domenica 19 agosto 2018

A OLTRE SCRITTURA LA PITTRICE TORINESE ANNA MARIA CALVI




Non vi è talento più grande
di  quello giunto dal cuore.


Vi sono passioni dentro di noi, che né il tempo, né la vita stessa possono soffocare.  Il bisogno di esprimersi, d’ imprimere la nostra sostanza, prima o poi riaffiora. Perché non si può soffocare la propria natura e tanto  meno i propri sogni.
Oggi nel mio spazio, ho un’artista che ha saputo riconoscere la propria essenza riportandola su tela. Vi è magia in queste mani che donano non solo una raffigurazione ma l’ animano, portando in queste opere  il talento e la sensibilità che la contraddistinguono. 
Di lei dice: “Dipingo per il puro piacere di farlo!” A Oltre Scrittura oggi  ho il  grande piacere di ospitare la pittrice Anna Maria Calvi   in arte “ AnnArte “

                                                                                                    Innanzitutto ti ringrazio di essere qui! La mia prima domanda è questa: quando è nata in te  questa passione? Rammenti quando hai sentito il desiderio di dipingere?

Ciao, Monica,innanzi tutto io ringrazio te, e felice di essere qui, a rispondere a questa tua intervista.Questa passione la sento dentro da sempre,ho iniziato a “giocare” con pennelli e tele nel periodo adolescenziale. A tredici anni ho cominciato i primi approcci con la pittura ad olio e acrilico,continuando a dipingere su ogni superficie disponibile e riempiendo diari di schizzi e ricordi di quel periodo.


Ricordi il tuo primissimo lavoro artistico?
Lo ricordo molto bene,il mio primo dipinto su tela raffigurava una barca con tante bandiere attaccate alle cime,che si stagliava su un immenso mare azzurro, 50×70 tutt’ora questo quadro è in mio possesso,a ricordo dell’enorme percorso artistico che ho compiuto.

Sei un’autodidatta e questo denota ancor di più il tuo grande talento che negli anni hai arricchito. grazie ai numerosi corsi di pittura seguiti.Quanto lo studio è stato importante per la tua crescita artistica?

Non ho frequentato,a malincuore,una scuola d’arte che potesse aiutarmi ad acquisire le basi che avrei tanto voluto avere,ma ho cercato di sopperire a queste lacune frequentando svariati corsi da rinomati maestri d’arte. Ognuno di loro ha lasciato qualcosa di profondo in me,sia a livello tecnico che umano. Dando vita alla magia che tutt’ora mi pervade, ogni qual volta che  inizio un nuovo lavoro. Uno speciale ringraziamento vorrei dedicarlo alla scomparsa  ritrattista Silvia Gregorini che ha reso in me possibile catturare l’anima delle persone nei miei ritratti,alla docente Luciana Turello che tutt’ora mi segue e con cui ho instaurato una profonda amicizia ed infine al pluri premiato artista maestro Gugliemo  Meltzeid.

Qual è la corrente pittorica a cui ti ritieni più vicina?

La mia evoluzione artistica è stata caratterizzata da svariate tappe,che hanno influenzato le opere da me realizzate,dal principio ogni passo compiuto era volto alla ricerca di una mia identità artistica, che mi contraddistinguesse dalla massa,e  al continuo tentativo di perfezionare le tecniche apprese.Inizialmente, nella speranza di eseguire opere “belle” per tutti,ho ignorato la mia personalità, approcciandomi a studi che non mi appartenevano,con il tempo ho sviluppato un’assoluta preferenza per lo stile “figurativo” nel quale la mia arte trova libertà d’espressione, dando vita ad un universo perso tra sogno e realtà.

Nei tuoi numerosi dipinti scorgo molti ritratti e in ognuno ritrovo grande originalità. L’espressività dei volti dona vita all’immagine! Sai far rivivere la tela qual è il segreto?

I miei dipinti prendono forma e corpo nella mia mente,prima di essere impressi sulla tela. Immagino quali sentimenti abbiano caratterizzato quei momenti in cui sono stati realizzati gli scatti che andrò poi a riprodurre, cercando di dare “un’anima” al quadro. Percepisco la gioia,l’amore,la passione,e a volte,il dolore che si cela nei miei soggetti,tutte emozioni che fanno vibrare la mia anima. Adoro quando voglio rilassarmi … dipingere con libertà..perdermi nella pittura di paesaggi campestri,di mare immenso, e fiori dai mille colori,prediligo i colori caldi del giallo, arancio e rosso.


Da dove prendi la maggior ispirazione per le tue opere?

Un’altra passione da cui prendo ispirazione è la fotografia,la mia macchina fotografica mi accompagna ovunque io vada,aiutandomi a catturare ogni soggetto interessante che possa darmi un nuovo impulso.Molti soggetti interessanti li trovo sul web da cui estrapolo immagini che andrò a rielaborare per comporre nuove opere.



Oltre che una bravissima pittrice:chi è Anna Maria Calvi nella vita di tutti i giorni?

Sono moglie e madre di due splendidi figli che ringrazio per la loro costante condivisione e l’entusiasmo che hanno per la mia passione .e a mio marito che mi ha sempre sostenuta e seguita.Ho un angolo tutto mio nel salone per dipingere in pace.Il “rischio” è che tele,colori e pennelli occupino sempre più spazio e che la casa si trasformi in un enorme studio nel mito di klimt – Renour.Oltre le mie attività famigliari .Lavoro da 15 anni presso un grande centro commerciale: Carrefour “le gru” come addetta allo “Scanning”(gestione delle etichette-prezzi e cartelli promozionali).

