Giannini nasce nel 1943 

in Roma, dove vive tuttora.

Inizia a poetare in seconda elementare continuando a scrivere per sé  e custodendo gelosamente le sue creature in un cofanetto.
Soltanto in età avanzata, stimolato e incoraggiato dalla nipote, autrice e scrittrice Paola Nicoletti, trova il coraggio di condividere i suoi versi; entra  così a far parte di Aicab Tea Poetry un’organizzazione che unisce poeti e artisti di tutta Italia, realizzando concorsi ed eventi artistici multidisciplinari, reading poetici e antologie a tema,  anche presentati in prestigiose location, tra tutte ricordiamo il Teatro degli eroi di Roma che ha ospitato l’ultimo evento  Fermo Immagine - Cogli L'emozione che fugge di cui l’autore fa parte. L’esperienza collaborativa in campo teatrale lo porta così a vincere ogni ritrosia e a piccoli passi entra nel mondo poetico a tutti gli effetti.
È stato membro di giuria in vari concorsi di poesia. 
Ha organizzato Concorsi di Poesia e Poesia/Spettacolo nell’ambito della sua attività nell’associazione culturale AICAB.
Ha Pubblicato per le Collane Tracce e Colori dell’editrice Pagine.
Nel 2016 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica “Pagine bianche” edita da Youcanprint Edizioni.

sabato 1 dicembre 2018

OLTRE SCRITTURA SEGNALA


OLTRE SCRITTURA SEGNALA

TROVA TEMPO PER ME
(QUANDO UN'ESTATE TI CAMBIA LA VITA)
DI  SILVIA FUOCHI
EDITO DALLA CTL EDITORE




Matilde è una ragazza di quindici anni; Sergio il suo fratello maggiore, di venticinque. Li ha separati il lavoro di lui, giovane creatore di graphic novel, ma soprattutto la sua vita privata: Sergio, infatti, ha una relazione con un collega francese, Francois (Franc), con cui condivide anche i progetti lavorativi. E' per sfuggire alla fredda accoglienza che l'Italia riserva alle coppie omosessuali che decidono di andare via, in Provenza.
A Roma rimane Matilde, con un carico di problemi difficili da gestire a quindici anni: il padre, soprannominato dai due fratelli Gomito (perché "ha la faccia come il... gomito") se ne è andato di casa, accompagnato da anoressica e giovane fidanzata; la madre, Blues per i figli, dato l'umore sempre piuttosto basso, è rimasta a casa con la figlia e cerca faticosamente di ripartire.
Consapevole dei pesi che affliggono la sorella, Sergio cerca di non farle mancare la propria vicinanza affettiva, attraverso telefonate, wa, e-mail. Lei la chiama la loro "corrispondenza multicanale".  Ben presto i due fratelli riescono a spogliarsi delle sovrastrutture che i ruoli famigliari hanno assegnato loro ed iniziano un colloquio personalissimo, che supera anche la differenza di età e la lontananza.
Nella vita di Matilde, durante l'estate, entrano ed escono persone: entra Francesco, timido cugino di un'amica che riesce a conquistarla durante una gita al mare; esce Gomito, il padre, ed anche Sara, la cugina di Francesco, che non riesce ad accettare la storia tra i due. Ogni volta, lei si trova a fare i conti con queste presenze ed assenze, cercando di ricalibrare se stessa, senza perdersi di vista. L'amore del fratello e di Francesco le insegneranno a volersi bene ed a fare il tifo per la donna che sta diventando.
In mezzo c'è un esame di riparazione di matematica ed altre cose che avvengono normalmente nella vita di una ragazzina di quindici anni.
Il testo, pensato per gli adolescenti, cerca di entrare in modo informale e complice nel loro mondo, di vederlo proprio da quel punto di vista.
La frequentazione di ragazzi di questa età per motivi di lavoro mi ha portato a immagazzinare attegiamenti, spunti di riflessione e aneddoti, che ho cercato di far filtrare da Matilde.

BIOGRAFIA AUTRICE

Silvia Fuochi è cresciuta in Toscana, dove il colore degli ulivi le si è infiltrato negli occhi in modo indelebile.
Per il resto, lavora da sempre tra libri e bambini e si diverte parecchio con entrambi.
Nel 2014 ha pubblicato "Liberi tutti!", un romanzo per ragazzi ispirato al Barone rampante di Italo Calvino.

