lunedì 10 novembre 2014

A Oltre Scrittura l'attore teatrale Antonio Esposito intervista a cura di Monica Pasero

Spirito libero, anticonformista , ama la natura in tutte le sue sfumature. Coltiva passioni che variano, dalla scrittura alla pittura, fino a giungere alla recitazione dove riesce completarsi esprimendo al meglio il suo estro e la sua grande sensibilità artistica. Poliedrico spazia dal teatro classico al
comico, dal cabaret all'improvvisazione teatrale. Rendendosi un artista completo a 360 gradi. Del teatro dice: la recitazione aiuta l'anima a volare in un mondo immaginario … 
A Oltre Scrittura ospito con grande piacere l’attore e regista teatrale Antonio Esposito  
Innanzitutto ti ringrazio di essere qui e inizio subito con la mia prima domanda: Compi i tuoi primi passi nel mondo teatrale in età adulta e qui ti chiedo: era un sogno maturato nel tempo? Oppure avevi bisogno di aprirti a nuovi orizzonti artistici?
In realtà è stato sempre il mio sogno, sin da bambino, quando immaginavo di diventare una stella comica di Hollywood, alla maniera di Chaplin, Jerry Lewis o Buster Keaton, solo che per varie vicissitudini familiari ed anche per il mio carattere timido e riservato, non ho avuto quella temperanza e costanza per raggiungere questo obiettivo in età giovanile. Diciamo che sognavo, ma non agivo



La prima cosa che hai imparato recitando ?
Ho imparato a non aver paura del pubblico. Sembrava un limite invalicabile per me, io timido scaraventato su un palco alla mercè di una folla di spettatori inferociti, come un gladiatore nell'arena.... In realtà, già dalla
prima volta, mi sono sentito a mio agio, forse perché nascosto da una maschera, la maschera che porti quando fai un personaggio, quando sei un personaggio, come una specie di Zorro, che si sente forte e coraggioso solo quando indossa la maschera

Quanto è importante la spontaneità nella recitazione ?

 Molto. Io fortunatamente, sono molto spontaneo quando recito, improvviso molto. Bene gli schemi, la precisione, ma dare al testo un'impronta personale, anche durante la messa in scena, è qualcosa di magico. Ovviamente questo lo puoi fare allorchè hai padronanza totale del testo

La prima volta che sei salito su un palco cosa hai provato ?

Emozione, ovvio, ma non quanto mi sarei aspettato. Ero pronto. Tuttavia, l'emozione, stranamente, è cresciuta nel tempo. Poco prima di entrare in scena, qualche attimo prima che tocchi a me, il cuore mi batte a mille, sembra impazzito. Poi ho scoperto di avere un po' di fibrillazione atriale, ma questa è un'altra storia. La cosa “strana” è che quando mi sento veramente emozionato, ossia quando provo la cosiddetta “cacarella”, passami il termine, la mia recitazione risulta migliore, bella da vedere, e mi piaccio anche di più, contrariamente a quando sono freddo ed impassibile 

 L’ironia, il sapersi non prendere troppo sul serio possono aiutare a sopperire l’imbarazzo, che può giungere, quando ci si trova innanzi a un pubblico? 

 Sì, l'autoironia e l'ironia in generale, è un bel metodo per esorcizzare la paura del palcoscenico, un modo per portare il pubblico dalla tua parte, rendertelo amico, compagno di viaggio. Poi quando senti che la gente ti risponde con delle grasse risate, eh....è indescrivibile ciò che si prova

Hai avuto la possibilità di interpretare molti personaggi scritti da grandi nomi tra cui ne cito alcuni: Luigi Pirandello, Eduardo de Filippo, Shakespeare, Barrico …. C’è un personaggio in particolare a cui ti senti più legato e se è sì, perché?

 Mi piacciono tutti i personaggi istrionici, quelli che solo con la loro presenza riempiono la scena, come possono essere il Bottom di “Sogno di una notte di mezz'estate”, o il signor Ponza di “E' così se vi pare”, o il Lenny Ganz di “Rumors”, e molti dei personaggi che ho creato io 

 Fai parte della compagnia 8 mani: teatro d’improvvisazione in cui la spontaneità è indispensabile. Vuoi parlarcene ?   


Sì, con gli 8mani facciamo il teatro senza testo, un modo di fare teatro che discende direttamente dalla commedia dell'arte. Interagiamo col pubblico, e basandoci sulle informazioni che ad esso chiediamo, mettiamo in scena una storia, dal nulla, frutto solo della nostra fantasia del momento. Ovviamente ci vogliono delle basi solide per poter affrontare questo tipo di performance, ma oramai siamo sulle scene da quasi 8 anni, ed affiatamento, allenamento e la fantasia che ci appartiene, ci danno quell'energia giusta per fare degnamente i nostri spettacoli. L'improvvisazione è molto rischiosa, perché puoi creare delle storie geniali ma anche delle baggianate (che contrariamente alle cassanate di Cassano, non sono delle birichinate fatte da Baggio). Devo dire però, che quasi sempre riusciamo a creare spettacoli dignitosi, e qualche volta geniali.... dovreste provarci!