Tra le varie manifestazioni benefiche a cui hai partecipato,quale ti è rimasta più nel cuore e perché?
Tutte le manifestazioni mi sono rimaste nel cuore,in quanto l’emozione di poter partecipare attualmente a qualcosa che porterà beneficio a chi è meno fortunato,ti dona un calore profondo ed un senso di pace indescrivibile.
Ma se proprio devo citarne uno,ricordo con enorme emozione la donazione del dipinto “Ponte dei sospiri” 30×60 nel 2007, per la giornata “I colori per la vita”dove i ricavati delle opere sono stati destinati a sostegno del reparto di oncologia pediatrica infantile dell’ospedale ” Regina Margherita” di Torino,è stata una celebrazione dalla generosità e dell’amore per il prossimo.
Hai avuto parecchi riconoscimenti per la tua arte,tra questi ricordi l’emozione più bella?
L’emozione più bella l’ho provata durante la mostra “premio internazionale di pittura”che si è svolta nel 2012 alla “GAM” galleria d’arte moderna di Torino,dove è stato selezionato il mio dipinto “SIC” 30×40 dedicato allo scomparso Marco Simoncelli, ho visto persone alzarsi e applaudire commosse quando il mio quadro è stato presentato tra i partecipanti,questo è ciò che cerco di trasmettere con la mia arte: “l’emozione”

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Progetti futuri, dipingere sempre più!
Ho aperto una bottega d arte a Bruino, Torino. A settembre aprirò.  Farò corsi e chi vuole venire a dipingere sarà il benvenuto, si dipingerà  insieme e ci confronteremo con idee e suggerimenti.
Una mostra personale in novembre 2019 e tanti colori nell’ anima.

Che cosa è l’arte per Anna Maria Calvi?
Per me l’arte è comunicazione,un linguaggio emotivo che può suscitare una vasta gamma di sentimenti. Il mio scopo è creare un qualcosa che spinga l’osservatore a calarsi nello stato d’animo che mi pervade durante lo svolgimento dell’opera,diciamo che cerco di creare una porta sulla mia anima.Durante le mostre/esposizioni,interpello sempre la gente per raccogliere i loro pareri,di qualunque natura essi siano. Questo mi permette di capire in che modo le persone percepiscono i miei lavori e se il mio obbiettivo è stato raggiunto.
Quando dipingo la mia essenza si perde nella tela andando a rompere e a rinsaldare l’enorme vortice che si crea in me,in ogni pennellata e in ogni colore che scelgo.
Vorrei concludere con un motto:L’arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità…
cit. Teodor Adorno
GRAZIE!
Anna Maria Calvi  in arte AnnArte.
Per saperne di più su questa artista di grande talento visitate il suo sito http://www.calviannamaria.com/
o contattatela tramite mail  all indirizzo
 
 Intervista a cura di Monica Pasero










  



venerdì 27 luglio 2018

A Oltre Scrittura l’artista cuneese Luna Potenziere, intervista a cura di Monica Pasero.




Ogni artista intinge il pennello nella sua anima,
 e dipinge la sua stessa natura
nelle sue immagini.
Henry Ward Beecher 


Parole ripetute, timbrate all’infinto, che creano tratti e poi ritratti unici, nel loro genere, e aprono al vasto mondo di quest’artista e della sua innata versatilità.
Creare senza fermarsi a modelli già sperimentati ma andare oltre, osare! E la Potenziere lo fa! Con l’ausilio di un semplice timbro postale, dona carattere, personalità al ritratto che assume qualcosa che va ben oltre alla solita raffigurazione umana.
Luna Potenziere è indubbiamente un’artista a tutto tondo che ama evolversi; non si ferma mai, ma esperimenta tecniche diverse, portando nelle sue opere autenticità e uno stile inimitabile.
In alcune sue opere si evidenzia ciò che io definisco: la mano dell’anima, in cui l’artista dona non solo le capacità legate ai suoi studi ed esperienze, ma tutto ciò che le pervade il cuore e lo spirito. Tutta l’emozione che audacemente crea in lei.
In alcune opere si sente forte questa spiritualità che trasuda dalle tele di Luna, senza che i soggetti siano per forza figure mistiche… ma è nei dettagli, nella solennità dei gesti, che l’artista ci porta a ritrovare essenze lontane, dove lo spirito diviene presente e, con la materia, raffigurato nelle movenze di un corpo, nelle pose di mani, in uno sguardo di bambino.      
La Potenziere unisce la parte terrena a quella ultraterrena evidenziandola, appunto, nel dettaglio.  Osservando bene alcune opere di Luna si avverte estrema delicatezza nelle sue pennellate, si scrutano sfumature nascoste: è nei dettagli della vita che è nascosta l’anima ed è qui che, lei, la rappresenta.
Di grande aiuto sono le tonalità. Colori delicati che aprono alla famiglia dei pastelli, all’argento, oro e mi danno quel senso di magia che vive negli spiriti ribelli.  Spiriti audaci che, come Luna, non si fermano ma fanno del loro cammino un viaggio magico verso la sperimentazione del proprio essere, attraverso stadi evolutivi di crescita sia artistica sia spirituale. A Oltre Scrittura ho il grande piacere di ospitare l’artista, cuneese, Luna Potenziere.
 
Tu arrivi da una famiglia di artisti che fin dai tuoi primi passi ti ha portato a esplorare questo affascinante e sconfinato mondo. Un ricordo dei tuoi inizi.