IL LIBRO  SARÀ ORDINABILE SU TUTTI GLI STORE ON LINE  O CONTATTANDO  LA CASA EDITRICE CTL EDITORE Borgo San Jacopo, 63 57126 Livorno tramite e-mail ctleditorelivorno@gmail.com, o telefonicamente al numero. 0586 806376 oppure direttamente all’ autrice scrivendo alla sua email silviafuochi2014@gmail.com. che vi verrà  spedito, a richiesta, con dedica e autografo




sabato 27 ottobre 2018

A OLTRE SCRITTURA LA SCRITTRICE FIORELLA CARCERERI INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO



“Ed allora capirai che un cuore ferito
non può guarire nell'umida galera della solitudine,
ma solo svincolandosi dalle catene della paura,
librandosi in spazi aperti,
alla ricerca di nuovi orizzonti.”
Fiorella Carcereri

L’autrice di oggi fa i suoi primi passi nel mondo letterario in un modo al quanto singolare, quasi fosse lei stessa protagonista di una bella favola moderna. Veronese di nascita, per destino o caso si ritroverà a rispondere alle tante lettere che ancor oggi arrivano da tutto il mondo all’eroina shakespeariana più amata, Giulietta Capuleti,  simbolo dell’ amore per eccellenza. Questa esperienza la porterà a comprendere l’innato amore per la scrittura e sarà da sprono per la sua carriera letteraria. E come in una bella favola moderna i suoi romantici sogni diventeranno pagine di libro. A Oltre scrittura ho il piacere di ospitare la scrittrice e poetessa Fiorella Carcereri.


Innanzi tutto ti ringrazio di essere qui. Esordisci, nel mondo letterario, con la raccolta poetica  “Senza rete”  Edizioni Ensemble Roma, tra l’altro vincitrice del “Premio Matteo Blasi 2012” indetto appunto dalla stessa Ensemble. Vuoi raccontarci come nasce questa raccolta e perché proprio Senza rete?

La raccolta "SENZA RETE" raccoglie pensieri, emozioni, paure, tutto quello che fino a quel momento nella mia vita non avevo mai osato affidare alla carta, tutto ciò che era rimasto gelosamente custodito nel mio intimo. Il titolo della silloge non è stato studiato ma mi è venuto così di getto per lanciare al lettore un messaggio della serie "quello che leggerete in questa raccolta è espresso senza filtri, senza freni, senza pudori, senza...rete di salvataggio".


Nel 2013 nasce il tuo primo romanzo: “Amore latitante” pubblicato da Edizioni Arpeggio Libero; due parole su questa tua opera?

Sono molto affezionata ad "AMORE LATITANTE", il mio primo romanzo. Poterlo pubblicare, e soprattutto poterlo pubblicare con Edizioni Arpeggio Libero di Lodi,  ha rappresentato per me una grande emozione e soddisfazione. Il libro è narrato in prima persona da una donna sulla cinquantina che passa in rassegna la propria vita sentimentale partendo dalla prima adolescenza. Contiene l'essenza pura e la sintesi di quelle che sono state le sue emozioni, le sue gioie, le sue paure, i suoi errori, il tutto raccontato in chiave autoironica ma mai superficiale, anzi sempre in chiave molto introspettiva e con forte spirito di autocritica.


“Con le spalle al  muro” Edizioni Sensoinverso, giungi al tuo terzo lavoro letterario in cui evidenzi la crudezza del sognare, in una società che poco a che fare con la magia del sogno. Una storia nata, a quanto leggo,  dopo un tuo trascorso al quanto doloroso.  Due parole su quest’opera.


“CON LE SPALLE AL MURO" pubblicato con Edizioni Sensoinverso nel 2014 è il mio secondo romanzo. Prendendo spunto dai tragici fatti di quegli anni che hanno visto protagonisti
molti piccoli imprenditori soprattutto del Nord, incapaci di liberarsi dalla morsa di una crisi economica sempre più grave e senza via d'uscita, nel libro ho raccontato la storia di una famiglia e della crisi della loro azienda. Una famiglia che vive momenti drammatici e disperati ma che riesce alla fine a riscattarsi e a riemergere. 



 Il ruolo della sognatrice è lo scherzo più crudele
che la natura possa ordire ai danni
di un essere umano.”
 Un mondo diverso.
Colgo questo passaggio da una tua poesia che mi ha colpito davvero tanto e mi ha fatto dubitare, ma solo per un attimo, quanto sia bello sognare; un passaggio che può aprire varie considerazioni, e qui ti  chiedo: quanto è  stato ed è difficile essere una sognatrice nel tuo cammino?

Mi chiedi quanto è stato ed è difficile essere una sognatrice nel mio cammino.  Una domanda molto complessa che potrebbe magari essere il tema di un mio futuro libro, chissà... Convivere, ogni giorno, ora, minuto, con un mondo che ti sta stretto, che fa a pugni col tuo intimo sentire, a fianco di soggetti che non conoscono neppure il significato della parola "sensibilità", è davvero un'impresa. Con l'avanzare dell'età, tuttavia, ed è forse brutto da dover ammettere ed accettare, si rinuncia al sogno e si affronta la dura realtà. Ogni tanto, il sogno ricompare, ma ci si affretta a relegarlo in quell'angolo da dove dubito riuscirà ancora a liberarsi. Per sopravvivere senza soffrire più.




 Nella tua ultima raccolta: “Diari di donne in panchina” edita da Edizioni Arpeggio Libero, ci porti  nel mondo delle donne e nella loro ricerca spasmodica dell’ amore,  in  cui  evidenzi  la  figura maschile; protagonisti di queste tue storie uomini molto diversi fra loro eppur, in certe situazioni, si ritrovano a  reagire sempre allo stesso modo e qui  la domanda, che noi donne spesso ci facciamo,  ma questi uomini non cambieranno mai? 

