giovedì 19 febbraio 2015

A OLTRESCRITTURA L'ILLUSIONISTA E PRESTIGIATORE VITO SVITO

  Non ponete limiti alla fantasia
all'immaginazione,
 basta lasciar vivere il bambino
 che è dentro ognuno di noi
ed il prestigio diventa poesia.
VitoSvito


L’irrazionalità è la più grande fonte di benessere ancora non compresa dall'uomo, molti dei più grandi di tutti i tempi: scrittori, poeti, artisti, musicisti ma anche inventori, esploratori, insomma tutti i sognatori confidavano nell'irrazionale!  Perché solo credendo all'impossibile, che si può giungere a ottenere ciò che si vuole e per farlo occorre guardare OLTRE.



 E c’è un artista, oggi in questo spazio, che grazie al suo talento e il suo saper vedere oltre, sa far nascere nuova luce in sguardi spesso spenti, stanchi, colpiti dalla malattia, dal dolore e lui con garbo prepara la sua via verso l’impossibile. Una via magica la sua, che corre tra le corsie dei reparti pediatrici e oncologici di Torino, ma non solo. E qui, che la bellezza della sua arte prende vita e il dolore si rassegna al sorriso e lo stupore che magicamente sboccia sul volto dei suoi piccoli spettatori. A Oltre Scrittura con grande piacere, ospito il prestigiatore e illusionista Vito Svito.

INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

Innanzitutto ti ringrazio di essere qui, hai al tuo attivo dieci anni di carriera nel mondo della magia e nell’intrattenimento e qui ti chiedo: da dove nasce questa tua grande passione? 
Tutto è iniziato come un semplice Hobby.  Quattordici anni fa, cominciai a lavorare in un’agenzia di management artistico, dove uno dei soci era Marco Berry. È stato lui il primo artista che accompagnai a un evento privato e per la prima volta, vidi da vicino un illusionista in azione. Dopo di lui, ebbi la fortuna di lavorare con altri artisti, tutti legati al mondo della magia, i  quali  al termine di ogni spettacolo  mi coinvolgevano in giochi di prestigio con le monete, carte e corde aumentando così la mia voglia d’imparare. In seguito scoprì che a Torino esistevano  due delle più prestigiose scuole di Magia a livello Europeo che sono il “Club Magico Bartolomeo Bosco”  e il “Circolo Amici della Magia“, mi iscrissi a quest’ultima, (a oggi frequento anche il “Club Magico Bartolomeo Bosco”.) ritrovandomi, catapultato nel tempio magico e da qui iniziai  un percorso fatto di letture,   conferenze, incontri, apprendistato. E i miei primi giochi di magia, come pubblico o vittime sacrificali, parenti e amici

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 Alcuni anni dopo debuttai con il mio  primo spettacolo sul palco che cambiò la mia vita professionale. Se ripercorro tutti questi anni, tutto è arrivato e si è incastrato nella maniera giusta, il primo sito, i primi biglietti da visita, serata su serata mi ha permesso di crescere professionalmente. Poi con la crisi e la conseguente perdita del posto fisso, ho fatto una scelta forte e decisa e mi sono buttato anima e corpo per trasformare questa mia grande passione per la magia nel mio lavoro. 