Nella mia memoria sono impresse immagini indelebili di quando mia madre dipingeva nell’angolo della sala nella cascina in campagna, dove vivevamo. Ricordo quando mi portava con sé alle fiere e le passeggiate al mare a vendere maschere di cartapesta o fare ritratti su cavalletto. Le maschere erano d’arredamento, finemente dipinte e ottenute da calchi di gesso, come modelli amici e parenti. Assistere a questi procedimenti e creazioni, mi ha sicuramente segnato molto. Ho iniziato presto a disegnare ed il ricordo più nitido risale a quando, verso i nove anni, sognavo di diventare stilista e mi impegnavo a fare tantissimi figurini, donnine, modelle prendendo spunto da giornali di moda. Ricordo il mio primo chiaro scuro a matita ispirato da una foto di giornale in bianco e nero della bellissima Mila Jovovich. ancora lo conservo nelle mie cartelline. Mia madre mi ha insegnato molto …seppur fosse ed è tuttora molto severa nei giudizi. L’appoggio della famiglia per seguire gli studi inerenti all’arte è stato fondamentale.


Come già detto c’è una forte componente spirituale in te che si manifesta anche nelle tue opere;   nella tua biografia  accenni al tuo percorso  in India e ti chiedo: quanto, tutto questo, ha influito nelle tue opere e nella tua evoluzione spirituale?
I due importanti viaggi in India, che ho fatto, uno da pre -adolescente e uno da laureanda, hanno influito notevolmente nel mio percorso di vita: il confronto con una realtà completamente diversa e il bagaglio di emozioni hanno arricchito e sconvolto i miei equilibri. La ricerca spirituale, quindi l’elaborazione personale dei concetti sulla fede e religione e il contatto con la disciplina yoga sono, in un certo senso, quelle componenti essenziali che hanno permesso di riassettare quegli equilibri. Senza un’evoluzione in tale direzione che ha metabolizzato, dosato, miscelato caratteri di derivazione occidentale con l’affascinante cultura orientale, non sarei quella che sono.


I ritratti che proponi sono al quanto singolari,  l’idea di usare la tecnica del Timbro per realizzarli da dove è partita ?
Il processo creativo dei ritratti con i timbri è nato in ufficio postale onestamente, un po’ per gioco un po’ per sfida… volevo fare qualcosa di diverso, divertente, senza i pennelli. Il ruolo da direttrice di ufficio postale, questa dimensione lavorativa, altra rispetto ai precedenti impieghi legati sempre all’arte ed all’insegnamento, mi ha portato ad elaborare un autoritratto percebile come immagine unitaria ma analizzabile in singoli simboli, ovvero le date, i nomi dei luoghi, diciture varie di appartenenza all’azienda che vanno a raccontare la mia nuova identità e questo periodo della vita. La ricerca si è poi evoluta utilizzando anche timbri di altro genere, non postali. Ho ritratto i miei figli ed altri volti con timbri appartenenti al mondo delle favole e dei cartoni animati; ho utilizzato animaletti, lettere, elementi floreali,cuori,note musicali, fino  ad eseguire dei ritratti contenenti oltre alle date di nascita e le date di esecuzione, i più attuali tra i simboli : emoticon e like .


Tra i tanti Premi a cui  hai partecipato e vinto; quale tra tutti ti ha reso più orgogliosa?
Essere selezionata e vincere il secondo premio pittura per  arte Giorgio Mondadori è stata sicuramente una delle più grandi soddisfazioni;fu anche emozionante vivere la premiazione e vedere pubblicato il lavoro su questa rivista prestigiosa.  Il quadro che vinse, un ritratto molto etereo di una mia cara amica, e tuttora uno dei miei preferiti.


Oltre  alla pittura, ti occupi di restauri ma anche di grafica pubblicitaria e illustrazioni; tra queste tue tante attività qual è quella in cui ti senti più gratificata?
I vari settori e le arti applicate si sono avvicendati molto nella mia vita. Quando lavoravo nel restauro, le ore volavano e davvero mi sentivo molto appagata nel vedere rivivere gli affreschi e gli stucchi, intere sale e facciate di edifici o chiese in restauro. Anche il lavoro da artista di strada mi ha sempre dato tanto, mi piaceva tantissimo fare i tatuaggi all’henne,lavoravo sempre a mano libera ed avevo molto successo negli anni che erano di moda.Ora come ora mi gratifica molto, se uno dei miei lavori viene acquistato per entrare in una casa e se mi si dà fiducia per un ritratto su commissione lasciandomi esprimere con tecniche meno classiche, dandomi un po’ di carta bianca per le mie sperimentazioni.

Oltre ad essere un’artista sei anche una donna che lavora, una madre e moglie, come riesci a conciliare le tue passioni con tutto il resto.
Domanda molto pertinente ed attenta:la chiave e l’amore come in tutto. Per la famiglia, ma anche per me stessa.L’entusiasmo, la voglia, il coraggio di provarci sempre, di ritagliare gli spazi, anche se ristretti, mi permettono di vivere questa vita parallela da artista. Non nascondo che è molto difficile e non sempre riesco a fare tutto e bene, a equilibrare i vari ingredienti necessari per una vita serena e tranquilla, ma confido nel fatto che sia molto importante per non annichilirmi e anche per i miei cari, vivere tale valore aggiunto.
Se dovessi definirti con una sola parola, quale sarebbe e perché?

