venerdì 22 agosto 2014

A OLTRESCRITTURA GIANNI MAURO.


Personaggio poliedrico
 che ha fatto della sua grande passione
 per la penna,
 il suo stile di vita:
 cantautore, scrittore, attore teatrale
 e molto altro.



Leggendo di lui,non posso che rimanere rapita dalla sua considerevole carriera che nasce agli albori degli anni, a mio avviso, più belli: quando il varietà era arte, estro allo stato puro e non solo un vuoto apparire,come purtroppo è diventato ai giorni nostri.
Un uomo in cui la sua verve traspare forte, inneggiano la sua grande vitalità e la voglia di andare avanti. Come sta dimostrando tutt’oggi: non fermandosi, ma esplorando sempre. Seguendo nuove vie, segno di grande intelligenza e umiltà:perché la crescita non ha mai fine,nemmeno per un artista completo come lui.
Il quale, a suo dire ,si definisce un “artigianello” ma io dissento: a mio parere, chi riesce a vivere donando emozioni,come fa quest’uomo, non può definirsi “artigianello”, ma bensì “Artista” Perché l’arte ha l’audacia di mutare un viso cupo in un sguardo disteso, ha la capacita indubbia di alleviare giornate pesanti, riportando momenti di serenità e allegria. In un mondo sempre meno devoto alla leggerezza dell’animo, occorrono senza dubbio uomini del calibro di quest’artista ,affinché l’espressività ricolori di speranza i nostri giorni.
A  “Oltre scrittura Liberi pensatori crescono”  con  mio immenso piacere ospito Gianni Mauro

                                       INTERVISTA  A CURA DI MONICA PASERO

Innanzitutto ti ringrazio della tua disponibilità e ti chiedo: giovanissimo partecipi al festival di Sanremo con il gruppo musicale “Pandemonium” dove raggiungi  un grande successo, con il brano demenziale” Tu mi fai schifo sempre “ il  quale aprirà la strada  a nuove concezioni artistiche, dove l’originalità diventerà primaria più della forma stessa. A tuo parere: per un vero artista è più importante essere amato per apparenza o per  la propria unicità ?

Quando scrissi “Tu Fai Schifo Sempre” era il 1977. Ero al Teatro delle Vittorie di Roma e stavo registrando con I Pandemonium, il programma televisivo “E adesso andiamo a incominciare”. La protagonista era Gabriella Ferri(con Gabriella sono stato molto amico ed ho scritto un brano per Lei). L’autore del programma era Roberto Lerici(Roberto era Collaboratore stretto di Dario Fo ed aveva scritto il Testo Teatrale “Ame gli occhi please” per Proietti, che fu un successo spaventoso). Durante una pausa della registrazione, io presi la chitarra, mi misi in un cantuccio ed incominciai a suonare questa stramba canzone,”Tu fai schifo sempre” che da un po’ mi girava in mente. Avevo scritto solo l’inizio e cercavo le parole per continuarla. Mentre canticchiavo tra me e me “Tu fai schifo sempre d’a mattina ‘a sera etc.” passò, Roberto Lerici, che mi chiese di ripetere quello che stavo suonando. Io ero molto imbarazzato, perché sapevo che Roberto era uno dei Massimi Autori Italiani. Però mi feci coraggio e canticchiai. Ad un certo punto Roberto mi interruppe e mi disse: “ Questa tua idea è geniale”! E poi tutto il resto è storia.