“DIARI DI DONNE IN PANCHINA", Edizioni Arpeggio Libero, il mio ultimo romanzo, contiene cinque storie vissute da cinque donne diverse che incontrano sul loro cammino soggetti maschili inadatti, per usare un eufemismo. Donne e uomini. Troppo diversi per stare insieme, troppo complementari per non cercarsi. Forse, come dici tu, gli uomini non cambieranno mai, almeno fino a quando non cambieranno le donne. Fino a quando le donne permetteranno loro, guidate da dosi massicce di masochismo,  
di comportarsi in un certo modo, i conflitti e i dispiaceri persisteranno. Concediamo almeno questo sogno, che un giorno ci si possa incontrare a metà strada e capirsi, amandosi davvero, al di là di ripicche, tradimenti, delusioni, prevaricazioni.

Se dovessi definir la tua essenza, da come scrivi, utilizzeresti questi versi della poetessa Wislawa Szymborska: “Se non sono mai tornata è perché non sono mai partita. Il mio continuo viaggiare è stato un eterno restare qua, dove non sono stata mai”. E questo mi fa pensare che sono di fronte ad uno spirito libero pronto a sviscerare nel suo intimo quella sua parte mai del tutto esplorata. Un essere in continuo movimento tra pensieri e sogni. È così?

È  proprio così. Posso definirmi, come magistralmente hai sottolineato tu, "un essere in continuo movimento tra pensieri e sogni".

Quanto conta il messaggio per te nei tuoi scritti? E se esiste, qual è il tuo?

Sì, il messaggio conta molto nei miei scritti,  è un messaggio implicito che forse non tutti i lettori potranno cogliere ma solo le anime affini alla mia. In fondo, quando leggiamo un libro, è questo che andiamo a cercare. Almeno, a me capita così.

Se dovessi descriverti con una sola parola quale sarebbe e perché?

Caos. Perché sento di esserlo. Perché combatto strenuamente per trovare il bandolo della matassa che quasi mai trovo, con una doppia personalità che è un bel fardello da portare avanti.


Da dove trovi la tua massima ispirazione?

 Non c'è un luogo, un momento, un tema dai quali tragga ispirazione. Scrivo quando ho qualcosa da dire, o da urlare al mondo. Se non ho niente da dire, taccio.

Se potessi viaggiare nel tempo e conoscere un narratore o poeta dei secoli scorsi chi cercheresti e cosa gli chiederesti?

Cercherei Emily Dickinson. Le chiederei di concedermi qualche ora del suo tempo per aiutarmi a capire perché chi ha tanto cuore è destinato a soffrire tanto.

Oltre ad essere una scrittrice, chi è Fiorella Carcereri nella vita di tutti i giorni?

Nella vita di tutti i giorni Fiorella Carcereri è una, nessuna, centomila, come direbbe l'amico Pirandello.

Se dovessi dare un consiglio ad un autore che muove i primi passi in questo mondo pieno di trappole ed illusioni quale sarebbe?

Ad un esordiente consiglierei per prima cosa di essere umile e di non illudersi mai. Gli consiglierei di scrivere per dire qualcosa che sente veramente, e di farlo con sincerità e spontaneità. E di non temere le critiche, mai.

Progetti futuri?

Attualmente in stand-by, in attesa di avere, spero presto, ancora qualcosa da dire.


Ringraziando Fiorella per questa bellissima intervista, lascio agli amici che ci seguono i link dove potrete trovare le  sue opere.
PAGINAFACEBOOK 
DIARI DI DONNE IN PANCHINA
AMORE LATITANTE
CON LE SPALLE AL MURO 

Grazie a te Monica della bella intervista concessami.  
Fiorella Carcereri





giovedì 20 settembre 2018

A OLTRE SCRITTURA LA SCRITTRICE ELISABETTA MATTIOLI



  I pensieri  messi per iscritto non sono nulla di più
che la traccia di un viandante nella sabbia:
 si vede bene che strada  ha preso,
ma per sapere che cosa ha visto
 durante il cammino bisogna far uso dei suoi occhi.
Arthur Schopenhauer 
 



Oggi nel mio spazio arriva una viaggiatrice, amo definire l’ospite di oggi una “viaggiatrice del mondo”, una giovane donna che porta con sè l’esperienza del viaggio, la sua innata solarità e una natura avventuriera e questo non può che essere uno sprone per la sua grandissima verve letteraria che, in questi anni, le ha permesso di produrre moltissime opere tra poesia narrativa;  una  scrittura  prolissa, energica, la sua, in cui si evidenzia grande  creatività e  passione.  L’ospite di oggi possiede una notevole  carica creativa che la porta a spaziare sia nella scrittura che nella fotografia. La sua capacita di adattarsi  nel mutare genere letterario rende questa artista una bella scoperta. Scrittrice, poetessa, fotografa, artista versatile e “vera”. A Oltre scrittura ho il grande piacere di ospitare la scrittrice Elisabetta Mattioli.