Una sola parola, Luna. Perché  è il mio nome, nella sua particolarità contiene tanti elementi che mi contraddistinguono come persona e come artista: principio femminile, mutamento, ciclicità, presenza, assenza, emotività…
Nelle tue opere c’è un messaggio principe  che vuoi portare al mondo?
Le mie opere non hanno la pretesa di dare un messaggio particolar, non attingono da un determinato mondo che stupisca, che denunci, che inquieti. Ci sono tantissimi artisti che sicuramente espongono ben chiaramente il loro messaggio principe. A me interessa che i miei lavori, le interpretazioni delle immagini che a me piacciono, diano un’emozione, non per forza riconducibile ad un concetto, se si fanno guardare volentieri, se questo linguaggio viene sentito, compreso  per me e già un traguardo.

Un consiglio per le nuove generazioni che si affacciano al tuo mondo: cosa fare e cosa non fare?
Le nuove generazioni devono, a mio avviso, continuare a conoscere ed acquisire le tecniche classiche del disegno, della pittura; affiancandole con le attuali possibilità tecnologiche per poi trovare un proprio linguaggio personale e riconoscibile.Arriva nell’arte chi sa raccontarsi e raccontare, chi ha coraggio, chi crede fortemente nei propri progetti a costo di metterli davanti ad altre cose; l’arte è come una sposa, in un certo senso, se vogliamo esasperare ciò che bisognerebbe fare, quindi alla fine fondamentale torna di nuovo l’amore! Amarla. Amare l’arte in ogni sua forma.


Progetti futuri?   
Per ora mi preme continuare la mia produzione personale di lavori che indagano sul ritratto, sull’autoritratto fotografico e sulla pittura figurativa.La partecipazione alla selezione per un importante concorso internazionale mi ha avvicinato alla sperimentazione su alluminio, sul quale oltre a dipingere ho eseguito degli interventi con dell’acido. Mi piace infatti affiancare alla parte figurativa degli effetti non del tutto controllabili quali impressioni di pizzi, di fili, di impronte di stoffe stropicciate, di mani….Vorrei nel futuro, quando avrò un buon numero di lavori nuovi, propormi per una mostra personale o bipersonale con qualche collega, in uno spazio di prestigio sul territorio.Intanto l’apertura che mi ha permesso il social al quale ho aderito da neanche un anno, proprio per la motivazione arte, è stata una rivoluzione nella mia vita e oltre ad aprirmi gli occhi sul panorama artistico attuale, in ogni direzione, mi ha permesso di avere una visibilità ed un contatto con il pubblico che prima non avevo.
È  molto stimolante l’osservazione, il confronto con gli altri artisti, è bello interagire con le persone che fruiscono in questo modo della tua arte.Lo stesso incontro con te è avvenuto grazie a questo mondo parallelo/reale/virtuale nel quale ci siamo conosciute, dove ognuno mostra se stesso come crede ed in base a cosa comunica costruisce un’immagine di se e questa e una cosa molto importante per gli artisti; quindi ogni giorno è un progetto futuro, ogni post contiene qualcosa che è in parte istintivo, perché  ci vuole il momento ed il coraggio giusto ogni volta ed in parte  va ragionato, pensato, progettato.

E giungo alla mia ultima domanda: quanto è importante nella tua vita il sogno?
Il sogno è fondamentale e senza la componente onirica la vita e le opere di un’artista non sarebbero le stesse. Sognare significa andare oltre la realtà, avere una visione tratta da un mondo parallelo, dove tutto è possibile, significa anche desiderare, immaginare… Personalmente ogni lavoro che eseguo, raggiungendo l’idea che avevo in mente, è un piccolo grande sogno che si realizza. Conosco una pittrice, consulente di marketing artistico, che ha tra i suoi slogan “togli il sogno dal cassetto” ed in tal senso il sogno è quell’anelito dell’artista ad essere riconosciuto, ad avere successo. Il  sogno è già la mia vita stessa, un po’ incasinata, piena, ricca di emozioni tra famiglia, poste, arte, tante persone che mi vogliono bene; questo è il mio sogno che si avvera.

Ringraziando Luna per questa bellissima intervista, ricordo a chiunque fosse interessato ai suoi lavori  può contattare Luna tramite la sua pagina FB.

  



OLTRE SCRITTURA SEGNALA SE È AMORE LO SARÀ PER SEMPRE ( POESIA ) MAURO CESARETTI








«Se è amore, lo sarà per sempre» è un libro che vive l'amore negando l'amore stesso, che scopre l'essenza attraverso le varie sfumature del cuore, che soffre il dolore degli sbagli attraversando i ricordi. È la conclusione di una trilogia, ma anche l'inizio stesso, poiché il poeta ha inserito volutamente anche delle liriche risalenti al suo primo periodo proprio per dare un senso di ciclicità alla trilogia che prenderà il nome «Infinito». 
Mauro Cesaretti torna in libreria e negli store online con la sua nuova silloge di poesie, “Se è Amore, lo sarà per sempre”. Passati ormai 4 anni dal libro d’esordio “Se è Vita, lo sarà per sempre”, che ha dato il via alla sua carriera letteraria, e dopo aver pubblicato “Se è Poesia, lo sarà per sempre” nel 2017, quest’anno Mauro conclude la trilogia “Infinito” con l’uscita dell’ultimo volume.Rispetto agli altri due libri,“Se è Amore, lo sarà per sempre” è un’opera che vive l'amore negando l'amore stesso, che scopre l'essenza attraverso le varie sfumature del cuore, che soffre il dolore degli sbagli attraversando i ricordi. In sostanza, è la conclusione della trilogia, ma anche l'inizio stesso, poiché volutamente il poeta ha inserito delle liriche risalenti al suo primo periodo compositivo per dare un senso di ciclicità alla trilogia stessa.
 In origine la trilogia doveva essere una raccolta unica con tutte le poesie giovanili, solo successivamente è stata smembrata in tre volumi, ciascuno co nun suo tema distinto: vita, poesia e amore. Quello che ha rimesso in gioco l’intero progetto, infatti, è statala morte del padre, a cavallo tra il primo e il secondo libro, che ha portato il poeta a far confluire alcuni canti nelle altre due sillogi mescolando quello che doveva essere il piano editoriale iniziale.

