giovedì 30 marzo 2017

Oltre scrittura segnala “Il commissario Vega – Indagine di sola andata” di Antonio Infuso


 Vega non era un uomo propenso al rancore, ma quando odiava lo faceva per bene, con il cuore. Attendeva un'occasione. E l'attendeva da tre anni, sette mesi, sedici giorni e qualche ora.

SINTESI

I molti volti della vendetta, il labile confine tra bene e male, la verità come valore negoziabile, la precaria bilancia della giustizia, essenza e apparenza, l'omicidio gratuito o necessario, la regola del contrappasso, il compromesso con il nemico. In una Torino pulsante, sensuale, densa di colori, tra albe e tramonti, tra sole e pioggia, tra oscurità e luce, il commissario Stefano Vega indaga insieme alla sua squadra. E più scaverà nell'inchiesta e rovisterà nei misteri dell'omicidio di una donna dalle molte sfaccettature in cui sono coinvolti anche i servizi segreti più scandaglierà la sua anima di uomo cinico ma altruista e di poliziotto caparbio ma disilluso. La menzogna è sempre una sconfitta per l'umanità. Vega rischierà la vita, in una tumultuosa indagine di sola andata, per scoprire la verità. Ma tenterà di cogliere anche un'opportunità.

 “Vega è un poliziotto cinico e determinato, canaglia ma alla ricerca della verità, ironico ma anche umano. Un noir ricco di colpi di scena, materico, avvincente, scandito dalla musica , politicamente scorretto, ironico e sensuale, come la città in cui è ambientato... Torino”

SUNTO

Porta Palazzo, all'alba: il cadavere di una donna, polpastrelli bruciati e corpo ripulito con la candeggina. Caso complicato per il giovane commissario Montesi, da poco alla omicidi di Torino. In suo aiuto viene chiamato l'esperto commissario Stefano Vega, “trasferito” ai casi irrisolti. Vega non è uomo propenso al rancore, ma quando odia lo fa per bene, con il cuore. Attende un'occasione. E l'attende da tre anni, sette mesi, sedici giorni e qualche ora. Con la sua squadra –  Irene Loi (donna gay di cui è invaghito), Carmelo Lorusso (suo ex capopattuglia) e il giovane e belloccio Sergio Lama – sfida la coltre di mistero che avvolge la morte di Lucia Grandi (ora il cadavere ha un nome): una vita piena di segreti e amanti, con l'hobby per la pittura.
La pista del delitto passionale non lo convince. Sulle panchine di piazzetta Maria Teresa, al pianoforte di notte e tra kung fu e taekwondo, Vega cerca risposte.
Grazie all'aiuto di un ispettore di Caserta, trova un legame con l'omicidio di un'altra donna; poi nelle case dei genitori nota una fotografia dei rispettivi nonni materni, Sandokan e Granata, ex partigiani, autori anche di un libro sulle loro avventure.
Lorusso e Loi vengono feriti in un attentato rivendicato da terroristi di sinistra; il collega di Caserta invece non esiste.