Elisabetta, noi ci conosciamo da tanti anni, tramite il Social, e in questo periodo la cosa che mi ha colpito di più di te è proprio il tuo distacco dal successo, seppur hai avuto tantissimi riconoscimenti e molte pubblicazioni non hai mai osannato questo tuo lato artistico ma sei rimasta semplice, continuando a creare nuove opere e questo trovo faccia di te una persona “bella” Sì, una bella persona!  E qui ti chiedo: quando è nata la tua passione per la scrittura? Rammenti il tuo primo racconto?

Il mio primo racconto (in assoluto) fu in occasione di un concorso, era una favola per bambini, molto breve si intitolava. “ Ale il delfino coraggioso.”
Provo una passione infinita per questi animali, nel corso dei miei numerosi viaggi, ho avuto l’immensa fortuna di nuotare assieme a loro, precisamente in Italia, nelle isole Sporadi a nord della Grecia e anche lungo la costa caraibica (a Cuba). È un’emozione che mi è rimasta dentro, imbrigliata nell’essenza, per il resto della vita e oltre. Qualche anno addietro, mi sono fatta  tatuare un delfino sulla spalla sinistra.
Da quanto leggo hai pubblicato  molte  opere legate all’ erotismo, qual è il segreto di scrivere un buon testo erotico, senza rischiare di cadere nel volgare o nello scontato?
Non esiste un segreto vero e proprio, tra i vari stili narrativi, l’erotico mi si addice maggiormente, lo sento davvero “appartenere all’essenza” mi emoziono sempre nel scriverlo.  La linea che demarca l’erotismo dalla pornografia è molto labile e caderci è abbastanza facile. Nei miei scritti creo una storia, i personaggi sono ispirati dal mondo reale, non sempre sono positivi, anche i protagonisti principali hanno una personalità con forti lati ombra. Il bene e il male sono presenti in egual misura, spesso si miscelano perfettamente tra loro, danno vita a una rete intricata d’emozione, passione ed eccitazione.
È  proprio questo che spero di riuscire a trasmettere al lettore: emozioni forti, intense e indimenticabili. E, se dopo aver “fagocitato” parola per parola, i miei cari lettori, finiscono in camera da letto, per me… è il TOP
Milan Kundera diceva:  “L'erotismo non è soltanto desiderio di un corpo, ma in egual misura anche desiderio di stima. Il partner che avete conquistato, che vi desidera e vi ama, rappresenta il vostro specchio, la misura di ciò che siete e di ciò che valete! ”tu cosa ne pensi?

Una persona nel corso della vita, può avere relazioni sentimentali basate sul coinvolgimento psicofisico, emotivo e sessuale oppure avere rapporti “solamente” sessuali. Ma in entrambi i casi l’aspetto emotivo è fondamentale, così come deve essere basilare la stima, anche se con quella persona trascorrerai semplicemente una notte.
Diverse sono le tue opere appunto che trattano l’argomento  “Eros “tra tutte hai piacere di citarcene una e raccontarci in sintesi di che narra?


La mia opera scritta nel 2015, l’Isola di Ortigia.
Irene, una ragazza che sente dentro di sé la necessità di vivere una vita vera, si trasferisce a Roma, studia all’università e lavora al contempo come cameriera in un ristorante il cui gestore non perde occasione per metterle le mani addosso.Ben presto Irene realizza il suo sogno e trova occupazione a New York City, dove riesce ad imporsi lavorativamente e dove conduce una vita sessuale disinibita, dividendosi tra Claudio, un uomo dal quale è irresistibilmente attratta, (presentato dal suo capo e amico James), e il suo ex – amante romano. Tra perdite e riconquiste, tra America e Italia, Irene si troverà a dover fare i conti con il proprio destino…I personaggi maschili principali sono tre: James, Claudio e Augusto, nessuno di loro, può lasciare indifferenti.Breve stralcio del romanzo: Irene si trovava tra le braccia di Claudio, e in quel momento il tempo sembrava essersi fermato per sempre, non faceva casi alle persone attorno a loro, il suo unico pensiero era guardare l’uomo fisso negli occhi, facendosi avvolgere dalla musica.
Tra le tue opere spuntano spesso anche racconti per bambini e libri dedicati a loro; tra tutti cito “Trullalero” edito dalla casa editrice Apollo. Due parole su questa tua opera.

Trullallero è stata una sfida “letteraria”, ho voluto cimentarmi con un testo dedicato all’infanzia, ma non solo, leggermente diverso rispetto alla normalità corrente. Difatti sono filastrocche che trattano argomenti diversi e i protagonisti principali sono quasi tutti animali. Per esempio:
Libertà
La papera gialla
non vuole vivere
dentro alla stalla
nel stagno vuole andare

e nell’acqua le piace stare
con le zampe larghe
vuole sempre sguazzare
e ama canticchiare
alla papera gialla
piace tanto nuotare
il suo padroncino
non desidera ascoltare
e dalla bella fattoria
se ne vuole andare
senza mai più tornare
il bambino piangerà
la mamma lo stringerà
ma un giorno capirà
che la papera gialla
in mezzo all’acqua
sempre felice lei sarà
Nel libro  troverete anche  alcune mie fotografie, immagini immortalate durante i miei viaggi.  Ho dedicato questo libro a Manuel piccolo e grande uomo.