Questo ultimo libro, in ogni caso, raccoglie le prime poesie d’amore dei 13-16 anni, quelle scritte per la sua ragazza del liceo e altre liriche varie elaborate durante l’arco dei suoi 19 anni.
“È un’emozione indescrivibile poter pensare a questo piccolo traguardo della mia vita!” spiega il Cesaretti. “Finalmente sono riuscito a portare a termine questo progetto incominciato 5 anni fa,che dopotutto mi ha permesso di elaborare al meglio la mia poetica e i miei pensieri intellettuali.”

Con questa raccolta il poeta Cesaretti può vantare ben 300 poesie, anche se come dice lui stesso, alcune delle quali sarebbe meglio definirle riflessioni o piccoli pensieri per rispetto dello studio concepito dietro ad altre composizioni.
Nei suoi libri, infatti, Mauro ha cercato volutamente l’unione dei suoi appunti personali con le liriche, al fine di far capire l’origine del sentimento o la derivazione dei concetti.

Inoltre, “Compagna di viaggio di questa trilogia è stata la mia Body Poetry” asserisce soddisfatto il giovane poeta, “che mi ha permesso di collaborare con più maestranze provenienti da ambiti artistici diversi scoprendo in questo modo i vasti campi d’applicazione della poesia che solitamente viene rinchiusa tra una copertina e un retro di un libro, quando invece essa spesso si propaga in quelli che sono aspetti teatrali e interpretativi volti al coinvolgimento e all'immedesimazione dei singoli individui!”

Dopo aver ideato anche un nuovo progetto di video-poesie, Istanti, nel quale ha fatto confluire alcune poesie dei vecchi libri e 6 esclusive di “Se è Amore, lo sarà per sempre”, da gennaio 2018 partirà sul canale youtube Mauro Cesaretti, l’ultima sperimentazione coreutica, Body Poetry – Neo Ballet, interpretata da Homar Perchiazzo e Beatrice Guerri con l’accompagnamento musicale di colonne sonore reinterpretate da Jacopo Mengarelli e Alessandro Bondi.

“Mi aspetto di poter stimolare la fantasia e suscitare emozioninei miei lettori appassionandoli a quella che è stata la mia storia e le mie esperienze. Con ciò spero anche che si possano rivedere in alcune situazioni del mio vissuto trovando conforto e piacere!”.

Infine, nonostante ci siano diverse possibilità per il futuro nel nostro giovane poeta, ci tiene a precisare che il suo primo obiettivo rimane comunque quello di finire l’università in “Scienze dei Beni Culturali”, pubblicando successivamente altre sue opere che sono in fase di lavorazione.

BIOGRAFIA AUTORE



Mauro Cesaretti nasce ad Ancona nel 1996. All’età di 6 anni, inizia a recitare con il Teatro Stabile delle Marche, poi studia pianoforte e canto con vari maestri e all’età di 11 anni si avvicina al mondo della poesia
seguendo il festival anconetano “La punta della lingua”.  Di lì a poco dà il via alla sua produzione poetica.
Con Edizioni Montag pubblica tre sillogi appartenenti alla trilogia “infinito”: “Se è Vita, lo sarà per sempre” (2013), “Se è Poesia, lo sarà per sempre” (2015) e “Se è Amore, lo sarà per sempre” (2017). Con questi libri crea tre tour letterari in giro per l’Italia sperimentando nuovi format di presentazioni-spettacolo e collaborando con decine di artisti. Viene chiamato, inoltre, in alcuni eventi come ospite. Riceve varie recensioni, articoli e interviste su quotidiani, blog, radio e televisioni di tutta l’Italia. Vince anche diversi concorsi letterari per le sue poesie. Nel gennaio 2014 crea una nuova forma di danza, chiamata “Body Poetry”, nella quale il ballerino interpreta la poesia per mezzo del corpo. Per lanciare questa danza realizza più iniziative di video-poesia su Youtube collaborando con: Luca Marchetti e Alessandro Pellegrini durante la prima, Stritti, Axele Vincenzo Colaci nella seconda, infine Homar Perchiazzo, Beatrice Guerri, Jacopo Mengarelli e Alessandro Bondi per la terza. Dall’agosto 2014 il marchio “Body Poetry” è stato registrato e depositato alla Camera di Commercio di Ancona. Col secondo libro esce sempre su Youtube una nuova iniziativa col nome di “Istanti” nella quale vi sono 18 video-poesie recitative realizzate con tanti attori e musicisti diversi. 
Nell’ottobre 2014, viene chiamato a partecipare come membro della giuria giovani al festival Cortodorico di Ancona.
Trasferitosi a Milano per studiare “Scienze dei Beni Culturali”, inizia nel novembre 2015 a scrivere recensioni cinematografiche per il sito Amicinema divenendo, poi, nel 2016 Capo intervistatore del medesimo sito. Nel 2018 diventa regista per l’Associazione Concreto e Looking for Art.



lunedì 16 luglio 2018

A OLTRE SCRITTURA L’ARTISTA VITTORIA SALATI INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO



Innanzitutto ti ringrazio di aver accettato questa intervista. Vittoria, tu sei un’autodidatta e questo conferma ciò che penso da sempre: il talento si ha e non lo s’insegna. La scuola può perfezionarlo, ma non farlo nascere.  Questo significa, a mio avviso, che Il Buon Dio oltre alla vita, ti ha donato qualcosa di molto prezioso e unico “il tuo talento.” Quando hai scoperto l’amore per l’arte Hai voglia di raccontarci un aneddoto?

