sabato 21 novembre 2015

A OLTRE SCRITTURA L'EDITORE DIEGO GUIDA


L’amore per i libri 
e per la propria terra
fanno da perno
 al  suo grande impegno
 e successo editoriale.



Quando le radici sono solide e l’amore per la propria terra è alimentato di generazione in generazione, non possono che nascere uomini forti, perennemente in prima linea per la salvaguardia e la valorizzazione delle proprie origini.  L’ospite di oggi arriva da una lunga stirpe di editori e librai attiva nell’ambito culturale fin dagli anni venti.   L’amore per i libri e per la propria terra, fanno da perno  al  suo grande impegno.  Tutto questo avviene  nel cuore  della bella Napoli, dove è sita  questa valida realtà editoriale che porta una ventata di speranza alla buona editoria italiana. È la prima volta che intervisto un editore e sono decisamente orgogliosa di essere giunta a lui.  A Oltre scrittura con grande piacere ospito l’editore Diego Guida.

Ringraziandola di essere qui le chiedo subito: la sua famiglia è attiva, nell’ambito letterario, dagli anni venti e ha vissuto in prima persona il cambiamento culturale, passando dai grandi nomi del passato, fino agli  “scrittori” dei  giorni nostri. Cosa si è rubato il progresso? Le migliorie editoriali, l’arrivo del digitale, quanto davvero hanno aiutato il lettore e la buona scrittura?

Cosa si è rubato il progresso, mi domanda?, ma …si è rubato di certo il piacere del vivere con i giusti tempi, con la disponibilità all’ascolto, ed alla riflessione, sigh! La prorompente vitalità innovativa ha intaccato innanzitutto l’organizzazione delle nostre giornate che, oggi, ci vedono andare sempre di corsa, alla ricerca di…non si sa esattamente cosa. Questa continua corsa, che altro non è che la manifestazione di tanta insoddisfazione che pervade ognuno di noi, ci spinge a ricercare in continuazione, ed a rifletter meno, dunque a non godere più tanto di momenti di intimità, dei tipici momenti che sono dedicato alla lettura. Ma questo è il progresso e noi non possiamo farci nulla, se non adeguarci, ed proporci con le nostre idee e la nostra caparbietà, mantenendo vivo l’interesse per la condivisione di idee e contenuti intellettuali.

Se dovesse definire lo “scrittore” come lo definirebbe?

Certamente è un pensatore. Un pensatore cui va il merito di voler condividere i suoi pensieri e le sue fantasie, che sono il sale della vita.

La sua casa editrice ha donato 32 mila libri a 202 carceri italiane,  cito le sue parole “È  stato un onore per me, aver potuto effettuare questa donazione. I libri, per definizione, sono porte aperte verso la libertà, ed è proprio a Poggioreale come a Rebibbia, che potranno svolgere con maggiore incisione il loro compito. L’augurio è che questi piccoli, ma significativi testi, aprano la mente dei lettori e li invitino a credere di più in se stessi e nella vita di fuori che li aspetta “ E qui la mia domanda: un libro dovrebbe saper comunicare o almeno aprire nel lettore uno spunto di riflessione o uno stimolo a migliorarsi. Quanto tutto questo, a oggi, conta ancora nella scelta di un manoscritto?

Con l’operazione donazione alla carceri ho voluto dare un segnale forte di attenzione verso il sociale e verso i temi più difficili da trattare, e dunque ho immaginato che offrire chiavi positive per la vita del dopo reclusione potesse essere  un modo per esprimere un segnale di speranza per un futuro migliore.
La scelta di pubblicare un manoscritto, poi, dipenda anche da tanti altri fattori, purtroppo non solo dalla qualità dei testi ricevuti. Io sostengo sempre che l’editore deve avere un occhio rivolto al testo di qualità, ma con l’altro occhio deve assolutamente tener conto anche del bilancio della sua impresa, perché gestire una casa editrice è anche saper gestire un’azienda.