Cosa non deve mancare a un illusionista per rendere l’impossibile, possibile?
La capacità di cambiare premesse, davanti a ogni tipo di problema. Con la magia impari che non esistono problemi irrisolvibili. I problemi di principio esistono solo nella mente di chi li crea e quando si presenta un problema, ognuno di noi dovrebbe viverlo come una grande opportunità. Basta cambiare le premesse. Se hai questo pensiero continuo, la vita ti cambia e ti permette di fare scelte apparentemente difficili e trasformare il mondo intorno a te, positivamente. Alla fine di cosa parliamo? Parliamo di fede, vista come fiducia. Ecco alla fine a un mago non deve mancare la fiducia, perché avere fiducia, vuol dire pensare sempre positivo
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Ti ho chiesto d’intervenire nel mio spazio per far conoscere meglio la tua bellissima iniziativa “Magia in corsia”, racconta ai nostri lettori come nasce questa idea che obbiettivi si pone e soprattutto cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per aiutarla?
Come ti ho risposto, in prima battuta, il mio primo spettacolo sul palco ha cambiato quella che oggi è la mia vita  professionale.Walter Rolfo, l’attuale presidente di Masters of Magic (per intenderci l’associazione che ha portato i campionati mondiali di magia in Italia), mi chiamò per chiedermi di esibirmi per uno spettacolo di beneficenza a favore dei volontari dell’associazione “Aiutami a non aver paura”, una Onlus creata da genitori che hanno vissuto il dramma di ritrovarsi con un figlio malato di tumore e tutti insieme hanno scritto un libro dal titolo omonimo all’ associazione.  Dopo quello spettacolo mi è stato chiesto, se avevo voglia di portare la mia magia nelle corsie di ospedale e il mio cuore ha detto sì, istintivamente. Oggi, dopo dieci anni, quella scelta mi ha messo in contatto con altre cinque Onlus con le quali collaboro attivamente, tutte legate all’Oncologico/Neurochirurgico pediatrico. Lavorare in questa realtà, in vicinanza  con quella paura che si trasforma in lotta e coraggio, ha trasformato nel tempo il mio essere interiore. Entrare a contatto con quel mondo, girare di stanza in stanza e prendere coscienza di come la malattia possa cambiare la vita di una persona, in questo caso un bambino e un’ intera famiglia, è una cosa che ti svuota l’anima ma al contempo la riempie continuamente, perché da quel coraggio impari veramente il significato dell’essere un “Problem Solver”. Con il tempo, ho sentito la necessità di condividere il mio stato d’animo dopo i miei interventi in corsia di Ospedale e ho iniziato a scrivere, aprendo un blog.Scrivere è una grande medicina. Ho sempre pensato che la condivisione sia una delle più efficaci armi per aiutare il prossimo a capire e me l’ha insegnato la lettura del libro “Aiutami a non avere paura” che consiglio a tutti coloro che vivono il dramma della malattia in ospedale, ma anche a tutti coloro che decidono di operare in questo contesto.Dopo alcuni anni, vengo chiamato dall’Abio Onlus di Torino che mi chiede di fare un corso di formazione per i volontari di Ospedale e da lì, nasce il mio lavoro “Magia in corsia? Anche non solo” dove il “non solo” sta a significare che non c’è bisogno di magie solo in corsia ma anche nella vita quotidiana. Da lì parte un tour di conferenze e la mia scrittura, le mie esperienze diventano un Blog Pubblico. Purtroppo vicissitudini legate alla Normativa Facebook hanno bloccato il gruppo  con più di 500 iscritti che avevano iniziato a seguire i diversi post. Nessun problema, oggi ne ho aperto una nuovo con già 200 iscritti che si chiama : MAGIA IN CORSIA 





Oltre alle mie personali riflessioni sul lavoro in corsia e nella vita quotidiana, posto tutto ciò che è inerente alla vita sociale. Ultimamente sto postando alcune informazioni inerenti a delle bellissime iniziative della C.P.D (Consulta per la disabilità) che proprio alcuni giorni fa  ha lanciato un’ applicazione gratuita che aiuta i disabili a conoscere la città di Torino rendendola disponibile, gratuitamente e fruibile anche da persone con difficoltà motorie, visive e uditive.Se volete aiutare a far crescere la pagina Facebook e il blog basta iscriversi e seguirci e se avete voglia, condividete le vostre esperienze, come le avete vissute, come vi hanno fatto sentire, come le avete risolte o come hanno cambiato la vostra vita.La condivisione è una grande arma di crescita e consapevolezza e ci aiuta a essere tutti meno vulnerabili dalle vicissitudini che la vita ci presenta nel quotidiano.IL BLOG

L’illusionismo, la magia non è solo spettacolo ma può davvero migliorare la vita dei piccoli pazienti e questo è  stato dimostrato anche  in recenti studi . Due parole a tal proposito.

Con piacere. Partendo dal presupposto che tutti sappiamo l’effetto benefico di un gesto d’amore, un bacio, un abbraccio, un sorriso soprattutto nella malattia. Nell’ambito ospedaliero, da poco, è stata fatta una tesi di laurea dalla studentessa di  Scienze Infermieristiche Gaia Giletti  con la  collaborazione di Marco Aimone, Presidente del “Circolo Amici della Magia” di Torino.Partendo dal concetto di saturazione sensoriale che crea uno stato mentale atto a diminuire una significativa soglia del dolore sono stati presi un campione di 24 bambini suddivisi in due gruppi e durante le cure mediche un gruppo è stato affiancato da Marco Aimone che li intratteneva, nell’altro gruppo no. É stata utilizzata la scala delle manifestazioni emotive (Children’s Emotional Scale) e i dati visualizzati hanno dimostrato che il gruppo affiancato da Marco Aimone mostrava una soglia del dolore pari a 8, 3, mentre il secondo gruppo una soglia più alta, apri a 16,25.Facciamo attenzione, però, a non bloccare il lavoro del mago di corsia solo durante le cure mediche. A mio parere non  basta solo eseguire giochi di prestigio per diminuire la soglia del dolore durante le cure. Ho imparato, durante i miei vari interventi, che è necessario saper entrare con passi felpati in uno spazio delicato, è necessario entrarci con rispetto, essere a conoscenza che la nostra presenza potrebbe anche venire rifiutata sul momento e noi dobbiamo rispettare quel diniego, perché fa parte dell’opportunità da parte del paziente di fare una scelta in un contesto dove è costretto a subire una serie di attività e cure mediche atte a portarlo alla guarigione.
Anche il rifiuto può diventare un momento di consapevolezza importante. Non scordiamo infine che il nostro intervento aiuta anche a restituire, di fatto, un potere al ruolo genitoriale che davanti a un dolore, così forte, perde spesso di energia di fronte al proprio figlio. Noi possiamo ristabilire un equilibrio tra le parti e questo crea uno stato di serenità, molto importante, che aiuta a smuovere, nell’animo, nel cuore e nella mente, un senso di fiducia, fondamentale per il seguito della cura.