-        Da sempre ho avuto grande manualità in tante cose, cucire, ricamare, lavorare a maglia, coreografie con fiori, frutta e tanto altro, ma l’idea di dipingere, mi è venuta avanti nel tempo. Mio marito, Giovanni Mondadori,è un estimatore di Arte, ha acquistato opere di un certo pregio di autori famosi e io osservandole da vicino, dicevo :- forse io potrei fare di meglio?- La sua risposta era sempre la stessa :- perché non lo fai – Nel 2005 in quattro mesi ho perso la mia mamma di 99 anni che viveva con noi e una sorella di 64 ammalata di sclerosi multipla, mi sono ritrovata con il cuore pieno di dolore e tempo disponibile, perché la mia mamma assorbiva tutte le mie energie. Ho deciso allora di impegnare la mente per creare qualche cosa che fosse solo mio. Ho iniziato per gioco e il tutto è diventato una cosa seria grazie alla risposta del pubblico che da subito mi ha apprezzato per l’unicità della tecnica. Mi stupivo ogni volta che osservavo una mia creazione e ancora oggi mi succede che mi domandi “Chi l’ha fatta! “
So con certezza che da lassù qualcuno guida la mia mano, i miei pensieri, i miei eventi e credo, anche questo mio messaggio attraverso voi.  E così giorno dopo giorno di intenso
impegno. Anche se non è stato facile, solo la mia costanza e forza di carattere mi ha portato fino a qui.


Come ho sempre pensato e le tue belle parole lo confermano, l’arte è qualcosa che ti rigenera e ti aiuta a rinascere nei momenti più difficili del nostro cammino. Tornando a noi, ti devo dire che sono rimasta incantata nell'ammirare le tue opere, ognuna con un messaggio da trasmettere! Nei tuoi quadri ho visto vita, l’essenza del bello e tanto amore.  Quale tra tutte le tue opere è quella cui sei più legata?


Ogni opera è una mia creatura, e le amo tutte,ma una in particolare, la mia prima Madonna dal titolo TENEREZZA, non avevo mai ricevuto dalla mia mamma carezze affettuose, e mettere sulla tavola quella Madonna che abbracciando il suo bambino, diventavano un tutt'uno, mi ha fatto vivere un’emozione tante volte sognata e mai avvenuta.

Comprendo più di quanto credi  e penso che ciò che nella vita ciò  viene negato, è  compensato  in altri  modi, forse nel tuo caso nella tua delicata pennellata. Quando dipingi a cosa ti ispiri maggiormente?

Adoro volare, nelle mie opere, prevalentemente ci sono soggetti che volano, dai Gabbiani, all’Airone, al Tucano, al Pappagallo, alle Fenici, agli Aquiloni, all’Aliante, alle Mongolfiere, e tutte le Farfalle di vario tipo e colore. I colori sono frutto del mio stato d’animo, Vivaci se sono serena e cupi se sono triste.


Bene! Oltre  ad essere un’artista di notevole talento, ho riscontrato in te anche un’altra dote la tua “umiltà” a rapportarsi con giovani talenti aiutandoli a suo modo a emergere e questo ti fa davvero onore. Mi sto riferendo a un tuo evento passato, dove a ogni tua opera è stata rappresentata una poesia scritta da un giovane poeta emergente. Vuoi raccontarci come ti è venuta questa magnifica idea?

 Sì, sono passati parecchi anni: era il dicembre 2012, frequentavo un corso di formazione mentale per la memoria, li ho incontrato tanti giovani, in cerca di aiuto per superare le loro paure, il numero di questi ragazzi, mi ha lasciato sconvolta, io ero la meno giovane, ma ero la più viva. In occasione del Santo Natale, ho donato loro una cartolina con la mia opera “ Sopra le nuvole c’e’ sempre un cielo blu” Con stampata sul retro una poesia scritta dalla mia amica carissima Vincenza De Ruvo dedicata a loro. È stata un’emozione per me e per loro,che  credo indimenticabile. Mi abbracciavano per poter attingere alla mia energia.Da lì, l’idea di dare ai giovani una possibilità di provare a volare, per questo, donai una targa ai giovani poeti emergenti, non fu un vero e proprio concorso, ma uno stimolo a provare a volare.  In ognuno di noi, c’è un’ aquila, se però non proviamo a volare,resteremo sempre solo polli.  E mi sento felice, se posso essere da sprone ai giovani, specialmente oggi dove non ci sono certezze. Ciò che fa la differenza nella vita, è il carattere, solo chi osa e ci crede, otterrà qualcosa, chi si piange addosso, sarà sempre il sig. Nessuno!