Sei presidente e regista della Compagnia Teatrale degli EXTRA con cui ha partecipato al Festival del cabaret emergente di Modena, a Italia's got talent e al programma di TRC rete emiliana ad "Andrea Barbi show” La vostra comicità arriva da galassie lontane, protagonista dei vostri spettacoli il mondo alieno. Oltre all’ ironia e la risata, c’è un messaggio che gli extra mandano al loro pubblico ?  
La mia Compagnia, della quale sono l'indegno rappresentante, è il frutto della mia ricerca che riguarda l'incontro tra diversi, tra persone di sesso diverso, di etnia diversa, di indole diversa, di estrazione sociale diversa, per arrivare all'incontro poi tanto atteso: quello con l'alieno, il diverso per eccellenza. Ma i nostri spettacoli, sono anche incontri tra i vari modi di fare teatro, passando dal teatro comico al cabaret, dall'avanspettacolo al varietà, dal teatro d'autore alla messa in scena di testi scritti di nostro pugno. Un po' di tutto, un pout pourri di generi, alcuni in disuso forse, ma sempre validi, come abbiamo dimostrato nel nostro ultimo spettacolo


Progetti futuri ? Date eventi come seguirvi .


Abbiamo tanti progetti, alcuni anche ambiziosi. Oltre a cercare di entrare nelle grazie del pubblico di qualche varietà comico televisivo con il trio degli EXTRATERRESTRI, stiamo anche progettando vari spettacoli, anche scritti da noi, e qualche testo non ancora portato in scena. Per le date potrete seguirci il 29 novembre a Modena, al Teatro dei Segni, per quanto riguarda gli ALIENI, mentre per la Compagnia degli EXTRA adesso siamo nella fase di progettazione, sia delle date che dei nuovi progetti, per l'appunto  

Ed eccomi giunta alla mia ultima domanda : il sogno quanta valenza ha nel tuo percorso artistico ?  

 Il sogno è tutto. Il teatro vive di sogni, il teatro è sogno. Sogna l'attore che è sul palco, ed a sua volta funge da stimolatore per i sogni di chi vede lo spettacolo. E' vero che i sogni aiutano a vivere, perché sono essi che fanno girare il mondo, ed i grandi sogni ed ambizioni hanno creato grandi cose, anche se spesso, purtroppo, grandi nefandezze. Chi non sogna, per me, non può riuscire a vivere con serenità e speranza nel futuro

Ringraziando  Antonio per questa bellissima intervista ricordo il sito


Biografia 
Antonio Esposito nasce a Napoli il 30 settembre del 1970. Il suo primo approccio al teatro avviene nel 1999, frequentando il corso teatrale dell'attore Paolo Di Nita con cui allestirà numerosi spettacoli tra cui: "Navi in bottiglia" di Gabriele Romagnoli, "Così è se vi pare" di Luigi Pirandello in cui veste i panni del protagonista - signor Ponza, "Alarms" di Michael Frayn dove dà vita a diversi personaggi , "Taxi per due" ancora di Ray Cooney, "Filumena Marturano" di Eduardo De Filippo, "Cani e gatti" di Eduardo Scarpetta in cui è Felice Sciosciammocca il personag gio principale, "Novecento" di A. Baricco, "Lumiere di Sicilia"ancora di Pirandello, "Quei figuri di vent'anni fa" dove è il comicissimo don Luigino ancora di De Filippo, "Arsenico e vecchi merletti" di Joseph Kesselring. Prende parte
poi nelle vesti dell'artigiano Bottom nel "Sogno di una notte di mezz'estate" di W. Shakespeare in una compagnia amatoriale, in "Lallaby" con la regia dell'attore Stefano Cenci con la compagnia Pensieri acrobati. Partecipa ai "Match di improvvisazione teatrale", uno spettacolo comico a squadre che lo porta a calcare i palcoscenici di alcune città italiane, frequenta lo stage di long form di Silvia Rizzo, poi partecipa allo spettacolo "Crocevia, il vostro quartiere come non l'avete mai visto" tratto dal libro della giornalista Giulia Bondi. Fa parte della compagnia teatrale di improvvisazione comica degli "8mani" in cui è Tony . E' stato impegnato nella messa in scena de "La strana coppia" e di "Rumors" di Neil Simon per la regia di Alberto Di Matteo e Paolo Di Nita. Attualmente è presidente e regista della Compagnia Teatrale degli EXTRA con cui ha partecipato al Festival del cabaret emergente di Modena, a Italia's got talent e al programma di TRC rete emiliana ad "Andrea Barbi show" La sua poliedricità gli fanno spaziare da personaggi seri a vere e proprie macchiette molte delle quali ben riuscite, dal teatro classico al comico, dal cabaret all’improvvisazione teatrale.

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