Leggendo il suo curriculum non posso che affermare che se c’è qualcuno in grado di fare chiarezza sul mondo editoriale e dare qualche spunto ai tanti scrittori e lettori, presenti, è proprio lei! Per cui le chiedo un suo parere sulla situazione editoriale odierna ?

Per rispondere correttamente a questa domanda avremmo bisogno di  tanto, tanto tempo e spazio. In Italia sono troppo poche le iniziative per la promozione della lettura e del libro. La nostra associazione di categoria, l’AIE-Associazione Italiana Editori, si spende tantissimo per questo, ma dalle Istituzioni torna un modestissimo riscontro, eppure la ricchezza culturale di un paese è strettamente correlata alla ricchezze del suo PIL – prodotto interno lordo, ma questo pare essere uno dei temi meno interessanti per la politica italiana, sigh! Eppoi anche i recenti stravolgimenti nel nostro settore: la fusione tra Pde (il distributore) e la Feltrinelli, poi fusasi nelle Messaggere (altro grande distributore), la fusione tra la Rizzoli e al Mondadori, insomma un mercato che non fattura 3 miliardi di euro (meno del solo marchio Nutella…) che resta nelle mani di pochi, e questa non è di certo cosa buona



 Vista la sua grande esperienza, le chiedo un consiglio per me e tutti gli emergenti che si affacciano al mondo editoriale, cosa dobbiamo  evitare e perché ?

Evitare di cadere tra le grinfie degli approfittatori. Ma soprattutto, evitare di ritenersi gli autori del secolo che vanno assolutamente pubblicati perché autori di testi straordinari. Basti ricordare che finanche Alberto Moravia pubblicò il suo primo libro con una tipografia, senza editori, sostenendo tutti i costi relativi. Non per questo non è stato, poi, in grado di farsi conoscere nel mondo letterario italiano ed internazionale.

 Il talento, secondo lei, conta ancora qualcosa nel 2015 o ormai e un’utopia di noi poveri emergenti ?

Il talento è sempre una ricchezza e non deve andar sprecato, ci mancherebbe! Nulla è utopia, se fortemente voluto, questo mi ha insegnato la vita, fino ad oggi.

Tra i tanti autori pubblicati, negli anni dalla sua casa editrice, ve n’è uno in particolar modo che le va di ricordare ?
Certamente il recentissimo volumetto pubblicato con il quotidiano napoletano Il Mattino, esattamente in 48 ore ed in 110 mila copie. La scomparsa del musicista e cantante Pino Daniele: era stata tanto improvvisa da sconvolgere tutta Napoli e noi,  a scrivere subito, senza dormire per 2 notti, abbiamo realizzato un lavoro con i giornalisti Titta Fiore e Federico Vacalebre per ricordare Pino al meglio e subito.

Ma questo è il racconto di un recente volume realizzato con la passione e con l’urgenza di lasciare un segno, la produzione della Guida affonda, le sue radici nella pubblicazione di volumi di Filosofia, Storia e Scienze umane, come non ricordare, ad esempio l’edizione critica di Luigi Firpo all’Utopia di Thomas Moro?, oppure la realizzazione i 3 volumi delle lezioni di Storia delle religioni di Hegel con cui nello scorso 2013 abbiamo anche vinto il premio per la traduzione voluto dal Ministero per i Beni Culturali in uno con il Ministero per gli Affari Esteri? E che dire de “La scomparsa” di George Pererc, un racconto di 500 pagine scritto  SENZA MAI utilizzare la lettera “e” dell’alfabeto, oppure dell’italianissima storia dell’Europa di Giuseppe Galasso?, o anche….

Oltre a essere un grande professionista, chi è Diego Guida nella vita di tutti i giorni?

Sono un padre di due bimbi, un marito come tanti, ed un appassionato di viaggi, di cinema e di…lettura

Ultimissima domanda, di rito per il mio blog, quanto è importante il sogno nella sua vita?

Senza sogni…che vita  avremmo?

Ringraziandola per questa interessante intervista, ricordo agli amici del blog il sito della GUIDA EDITORI 






 Intervista a cura di Monica Pasero.

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