Parole sante! Grazie di averle condivise con noi che siano davvero d’esempio per chi vuole intraprendere questo cammino. Leggendo la tua biografia sono stata affascinata dal feeling che c’è tra te e tuo marito e non posso che dirti che sei davvero una donna fortunata per  poter condividere con il tuo compagno la stessa  passione. A mio avviso avere un uomo accanto che ti sprona e ti accompagna in queste tue scelte lo trovo meraviglioso e a tal proposito la mia domanda sarà strettamente personale e forse fuori dalle sue classiche interviste: Ci racconti del suo Giovanni e di come vi siete conosciuti?  

Ci siamo conosciuti a Milano emigranti dall’Emilia Romagna poco più che adolescenti entrambi io sedici e lui diciotto, abbiamo messo insieme le nostre sole forze delle braccia per lavorare tanto e costruire qualche cosa di concreto nella vita. Il suo aiuto nell’incisione delle mie opere, è arrivato quando è andato in pensione e il tempo per lui era perso,


dirigeva un’azienda meccanica, dove un centesimo faceva difetto, per questo le sue incisioni sono migliori delle mie, ciò che io traccio con la squadra, lui lo rispetta, ma lo rintraccia con il calibro e devo a lui il risparmio della fatica dell’incisione e della carteggiatura, che sono notevoli e indispensabili nella nostra tecnica.

Progetti futuri?A che cosa stai lavorando?

In questo periodo sto realizzando etichette per cooperative lombarde e venete, produttrici di vino pregiato doc; un campo nuovo e affascinante per me che mi sta dando belle soddisfazioni. Mi sto occupando, inoltre, di realizzare opere dedicate all’Arte Sacra, difatti avrò una personale di Arte Sacra dal 20 al 23 dicembre 2018 nella sala consigliare in Piazza Antenna Soave a Verona.

 
Concludo chiedendoti  che cos’è l’arte per Vittoria Salati ?
L’arte, per me, è un raccontarsi per regalare emozioni con forme e colori. Ciò che mi regala gioia, è sapere che quando libera come un gabbiano, volerò verso l’infinito, qualche cosa di me resterà a ricordo del mio passaggio terreno e continuerò a vivere nel cuore e nel pensiero di altri che verranno dopo di me.
Meraviglioso pensiero Vittoria.  Invito i nostri lettori a passare sul sito di Vittoria Salati,  perché  è davvero uno spettacolo, per l’anima,  ammirare le sue opere.
Per commissioni  o acquisti potete contattarla a questa e-mail vittoriasalati@alice.it


lunedì 9 luglio 2018

OLTRE SCRITTURA SEGNALA IL VIRUS BENEFICO di PIERLUIGI DADRIM PERUFFO



Prefazione
Questo volume trae spunto dall’esperienza concreta di un tempo nel quale le difficoltà della vita quotidiane e i conflitti sociali hanno raggiunto un livello esponenziale. Viviamo infatti in un tempo complesso nel quale si sente un crescente bisogno di ordine e di chiarezza; avvertiamo la necessità di superare quel senso di impotenza oggi così diffuso e causato dal rapporto sempre più conflittuale tra individuo e sistemi di potere.
Il testo si propone quindi di suggerire un percorso di affrancamento interiore, la cui premessa è l’analisi di una serie di precisi condizionamenti psicologici – quei meccanismi che dopo essere stati alla base delle più terribili esperienze individuali e collettive del Novecento sembrano guidare anche la cultura e la società del Terzo millennio, sia pure in una forma diversa: ci riferiamo al mito del self-made man, al dogma dell’Occidente baluardo di libertà e democrazia, alla concezione dell’amore come bisogno infantile o ancora al tabù della morte oggi ancor più consolidato grazie ad una percezione di progresso tecnologico come risposta a ogni tipo di problema umano.
Il testo, dunque, ci mostra come sia in atto una vera e propria guerra in cui tutti noi, attraverso un vile sistema di manipolazione dei fatti e dei valori, diveniamo inconsapevolmente vittime e carnefici.
Queste pagine desiderano risvegliare la nostra inclinazione, oggi “addormentata”, alla ricerca del significato più nobile della vita. Solo svelando completamente le menzogne che non ci fanno vivere sarà possibile rispondere ai trionfi attuali dell’egocentrismo, dell’avidità e della violenza.
Dalla prospettiva del lettore, dunque, è importante che le parole dell’autore non vengano credute o scartate in toto e a priori, esclusivamente sulla base di un background culturale simile o discordante. Per la comprensione di queste pagine occorre invece un atteggiamento incline all’indagine critica e alla sperimentazione, un’apertura mentale che del resto è la disposizione fondamentale per quel cambiamento radicale del mondo che viene evocato più volte nel testo.


Biografia
Pierluigi Dadrim Peruffo (1979), dopo aver trascorso un’infanzia e un’adolescenza caratterizzate da un’intensa quanto difficile ricerca di armonia e significato, a 19 anni conosce due persone fondamentali per il suo futuro percorso di vita: un frate francescano e uno psichiatra che lavoravano insieme e che insegnavano la filosofia mistica e la meditazione come strumenti di cura e di cambiamento interiore.