Io credo che la cosa più importante per un artista è riuscire a creare un’emozione. Che poi sia di allegria o di malinconia poco importa, l’importante è toccare nel profondo le persone ed indurle a dire o a pensare:”Ma che simpatica e divertente questa canzone” o al contrario “Dio mio, mi fa venire la pelle d’oca questo brano”! Ed ovviamente questo vale anche per un romanzo o per altre forme di scrittura.
 La tua carriera si evolve in maniera radicale, spaziando davvero in tanti ambiti, dove il tuo estro svolge un ruolo fondamentale: tra i tanti testi scritti per sigle tv, spettacoli teatrali, fiction,e molto altro ancora: quale,a tuo avviso, è quello che hai amato di più e perché?
Le canzoni, come qualsiasi altra forma di creatività artistica, sono parte di noi stessi, frammenti della nostra anima, sono dei Figli unici, tanti figli unici, e quindi è difficile dire quale si è amato o si ama di più. Si amano tutti in egual misura, al di là di quanto poi il pubblico possa amare od apprezzare l’uno o l’altro o l’altro ancora.
 Da profana ti chiedo: cosa si prova ad essere su un palcoscenico con gli occhi puntati, quale sensazioni si respirano prima e durante l’esibizione?
 Prima di salire su un palco ed esibirti, ti vengono in mente mille dubbi, mille incertezze, “piacerò, non piacerò”, “ricorderò tutto o dimenticherò qualche battuta”, “riuscirò ad emozionare o non sarò in grado di suscitare emozioni” etc. Ma quando stai sul palco e magari vieni accolto già da un applauso, prima ancora di iniziare, ti senti perfettamente a tuo agio e tutte le tue paure scompaiono come per incanto e da quel momento pensi soltanto:”Per ringraziarli di essere qua devo dare il massimo possibile!” E da quel preciso istante inizia un gioco bellissimo e magico fra te ed il pubblico: Tu dai Emozioni, Sensazioni ed il Pubblico ti risponde in modo identico. E quanto più dai, tanto più ricevi.” E’ questa la cosa straordinaria del Teatro(a differenza del cinema o della televisione), perché tu sei al tempo stesso Attore e Spettatore ed il Pubblico è ugualmente Attore e Spettatore. E quando questa alchimia si realizza, nasce una comunicazione estrema da entrambe le parti, e si va avanti fino alla fine, con gli attori ed il pubblico rapiti quasi da un Incantamento.
 Durante le tue partecipazioni televisive , hai avuto modo di conoscere molte stelle  della nostra tv italiana: artisti del calibro di Raffaella Carra ,Gino Bramieri ,Renato Rascel ,Oreste Lionello e tanti altri ancora. Oggi, purtroppo, solo più chimere per chi cerca il varietà in tv. Vuoi lasciarci un tuo ricordo di uno di questi grandi artisti? 

 Tutti i Grandi Artisti da Gabriella Ferri a Rino Gaetano, da Proietti a Rascel, da Gino Bramieri ad Oreste Lionello o a Pippo Franco,e tantissimi altri  con cui ho avuto il piacere e l’onore di collaborare mi hanno dato tantissimo, sono stati tutti delle grandi Palestre di insegnamento sia per l’acquisizione di importanti tecniche espressive, che per l’arricchimento spirituale della mia Anima. 

 Oltre alla tua già estesa carriera,sposti la tua attenzione anche nel mondo editoriale,pubblicando diversi libri. Tra le tante opere cito quella che mi ha incuriosito di più “La quadratura del cerchio” edita da Arduino Sacco. Due parole per i lettori.

Prima di decidermi a scrivere un libro ed a chiedere a qualche editore se era disposto a pubblicarmi, ci ho riflettuto bene per moltissimi anni. Poiché avevo ottenuto dei buoni successi e riconoscimenti come Autore di Canzoni o di Testi Teatrali, ero cosciente di avere abbastanza dimestichezza con la scrittura. Però la differenza fra lo scrivere il Testo di una canzone o di  una commedia musicale o di sola prosa è enorme. Scrivere un romanzo o dei racconti o delle poesie è totalmente differente dallo scrivere canzoni o testi di teatro(in verità ancora non so cosa sia più difficile ma posso assicurare che ogni lavoro di scrittura comporta grande fatica ed enormi difficoltà). Ad ogni modo circa dieci anni fa mentre scrivevo delle cose per Proietti ed altri, mi vennero in mente delle idee e cominciai ad appuntarmele. Dopo un pò di tempo le rilessi e non mi sembrarono malvage. Dopo quasi un anno queste idee diventarono un libro che io intitolai “AIUTO! MI SI E’ APERTO IL RUBINETTO DELL’ANIMA”. E così presi coraggio ed iniziai a scrivere dei libri. A proposito della scrittura di poesie, racconti e romanzi voglio citare il premio Nobel della letteratura nel 1949, l’americano William Faulkner, che diceva :”Ho iniziato scrivendo poesie, poi mi sono reso conto che era molto difficoltoso e sono sceso di un gradino. Allora ho iniziato a scrivere racconti, ma anche in questo caso ho capito che era molto difficile. Quindi sono sceso ancora di un gradino ed ho iniziato a scrivere romanzi.” Questo lo diceva uno dei più straordinari romanzieri americani(L’urlo e Il Furore, Mentre morivo, Santuario…questo giusto per citare qualche titolo). E con questo voglio dire che nessuno si può svegliare una mattina e dirsi”Quasi quasi faccio lo Scrittore”. E’ Dura, Durissima e Complicatissima l’Arte dello Scrivere.
Venendo alla “QUADRATURA DEL CERCHIO”. E’ una raccolta di racconti che ho scritto due anni fa. Sono dei racconti ad introspezione psicologica, sono a volte paradossalmente divertenti , a volte estremamente malinconici. D’altra parte Pirandello nel “saggio sull’Umorismo”, sosteneva che il confine fra il comico ed il tragico è estremamente labile ed io ho assorbito fortemente gli insegnamenti di questo SOMMO GENIO.
Leggo, nella tuo  biografia, che ami molto gli scritti dell’autore Fernando Pessoa e in particolare ne citi questo passaggio: “Le confesso che sono stanco dell'universo. Sia Dio che io dormiremmo di buon grado un sonno che ci liberasse dalle cariche trascendenti di cui, non sappiamo come, siamo stati investiti. Tutto è molto più misterioso di quanto si creda, e tutto questo qui Dio, l'universo e io è solo un cantuccio menzognero della verità inattingibile “
Quanto la spiritualità,la tua visione personale incide nei tuoi giorni?
 Cito spesso Pessoa, perché era un uomo molto profondo, di grande spiritualità ed intelligenza, molto vicino, per certi versi, a Luigi Pirandello. Così come Pirandello in uno dei Capisaldi della sua scrittura e della letteratura in generale, cioè “Uno, nessuno, centomila” sostiene che “Noi siamo Uno, ma siamo Tanti a seconda di chi ci osserva e quindi essendo Tanti, perdiamo la nostra identità e diventiamo Nessuno”, anche Pessoa nell’utilizzo degli “Eteronomi-cioè Nomi Diversi” in realtà esprime l’identico concetto di Pirandello. Pessoa essendo pienamente cosciente del fatto che Noi siamo Uno, ma in realtà siamo Tanti, firmava i suoi libri con vari nomi, una volta era BERNARDO SOARES, poi diventava RICARDO REIS, poi ancora ALVARO DE CAMPOS etc.La spiritualità è fondamentale nella mia esistenza. I miei amici sono coloro in cui scopro un’empatia con me stesso ed una consonanza dell’Anima. Io amo le persone, donne o uomini che siano, di qualsiasi età e nazionalità, esclusivamente per ciò che hanno dentro. Dell’esteriorità mi interessa ben poco. Una Bellissima confezione, che non contiene Nulla, a che serve??
 Se dovessi definirti in una sola parola quale utilizzeresti e perché ?
 “UMANO”
Il Perché:

Ho trascorso la mia vita cercando di capire che cosa
avrei voluto essere “da grande”. Ora che lo sono, anagraficamente,
ho capito che avrei voluto diventare “semplicemente”
(si fa per dire)" un uomo". Ce la sto mettendo tutta.
Ma costa fatica, un’immane fatica! Ci sto provando e continuerò
a farlo sino alla fine dei miei giorni. Se non ci riuscirò,
vorrei che, comunque, rimanesse di me il ricordo di
qualcuno che ha cercato per tutta la vita di essere degno di appartenere
a quella categoria, sempre più rara, se non addirittura
in totale via di estinzione, che, nel senso più nobile
della parola, è l’UMANITA'...

 Quanto è importante il sogno per riuscire a realizzarsi come uomo ed artista ?
 Più che il sogno io credo che per riuscire ad esercitare questo complicato mestiere del “fare arte” e soprattutto “del vivere” sia importante vivere eternamente nel dubbio, nell’incertezza, chiedersi sempre quanto c’è ancora da capire. I latini dicevano “Scio Nescire-So di Non Sapere”. E’ questa la molla propulsiva che permette di crescere e di scoprire sempre cose nuove.
Bisogna sempre tenere amente che “E’ importante il viaggio, non la meta”. La meta significa vivere da “già morti”, il viaggiare continuo è elemento Vivificante. Quindi bisogna imparare a mettersi in discussione come nel processo dialettico Hegeliano. La convinzione di essere “arrivati” è la fine dell’Arte e dell’Esistere.
 
Ci sono tantissime domande che vorrei ancora farti, termino con quella, che a me sta più a cuore: in una società che dopo un mini racconto ci si sente scrittori, dopo una comparsata tv, si ha già un fans club. In un mondo dove non si conosce più il valore del sacrificio,della famosa gavetta, ma vige il tutto e subito ti chiedo:  Spiega, a questi geni di oggi, come si fa a diventare noti, amati e veri artisti, restando umili e con i piedi ben piantati per terra ?
  A questa domanda non rispondo, altrimenti sarei ripetitivo, ma raccomando di leggere con attenzione quello che ho risposto alla Domanda precendente cioè “Quanto è importante il sogno per riuscire a realizzarsi come uomo ed artista?”

  
Ringrazio Monica Pasero per questa intelligente intervista  Gianni Mauro



2 commenti:

  1. Bellissima intervista Monica Pasero e buon proseguimento di carriera a Gianni Mauro.

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  2. Intervista molto interessante che mi ha fatto conoscere un personaggio conosciuto in gioventù per la sua arte e genialità. Complimenti anche alla signora Pasero per le sue domande veramente pertinenti e precise. Alfredo Betocchi

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