Come già detto la tua penna è davvero prolissa e produce tantissimo!   Le tue pubblicazioni sono davvero tante, se non erro, siamo a quota undici pubblicazioni in formato e - book  più molte altre in cartaceo. Quale è il segreto di tanto entusiasmo e produttività?
Forse se calcoliamo i racconti singoli in e – book, sono molti di più…  Purtroppo mi annoio facilmente, ho bisogno di stimoli continui, non riesco a stare ferma con la mente e con il corpo. La mia ex – insegnante d’asilo nido mi ha sempre raccontato che inventavo storie ai miei compagni e avevo appena quattro anni. La prima poesia (o presunta tale) l’ho scritta quando ne avevo sette e alla stessa età ho partecipato al primo concorso letterario – figurativo. In quell’ occasione scrissi  un breve racconto con annesso un disegno. Vinsi la “contesa”, e andai a ritirare il premio assieme a mia nonna Adriana in un Hotel in provincia di Bologna. Mia nonna era molto più emozionata della sottoscritta…  Mentre a otto anni, nacque un terzo testo, narrava di una bambina che perdeva il padre, perché gravemente malato. L’insegnante ne rimase stupita e mi “spedì” dallo psicologo, quando mi chiese per quale motivo avevo trattato la morte gli  risposi che la morte fa parte della vita e noi dobbiamo accettarla! Sono le testuali parole d’allora le rammento alla perfezione. Sono terribilmente entusiasta, caotica, disordinata, passionale e inquieta per natura, sono affezionata alla mia essenza.

La tua bravura sia in narrativa che nell’ ambito poetico è stata spesso premiata in diversi concorsi letterari in questi anni. Tra tutti quale ti ha dato maggiormente soddisfazione e perché?
Tutti e nessuno, però tengo personalmente al Premio Nazionale Universum Academy Switzerland, non per la valenza internazionale ma è emozionante essere premiati, vicino al mare e respirare la salsedine. La cerimonia si svolge a Monte Silvano una località turistica dell’ Abruzzo.



Elisabetta come ho scritto nell’introduzione io vedo in te una giovane di grande solarità e voglia di conoscere il mondo e i tuoi innumerevoli viaggi lo dimostrano. Tra le tue tante destinazioni quale ricordi con più affetto e perché?
Mia cara Monica, è praticamente impossibile rispondere alla tua domanda: ci vorrebbe un libro, se non due o forse tre. Proverò ad essere sintetica e con poche parole.

Seychelles: Il granito colorato che sfiora e bacia l’Oceano Indiano.
India: Spiritualità, modernità, cultura millenaria e morte, unite nello stesso abbraccio.
Madagascar: Un popolo con un sorriso magnifico e amore infinito.
Giordania e Israele: Due luoghi incredibili, senti davvero la mano di Dio.
Guatemala: Misticismo, antichità, gente sorridente e allegra, immersi in una giungla intricata, in quel luogo il tempo si è fermato

Brasile: Un mondo intero, una natura pazzesca, ambientazioni diversissime, unite in un solo luogo.
Salisburgo: Un clima infame, un freddo suino ma una città fiabesca, respiri davvero un mondo incantato che non esiste più.
E poi la mia Romagna il calore dell’estate, fin da quando sono bambina.   
Questi sono solo alcuni posti, li ho tutti incisi nella pelle dell’anima, ma non tutti mi hanno trasmesso le stesse emozioni.
Terzani citava :“Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l’arrivare”. Tu cosa gli risponderesti?
Terzani ha perfettamente ragione, sono d’accordo! Non esiste un unico arrivo: è una ricerca infinita.



Dopo l’isola di Ortigia a breve uscirà la Violinista, un’ anticipazione per i nostri lettori.
La protagonista principale è ispirata ad una mia cara amica, Sabrina è una donna affermata sul lavoro ma infelice sentimentalmente, è stata tradita diverse volte. Durante una breve vacanza alle terme, conosce un uomo e ha un incontro sessuale con lui. Anche se dopo sparisce nel nulla, lei cambia stile di vita, da quel momento ha relazioni votate solo al piacere e si vota ai sensi, fino a quando il destino gioca la sua imprevedibile partita e glielo fa incontrare nuovamente e dopo il secondo incontro capita l’imprevisto e l’incredibile. Lei vive delle incredibili avventure, e tocca la morte varie volte, precipitando nel vortice del mistero e della passione, e… A questo punto, dovrete leggerlo!