Questo incontro, unito ad una serie di condizioni favorevoli, lo ha aiutato a intraprendere un intenso e profondo lavoro di indagine esistenziale.
Partendo da questi presupposti, e spinto dal desiderio di comprendere sempre più l’animo umano, i suoi condizionamenti e la sua possibilità di liberazione, nel 2005 si laurea in Filosofia, per poi ottenere, nel 2007, un master in Counseling filosofico.
Dopo gli studi inizia a lavorare in diversi ambiti del sociale, occupandosi prevalentemente dell’educazione dei giovani e del benessere relazionale e interiore della persona.
Nel 2008 inizia a condividere sul web domande, risposte e riflessioni su questi temi; attualmente è contattabile ai seguenti indirizzi:
http://www.dadrim.org
https://www.facebook.com/dadrim
https://twitter.com/Dadrimtweet
https://www.youtube.com/user/Dadrimblog

venerdì 22 giugno 2018

Cosa faresti pur di evadere di Isabella Saragoni. Edito dalla CTL Editore. Recensione a cura di Monica Pasero



E se un giorno ti proponessero di vivere vite parallele alla tua, spaziare con la fantasia e, ogni notte, entrare in un mondo fiabesco, dove i sogni e le stranezze pervadono il tuo inconscio e ti portano a realizzare nuove avvincenti esperienze che, nella tua vita piatta e senza più ambizione, non avresti mai vissuto… Tu accetteresti? Questa è la storia di Stella una giovane donna, una vita normale,  un lavoro, una famiglia, un fidanzato. Apparentemente sembra mancarle nulla ma inconsciamente  le manca tutto! E così le verrà data la grande possibilità di catapultarsi, ogni volta che lo desidera, in vite differenti tra passato e futuro e costruire nuove e uniche esperienze che la porteranno a vivere momenti avvincenti.  Tra rischio e passione camminerà, in questa avventura, riscoprendo parti di lei che nemmeno pensava di avere e comprendendo il vero valore della sua vita.

Una storia fantasy ma con un buon carico di realtà; che ci porta a riflettere sui nostri limiti, sui nostri sogni, ricordandoci sempre che siamo esseri in evoluzione. Abbiamo bisogno di cambiare! La routine spesso danneggia l’essere umano. L’evasione, in qualche senso, lo rende vivo e pieno di nuovo vigore per andare avanti ma esiste sempre un limite tra l’evadere e il vivere la nostra realtà. In questo libro, l’autrice ci porta a riflettere proprio su questo aspetto dell’ essere umano e ci pone una domanda: voler sempre di più ricercare emozioni forti, creare situazioni sempre nuove è salutare ma fino a che punto?
 Un libro particolare, scritto da una penna giovane a tratti acerba ma piena di energia…  in piena evasione oserei dire.
Lettura consigliata.
Monica Pasero


giovedì 14 giugno 2018

Oltre scrittura segnala

 SHADOLOVE
di 
Matteo  Pratticò


Sinossi:
Lily, una vampira dal carattere cupo e sanguinario ma dall’indole eroica, vaga da sessant’anni sulla terra, sospesa tra la malavita organizzata di Tokyo, Praga e Los Angeles. Ben presto si renderà conto che il mondo è pieno di mostri ben peggiori di lei: gli esseri umani. Durante i suoi sessant’anni di eterna giovinezza, che sente più come una condanna che come un privilegio, Lily metterà a nudo la sua vera natura: non quella di vampiro assetato di sangue, sensibile all’aglio e ai paletti – come pensa il celebre scrittore della saga Shadolove – ma quella di eroina giustiziera, che cerca di arginare il lato oscuro degli uomini, salvando gli innocenti, come Nikolai, da un destino di violenze e abusi.
PAGINA LIBRO

Biografia autore.

Matteo Pratticò, nato a Polistena (RC) nel 1987, da molti anni vive a Roma, dove si è laureato nel 2012 presso l’università di Roma Tre in Scienze della Comunicazione. Dal 2013 pubblica racconti brevi a tema horror e fantasy su varie antologie e Shadolove è il suo romanzo d’esordio.



OLTRE SCRITTURA SEGNALA NONNO EGEO DI SIR.J



NONNO EGEO DI SIR. J 
Santelli Editore 


Sinossi.
Un nonno racconta al nipote le proprie vicissitudini al tempo della seconda guerra mondiale, coinvolgendolo emotivamente in un’avventura che lo segnerà per sempre nella sua vita


Biografia autore
- Sergio Calcagnile, nato a Torino il 25 dicembre 1966, coniugato (con Gisella), padre di due figli, Daniele (sei mesi) e Sara (sei anni).
 - Diplomato a Milano nel 1985, presso il Liceo Classico Statale Giuseppe Parini, si laurea in legge nel 1991 presso l'Università statale di Milano.
- Lavora dal 2008 come dipendente/consulente legale, presso un importante studio notarile di Milano.
 - Appassionato di musica, dopo aver suonato per anni con suo fratello nella band cabarettistico musicale "Fatti Così", oggi suona nel duetto acustico musicale "Megapixel", in cui è autore e coautore di molteplici canzoni. - Appassionato di lettura e scrittura, è autore di racconti e strofe per bambini, ad oggi non ancora prodotti nè pubblicati.
 - 2017: in seguito alla partecipazione a vari concorsi per opere dal genere horror, sono stati pubblicati vari suoi racconti: - "Stria", raccolto in un'antologia denominata "Horror al sole 2017"
- "Il pianto Infantile", raccolto in un'antologia denominata "Halloween all'italiana 2017";
- quattro mini racconti pubblicati all'interno di un'antologia denominata "Schegge di Natale Horror 2017"; - Gennaio 2018: Finalista del premio letterario "Racconti lombardi", in cui un suo racconto è stato pubblicato nell'antologia "Racconti Lombardi" edita da Historica Edizioni. - 2018: è prevista per dicembre la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo "Uru", di genere horror.