Racconta ai nostri lettori un episodio, un ricordo che ti è restato impresso nel cuore in questi anni in corsia. 
 Di cose ne sono accadute tante, tantissime e l’elenco è lungo e le sto raccogliendo tutte in una raccolta che dovrebbe, spero,  poi far parte di un libro. Un episodio che mi ha fatto crescere, che mi ha reso più solido e  mi ha dato una visione diversa della vita  è stata una lettura di una testimonianza sul libro “Aiutami a non aver paura”, la riporto così com'è“…. Una volta uscita dai periodo di lungodegenza, a distanza di un anno dall'ultimo ricovero, mia figlia mi ha fatto una domanda molto difficile da spiegare:


“Mamma perché Paperotto non ce l’ha fatta ed io sì?”Sono rimasta in silenzio, gelata dalla domanda. Lei ha continuato : “Lo so che tutti dite che lui è in cielo e ora non soffre più, però è stato qui solo nove anni”.Lontana da qualsiasi filosofia, ho trovato la risposta che mi è sembrata più giusta per lei, per una bambina che, come qualsiasi bambino, ha bisogno di risposte chiare e comprensibili:“ E se non fosse così? E se tutti noi vivessimo in cielo e scendessimo solo per un certo periodo qui sulla Terra e poi tornassimo su a continuare quel che abbiamo interrotto?”Questo racconto ha cambiato tutte le mie premesse, su quel che pensavo, fino allora della vita e della morte, al di là di un credo o  di una fede o altro ancora. Questo racconto mi permette di vedere le persone per quel sono e  in quel momento cerco di cogliere la loro essenza.

Se dovessi definirti in una sola parola, quale sarebbe?
Aiuto! Sensibile.
Sensibilmente Svitato
Per la tua esperienza per il tuo approccio con la vita ti chiedo: esiste la felicità?
La felicità per me è svegliarsi la mattina, aprire gli occhi, sentire mio figlio che sbraita perché in ritardo e l’altro che apre e chiude la porta del bagno, mentre mia moglie la sento aprire la porta di casa per far uscire i cani mentre al secondo piano arriva il profumo del caffè. Sì, la felicità è potersi svegliare ogni giorno e ringraziare di avere un altro giorno da vivere per poter donare qualche cosa di noi stessi al prossimo, con un sorriso, una parola, una mano allungata, un gesto.

Un tuo personale messaggio a tutte quelle famiglie che stanno lottando con i propri bambini.
La mia frase, o meglio, quella di Les Brown, un coach motivazionale americano che dice: “Mirate alla luna, anche se la mancherete vi troverete in mezzo alle stelle!” che poi non è altro che una piena consapevolezza del fatto che non c’è spina senza rosa.
Quanto è importante per te il sogno?
Sognare a occhi aperti è come volare, ti fa sentire leggero. I sogni vanno inseguiti ma spesso è difficile stargli dietro, la vita ti pone tanti ostacoli e a volte pensi di non potercela fare. Altre volte vedi realizzarsi cose, alle quali non avresti mai creduto fino in fondo e invece il tempo diventa testimone che se lo puoi pensare, lo puoi fare. I sogni a occhi chiusi invece sono tutta un’altra cosa, sono la parte inconscia che vuole uscire fuori, ma il difficile è interpretarli. Da loro mi lascio solo cullare 


Ultimissima domanda In un paese così in crisi, quale soluzione potresti dare da mago?


Questa estate ho portato in giro questo spettacolo per testarlo e il 18 Aprile, per la Onlus Amici di Cinzia di Candiolo, debutto a Torino nel teatro Sant'Anna con questo spettacololudico/magico/motivazionale: Quali sono gli effeti di questa crisi che tutto il paese sta vivendo? Che riflesso ha sull'atteggiamento delle persone, sul loro modo di relazionarsi con il prossimo? Com'è cambiato il nostro modo di approcciare ai problemi quotidiani? Fiducia, attenzione, memoria, problemi e soluzioni, il rapporto degli adulti con i loro figli, argomenti apparentemente ostici ma che con leggerezza l'artista spiega utilizzando l'arte prestidigitatoria e mentalistica. Uno spettacolo motivazionale e divertente

Ringraziando Vito per questa bellissima intervista ricordo dove  poterlo seguire 




                           
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