giovedì 18 settembre 2014

INTERVISTA AL MAESTRO GIANLUCA DI DONATO


L’arte passa attraverso varie forme e conduce, ogni volta, l’animo umano ad arricchirsi. L’artista, di oggi, concede tutto il suo talento, facendo librare le sue note al cielo, sonorità e magia si fondono, preludio di nuove emozioni.  Ascoltando l’incedere delle sue dita sui tasti, non posso fare a meno di percepire, quel connubio che esiste solo quando tecnica e talento si uniscono, giungendo ben oltre ai  soliti plausi, ma fin dentro a cuore di chi lo ascolta. Oltre scrittura  ha l’immenso piacere  di ospitare Gianluca Di Donato: pianista di fama internazionale, il quale esegue con maestria opere prestigiose, riconducendole al loro antico splendore.  



                                                  

Gianluca, innanzi tutto, ti ringrazio della tua presenza nel mio blog. La mia prima domanda è questa: Ti avvicini alla musica in tenera età ,carpendone a poco a poco i segreti, che poi ti condurranno ad una prestigiosa carriera , tutt’oggi in ascesa. Rammenti quando è stata la prima volta che ti sei avvicinato ad un pianoforte ? Quale sono state le tue prime sensazioni?

Grazie a te per l’invito è un grande piacere essere presente sul tuo blog meraviglioso. Ho iniziato a suonare casualmente quando ancora non avevo 5 anni, mio nonno aveva l’abitudine di suonare ogni pomeriggio e mi metteva sulle sue ginocchia, un giorno non lo fece io ci rimasi malissimo mi avvicinai al pianoforte alzai il coperchio e senza averlo mai toccato iniziai a suonare le musiche che lui abitualmente eseguiva.
 
Durante  il Festival Pianistico Internazionale di Amalfi del 1991, a soli 19 anni, ricevi la targa  “Mozart” per il  più giovane pianista presente nella storia del Festival.  Per arrivare, ad un riconoscimento così importante, quanto della tua infanzia e adolescenza hai sacrificato?

Se dovessi  dire di aver fatto sacrifici all’epoca non sarei onesto! Il tempo che sottraevo alle normali attività di un adolescente lo dedicavo con immenso piacere al pianoforte ed alla musica che erano tutto per me, certo conciliare il liceo classico e poi l’università con gli studi non fu facile anzi, ma ero entusiasta di tutto, i veri sacrifici sono arrivati dopo e tutt’oggi mi rendo conto del compito spesso da monaco tibetano che ogni giorno mi aspetta, ma diversamente non potrei vivere.



Da allora, la tua carriera si è evoluta radicalmente conducendoti  in teatri e palcoscenici  mondiali , dove hai potuto  liberare il tuo estro eseguendo pezzi dei più grandi compositori. Tra tutti ricordo l’integrale dell’opera pianistica di Franz Schubert, che ti rende  il merito di essere il primo ed unico pianista italiano ad aver eseguito l’intero corpus schubertiano da vivo. Due parole a tal proposito.

Schubert mi aspettava da anni ma lo avevo sempre evitato perché era l’unico compositore che mi spaventava eseguire dal vivo e non capivo il perché. Fu dopo anni che mi resi conto che con lui non si poteva fare tutto d’istinto come facevo da ragazzino, lui mi parlava con poche parole ma piene di significato, la sua musica non ha bisogno di dita volanti, ma di cuore semplice aperto ed umile ed ecco che a  30, decisi di dedicarmi a lui e da allora è uno della mia trinità musicale insieme a Beethoven e Mozart. Ho eseguito due volte l’integrale della sua produzione pianistica e nella stagione 2015-2016 eseguirò di nuovo tutte le sue meravigliose sonate per pianoforte


Spesso, sei ospite nei licei, dove impartisci lezioni sulla storia della musica. Un consiglio per tutti i giovanissimi che vogliono intraprendere il tuo percorso.

 Studiate e vivete! Studiate voi stessi, la vita che vi circonda, la musica e poi il vostro strumento musicale che è solo un’estensione della vostra mente, fatevi un’idea chiara di ciò che volete dire suonando e solo allora potrete mettere le mani sul pianoforte diversamente sarebbe come mettersi in macchina e viaggiare a vuoto perdereste tempo e benzina inutilmente.

Se dovessi  creare “ Il musicista  per  “eccellenza”  unendo le qualità di più compositori di  tutti i tempi, quali sceglieresti ?  E cosa estrapoleresti  da ognuno di loro?

Mozart! A lui sto dedicando tutto me stesso da due anni e lo farò ancora fino al 2016 sto eseguendo tutta la sua musica per e con pianoforte, oltre a scrivere saggi sulla sua produzione, un’ impresa colossale ma Mozart non è di questa terra e quando quelle che possono sembrare  note e frasi semplici ti rendi conto sono di una difficoltà immensa comprendi che lui è unione di genio assoluto, umiltà, serenità, dramma, paura, coraggio tradizione e futuro in una sola parola universale ed ecco che quando meno te lo aspetti lui ti alza per un attimo il velo del paradiso e capisci cosa lui vide costantemente  e solo così si giustifica qualcosa che diversamente non potrebbe essere spiegato.

 Come ogni artista, oltre alla preparazione e  il talento, v’è una buona dose di sogno. Per te quanto è stato importante sognare ?
Il sogno è la verità, è ciò che non possiamo bleffare quindi nella sua condizione possiamo leggere veramente ciò che desideriamo ciò vorremmo essere  e quando ne siamo consapevoli, ci dobbiamo rimboccare  le maniche e lavorare tanto, tantissimo per rispetto al compositore ed al pubblico a cui ci rivolgiamo. Ricordandoci sempre che noi siamo dei medium dei tramiti tra il “produttore ed il consumatore” quindi umiltà sempre e comunque.

 Se dovessi descriverti  in una sola parola  quale sarebbe ?

 Silenzioso

Come mia ultima domanda ti chiedo: quando stai eseguendo un pezzo, le tue mani sono come rapite e con perizia conducono la danza fino all’ultima nota, ma in  quel frangente, quando tutta l’attenzione del pubblico è su di te, tu e i tuoi pensieri invece dove state andando?

Come ti dicevo prima noi siamo dei tramiti quindi dovremmo pensare solo alla musica, io mentre suono canto sempre dall’inizio alla fine e cerco di farlo in rigoroso silenzio anche se talvolta la mia voce rompe gli argini e si fa sentire.

Nel salutarti  ti  ringrazio di  avermi rilasciato questa splendida e sentita intervista.   

Grazie a te e complimenti ancora per lo splendido lavoro di divulgazione che fai in modo serio semplice e costante. Gianluca di Donato





Intervista  a cura di Monica Pasero  

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