 Un consiglio ai giovani autori che vogliono intraprendere questo percorso letterario, cosa fare e cosa non fare?
Beh, devono metterci, passione, creatività, sudore cerebrale e ancora tanta passione e non fermarsi al primo “no”. Anche se è difficile, devono mantenere molto alto l’entusiasmo. Ma soprattutto, non credersi mai arrivati, anche se raggiungono premi, riconoscimenti e medaglie. L’arte non è questo! Ma è la capacità d’emozionarsi ed emozionare. Non sono i pezzi di carta o i diplomi appesi alle pareti, anche se è piacevole riceverli.


 Oltre alla passione per la scrittura tu sei anche un’ottima fotografa il tuo scatto più bello qual è stato?
Mah, ne ho tanti… sicuramente sono quelli nel deserto, nella giungla, del mare e nelle Piramidi Maya e anche le foto che faccio alla mia Silvia. Per me, lei è come una sorella. Sono davvero troppi!
Chi è Elisabetta Mattioli nella vita di tutti i giorni?
Sono perfettamente lineare nella mia complessità, un vero caos emozionale, passionale, istintivo, creativo, folle, entusiasta, cattivello di tanto in tanto, e cervellotico! Sono entropica, come il titolo del mio secondo libro poetico: Entropia distratta.

E giungo alla mia ultimissima domanda di rito per Oltre Scrittura  e qui ti chiedo: quanto è importante nella tua vita sognare ?
Sognare, come canta Mengoni: è l’Essenziale! Oppure non crei nulla. I sogni sono la matrice e il carburante della realtà.
Ringraziando Elisabetta Mattioli per questa bellissima intervista allego il link dove troverete una buona parte dei suoi libri.


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Intervista a cura di Monica Pasero



lunedì 17 settembre 2018

A OLTRE SCRITTURA L'ARTISTA LUCA VALLONE. INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO


 L’arte comunica al mondo
 ciò che di bello, ancora non conosce.
Monica Pasero


Riempi la vita di attimi che ti ubriacano l’anima
e fanno sfiorare le nuvole.
Luca Vallone

Osservando le opere dell’artista di oggi, mi viene da pensare quanto la creatività umana non conosca confini, ogni opera racchiude in sé unicità, energie diverse che confluiscono da mano di anime diverse.
Non v’è artista che non porti il suo essere nelle sue opere ed è per questo che l’arte non avrà mai fine: essa rinasce perennemente ogni qual volta che l’essere umano s’apre al dono della creazione.
Nelle opere dell’ospite di oggi, la primissima cosa che mi colpisce è la sua ecletticità;  le sue raffigurazioni stupiscono proprio per il repentino cambiamento del soggetto.
Ci sono paesaggisti, ritrattisti, pittori che amano rimanere sulle stesse tematiche, anche nell’ utilizzo cromatico, solitamente le opere sono simili e molto spesso povere di personalità. In questo caso, invece, emerge una grande personalità che l’artista ha e lo dimostra spiazzandoci con soggetti semplici, apparentemente nemmeno riproducibili, eppure in quel soggetto di uso quotidiano come può essere la colla Vinavil,  l’ovetto kinder, un dispenser di caramelle o un detersivo per i piatti, l’artista  riesce ad esaltarne il suo contributo al mondo. Posso dire che riesce a creare da soggetti semplici, di poco interesse pubblico, qualcosa di unico nel suo genere. Egli auto celebra la semplicità e mi fa pensare che ogni cosa anche la più piccola merita attenzione e rispetto.
Nelle sue sculture, invece, si alternano: volti, parti anatomiche: come il cuore, le mani, i piedi e spesso le sue raffigurazioni sono simboliche quasi  empiriche e, a mio parere, lanciano un messaggio per tutti diverso e unico. Se nelle sculture ho notato spesso durezza nel soggetto e voglia di smuovere, destare le coscienze, nei suoi ritratti e dipinti  ho avvertito dolcezza: i soggetti sono spesso legati all’infanzia;  la durezza dello scalpello cede posto alla morbida matita che cambia visione, carattere e realizza scene di  tenerezza. Impossibile non soffermarcisi: il nostro sguardo viene rapito e per un attimo si diviene parte  di quelle rappresentazioni serene e calme, dove la parte bella dell’umano emerge nell’amore e nel sentimento.
Molte sue opere le definirei interpretazioni di paure e sogni umani in cui l’amore è sempre presente;   l’artista lascia quasi una doppia firma nei suoi lavori:  un cuore raffigurato in diversi stili ma che ci rammenta che, in ogni situazione della nostra vita,  il cuore deve sempre farne parte. A Oltre scrittura oggi ho il piacere di ospitare l’artista Luca Vallone.
  
Luca, innanzi  tutto, ti ringrazio di essere qui, ci siamo conosciuti per caso sul Social e mi ha colpito subito la tua grande comunicatività artistica e il tuo messaggio sull'importanza del sogno e parto subito col chiederti: quanto sognare ti abbia aiutato nella realizzazione di questo tuo percorso artistico?
     Grazie a te Monica, per l'opportunità.