Anche il commissario rischia di essere ucciso ma viene salvato da un camorrista che vive nel suo stesso palazzo; Vega elimina uno dei tre attentatori – agenti dell'Aise, il servizio segreto militare – mentre gli latri due finiscono in un centro veterinario.
Daniela Bertoneri dell'Aisi (servizio segreto del Ministero dell'Interno), sua ex amante, lo informa che qualcuno, all'Aise, trama per realizzare un nuovo ordine; in ballo ci sarebbe anche una questione personale legata all'omicidio delle due donne.
Mentre Montesi “torchia” gli ex-amanti della Grandi, lui – nell'ombra – segue altre piste: i quadri della donna e il libro, introvabile, dei partigiani.
Nello studio della Grandi, Vega  rinviene, in un vano nascosto, due quadri firmati da Leonardo Da Vinci, entrambi raffiguranti la “Battaglia di Anghiari”, e un involucro con il libro.
I quadri sembrano autentici.
Il libro narra di uno scontro tra partigiani e repubblichini autori di una strage; i partigiani recuperarono un bottino, tra cui un quadro molto antico; poi Sandokan e Granata fecero ingerire conegrina ad Agostini, capo dei fascisti, e lo finirono con due colpi di fucile in testa.
Insieme a un ex-amante della Grandi, Randone, un hacker sospettato del delitto, escogita un sistema di comunicazione mail non tracciabile e cerca notizie su Agostini; ma l'Aisi ha posto il segreto di Stato, invitando Vega a non insistere nelle ricerche.
Lama, invece, viene minacciato dall'Aisi e costretto a collaborare.
Vega ha poche vie d'uscita: se cercherà la verità troverà la morte.
Una chimica (con cui Vega farà anche sesso) analizza i frammenti dei due quadri: uno è recente e l'altro è di epoca rinascimentale!
Nello studio della Grandi sequestra otto tele, tra cui le due “Battaglie”. Quadro e vendetta sono all'origine degli omicidi.
Da un informatore si fa prestare un jammer per disturbare frequenze di cellulari e microspie.
Da un anziano boss del crimine ottiene documenti falsi e consigli per “piazzare” il quadro.
Acquista una tela di dimensioni simili alla Battaglia: progetta uno scambio e affida a Lama un promemoria con i compiti per i giorni successivi.
Si appresta a un viaggio di sola andata.
Randone, nel frattempo è scomparso, Loi non lo trova. Anche Montesi, convinto della pista passionale, cerca Randone.
Vega viene contattato telefonicamente da Randone: l'uomo è nascosto in un cascinale.
Vega avvisa Loi e decide di raggiungere Randone. Montesi lo chiama: ha individuato l'utenza telefonica di Randone. Vanno insieme al cascinale.
E' una trappola: Randone è prigioniero e Montesi è il capo dell'operazione. E' il nipote di Agostini: la famiglia desidera da anni vendetta e vuole tornare in possesso del quadro.
L'uomo intende sopprimere Loi, Lama e Vega incolpando Randone, delitto Grandi compreso.
Mentre Montesi e il suo uomo cercano Loi e Lama, Vega riesce a liberarsi; arriva Loi, ma il cascinale è impenetrabile e nessuno può uscire.
Loi “invia” dal camino del cascinale una pistola a Vega che decide di aspettare Montesi.
Vega uccide Montesi ma un colpo, partito dall'arma di quest'ultimo, ferisce Randone.
Il commissario lascia agonizzare Montesi. Quindi costringe Loi a sparire.
Vega viene “sequestrato” dai servizi segreti, per quattro giorni.
Gli propongono un accordo: Randone è l'assassino della Grandi e di Montesi. Niente indagini sui tre agenti scomparsi, sul “giro dei quadri”, sul perché Montesi sia stato ucciso con l'arma di Loi; pensione per Lorusso, trasferimento per Loi (o dimissioni) e fine carriera per Vega,
Lama lo ha tradito, consegnando il quadro all'Aisi, in cambio di denaro e di un incarico nei servizi. Randone invece è morto, non si è ripreso dall'anestesia.
Vega chiede e ottiene una copia del video con la sua versione; poi firma dimissioni e dichiarazione.
Quando torna a casa il quadro non c'è più.
Con il sistema ideato da Randone, contatta Lama. Il ragazzo è a Gibilterra, ha usato i documenti falsi che gli aveva fornito Vega e ha seguito alla lettera i compiti indicati nel promemoria. Ha venduto il quadro originale per 60 milioni di Euro; all'Aisi aveva consegnato la “copia” dipinta dalla Grandi.
Vega invita Loi a Cuba, dove presto andrà Lama con il denaro.
Loi accetta ma ricorda a Vega che le piacciono solo le donne.
  


Cartaceo: Euro 14 – ebook: euro 2,99 – pubblicato il 31 marzo 2015
Uscito il 31 marzo 2015,  3.000 copie vendute.
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BIOGRAFIA


Antonio Infuso. Giornalista, laurea al Dams/Cinema. Attualmente lavora per l’ufficio stampa di un ente locale. Appassionato di musica (dal rock, al blues fino al jazz) e amante dello sport (da praticante e da spettatore). Nelle sue numerose e movimentate vite è stato barista, scaricatore, speaker radiofonico, dj in discoteca, assistente in una comunità psico-socio terapeutica, impiegato in un’azienda automobilistica, animatore sportivo e critico cinematografico. “Il commissario Vega – Indagine di sola andata” è il suo primo romanzo pubblicato.


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