I sogni fanno parte di noi stessi, come il respiro e il battito del cuore. Tutti nasciamo sognatori. Da piccoli facciamo incredibili voli pindarici tra galassie e vuoti interspaziali. La nostra fantasia viaggia senza limiti ma crescendo questa capacità di vedere oltre si assottiglia, si scontra con il crudele cinismo della vita che vuole vederci come delle macchine che producono e consumano, mettendo da parte qualunque forma di creatività. I colori diventano sempre più piatti. La maggior parte dei sogni vengono chiusi in un cassetto e finisce che ci accontentiamo di pezzi di vita, per non sentirci troppo diversi.
 Ci omologhiamo alla mediocrità solo perché abbiamo bisogno di sicurezza. E le nostre fragilità sono sempre lì, pronte a farci sentire sbagliati a farci perdere tempo in mille pensieri. Quando ho capito che mi stavo facendo fregare la vita, mi sono ribellato! Ho ripreso in mano i miei desideri per rinascere e ritrovarmi a scoprire quanto sia bello sognare.
Ho scoperto che quando smetti di avere paura di ciò che sei, di ciò che senti inizi a conoscere il tuo vero potere. 

Opere tue ne ho viste tante ma tra tutte voglio soffermarmi su “Adrenalina”  il suo impatto visivo è forte e in qualche modo anche cruento; quel cuore rosso circondato da siringhe mi ha fatto pensare alla dipendenza nel senso ampio del termine. Dipendenza dal cibo, dalla droga, dagli antidepressivi ma anche dall’amore, dalle paure. Tutti noi abbiamo una dipendenza e tutti noi abbiamo bisogno di una dose per sopravvivere. Un messaggio ai nostri lettori, affinché quel cuore non sia più circondato ma voli libero.


Per volare bisogna liberarsi dai pesi. Spesso il passato complica le persone, perché non sanno cosa mettere via e cosa, invece, portare con sé. Credo che crescendo bisogna esercitarsi a buttare via le cose che ci rendono pesanti. Esercitarsi a rimanere leggeri, a non farsi appesantire dalla vita, dalle abitudini, dai vizi, a lasciare spazio dentro di noi a cose nuove  ad emozioni travolgenti ma anche a piccoli attimi inaspettati. In una società, dove tutto viene messo in discussione, dove la semplicità è diventata una merce rara, la più  grande dipendenza è quella di sentirsi accettati per quello che si è. Cerchiamo continuamente l’approvazione degli altri. Bramiamo amore, sputandoci addosso veleno.
Cosa dovremmo fare? Imparare ad amarci di più.
Come? Trovando il coraggio di guardarci dentro con onestà, accettando il nostro passato, le nostre paure e i nostri limiti spostandoli un po’ più in là.
Da quest’accettazione nascerà una nuova consapevolezza, la paura di essere giudicati lascerà spazio a una autenticità che solo chi può permettersi di essere se stesso, fino in fondo, conosce.

C'è davvero un forte abisso dalle tue sculture alla tua parte ritrattistica;  due mondi diversi creati dalla stessa mano: la solidità della materia che porta a imprimere la parte più dura della vita e il tratto sfumato della matita che rappresenta la parte più dolce  e fluida del vivere; c’è un motivo per questa tua scelta?
Diciamo che le mie opere seguono spesso lo stato d’animo. Quando sono giù preferisco scolpire, sento un senso di liberazione nel farlo: ad ogni colpo di scalpello ho la sensazione di togliermi di dosso tutto il superfluo che mi tiene legato con il suo peso a terra. Mentre nella pittura o nel disegno ho l’esigenza inversa e cerco di riempire con i colori quei vuoti che il tempo ha scavato nello stomaco.

 Leonardo da Vinci citava: “Tra la pittura e la scultura non trovo altra differenza, se nonché lo scultore conduce le sue opere con maggior fatica di corpo che il pittore, ed il pittore conduce le opere sue con maggior fatica di mente. Un tuo pensiero è proprio così?
Dietro una scultura ci sono tante ore di lavoro e sudore. È un lavoro molto fisico ma anche mentale e di concentrazione: un colpo sbagliato e non si può più tornare indietro. Mentre nella pittura è un puro esercizio della mente che, per quanto mi riguarda, è molto più faticoso di quello fisico.


Nelle tue raffigurazioni a matita rappresenti spesso neonati e scene legate all’  infanzia e qui ti chiedo: che rapporto hai con il bambino che è in te?
 Lo cerco continuamente dentro di me e dentro gli altri. È la parte migliore di ognuno di noi. È la parte più vera e autentica che dovremmo liberare spesso.

Come già detto, nell’introduzione, utilizzi spesso soggetti, quasi insignificanti, elevandoli e rendendoli protagonisti. Cosa ti ha spinto a rappresentare questi oggetti che sinceramente non avevo mai visto riprodotti, forse appunto per la loro poca importanza?
 


Nel tempo libero amo "crogiolarmi" nei ricordi d'infanzia andando alla ricerca di oggetti che sono "prova" di quei ricordi.
La nostra vita è circondata da cose che involontariamente diventano spettatori della nostra esistenza, che evocano immediatamente persone, luoghi, situazioni, momenti felici o tristi. Oggetti di uso comune che fanno ricordare, ridere, piangere, pensare e ripensare.Ci sono cose che ci fanno fare un tuffo nel tempo e ci rimandano ai giorni vissuti dalle generazioni precedenti. Cose che scandiscono il tempo e segnano la nostra giornata; che siano film, canzoni, spot pubblicitari, sigle di cartoni animati, fumetti, oggetti di uso comune, quello che cerco di fare è concentrare l’attenzione su quei piccoli dettagli, apparentemente insignificanti ma spettatori delle nostre emozioni, mettendoli al centro, facendoli così diventare protagonisti della storia. L’idea è di rifar rivivere quel momento impresso nella mente di cui si ricorda tutto e il gioco è cercare di catturare lo sguardo del bambino pieno di meraviglia che è nascosto in ognuno di noi.



In molte tue opere è presente il cuore, il perché di questa scelta?
Il cuore è il centro di ogni cosa. È il motore pulsante della vita, il centro delle emozioni. È la parte che più mi interessa.



Luca oltre ad essere un valido pittore e scultore, io vedo in te un grande comunicatore che oltre lo scalpello e la matita; usa benissimo la penna: comunichi sul social tramite video di grande contenuto e scritti che spronano al sogno al non arrendersi;  il tuo contributo  porta alla riflessione, apre alla speranza e qui ti chiedo: in una società, dove tutto è scontato, dove  il cinismo e la razionalità pervadono  il nostro vivere, come si fa ancora a credere nei sogni. Tu come fai?






C'è una quantità enorme di stupidità che ogni giorno appena usciamo di casa, ci piove addosso, dalla Tv, ai giornali, ai social... è un continuo bombardamento  di NO, di non si può fare. NO che ci trascinano verso il basso, verso la faccia mediocre di questo mondo. Figli della fretta e della superficialità passiamo più tempo a farci ispirare dalla stupidità che non dai nostri sogni. Così le nostre vite si sono piano piano abituate ad accontentarsi, scelte che non dico sia sbagliato, ma per quanto mi riguarda la vita è qualcosa di più. Ho sempre odiato omologarmi a questa società. Cerco di fuggire da ciò che mi schiaccia e non mi fa sognare. Credo si abbiano sempre due scelte: accettare le condizioni in cui viviamo o avere il coraggio di cambiare. Continuare a sognare è la nostra unica speranza per un mondo migliore.

In tuo video citi: “ Annulliamo le apparenze che ci dividono” e io aggiungo che essere se stessi nudi innanzi agli altri, senza maschere, oggi è quasi impossibile. Spesso le maschere sono una sorta di armatura per non ferirsi troppo ma se tutti la buttassimo giù questa maschera   saremo sulla strada per un futuro più equo e sereno, tu cosa ne pensi? Come possiamo ritornare a fidarci del prossimo?




Saremmo più liberi. Liberi di vivere a pieno le emozioni, la vita. Spesso il passato complica le persone. Siamo la somma delle nostre esperienze. Ci hanno insegnato a non fidarci degli altri. Siamo dei campioni a farci dei problemi. Ci facciamo schiacciare dalle nostre fragilità. Ci perdiamo nei dubbi e nei pensieri e restiamo a guardarci allo specchio come dei cretini, mentre ogni momento potrebbe essere buono per togliere quelle maschere che ci dividono e guadare negli occhi la nostra vera bellezza.

Se potessi tornare indietro nel tempo, quale artista vorresti conoscere e quale sarebbe la prima domanda che gli faresti?

Credo che tornerei nel Rinascimento... Da piccolo mi perdevo sempre tra le pagine illustrate dei libri di storia dell’arte, sognando un giorno di poter fare anch’io qualcosa di grande come la cappella sistina, la pietà, il David di Michelangelo. Se potessi incontrarlo più che fargli una domanda mi piacerebbe guardalo mentre sprigiona dal marmo le sue grandiose opere.

   Oltre ad essere un artista a tutto tondo chi è Luca Vallone nella vita di tutti i giorni?
Un semplice ragazzo a caccia di piccole emozioni.


 Descriviti in una sola parola e spiegaci perché.

Sognatore. Credo si sia già capito che ho i piedi incollati alle nuvole.

       Progetti futuri?

Vivo il presente, dove cerco ogni giorno di rubare un’emozione alla vita, un piccolo attimo perfetto. Al futuro ho smesso di pensarci, quando ho capito che non si può programmare nulla, se non quello che si sta facendo ora. 

Un consiglio per chi vuole intraprendere un cammino simile al tuo: Ricorda sempre… a te la parola.
Non arrendersi mai.
Per fare arte basta una penna Bic, per fare l'artista servono molti soldi, di tutto e di niente, chi vuol fare arte lo fa in qualsiasi situazione.
L’importante è sapere dove si vuole arrivare, puntare dritti verso l’obiettivo e ogni giorno fare qualcosa, anche una piccola cosa che ti faccia fare un passo verso quella direzione. Quando si seguono i propri sogni si è sempre sulla strada giusta.

Ringraziando Luca per questa illuminante intervista, ricordo che potete seguirlo qui: