lunedì 4 novembre 2019

A OLTRE SCRITTURA ALESSANDRO BELLOMARINI



Una mente vulcanica
 dall’anima antica.


Nel mio spazio oggi ospito un artista poliedrico che si cimenta tra poesia, prosa, musica e sceneggiature teatrali; energia ed estro, certo, non gli mancano! Leggendo alcuni sue liriche sento di definirlo un poeta dall'anima antica
I suoi versi sembrano essere stati scritti in età matura eppur lui arriva dalle nuove generazioni di giovani che, oggi, appaiono immuni alla cultura e allo spirito, allevati di apparenza da una società consumistica e propensa a sedare le anime. Ma i suoi versi smentiscono tale concezione e ci riportano alla soddisfacente speranza che in quel “caos generazionale “esistano delle eccezioni; dimostrandoci, ancora una volta, che è l’anima a dominar il nostro tempo e a liberare la nostra vera natura. È tutto questo traspare negli scritti di questo autore, nei suoi stati d’animo, spesso incatenati dal raziocinio del quotidiano; che lui libera, donando ai suoi lettori versi di assoluta bellezza come questi:

Io non ti amo più
Come la prima volta.
Ti amo
Come tutte le altre prime volte
Che per te inventerò.
Ti amo
Senza rivelazioni o pregiudizi
Come la più ribelle delle
anime.
Ti amo
vittoriosa o sconfitta
Gelosa o impotente
Ti amo
Solo per l'esigenza di amarti
E tacerlo nel mio grido.
Ti amo vestita di cielo
e di pelle
Come la promessa del
vergine
Al futuro sposo.
Ti amo come mai saprei
dirlo
E così scappo e ritorno
oltre l'amore e il tempo

(Manti d’argento poesia tratta dalla silloge I gradi di Orione – Oltre l’amore 2018)

Liriche vestite di delicate sensazioni, in cui trapela tutta l’energia e la passione del suo sentire e la grande voglia di comunicarla. A Oltre scrittura ho il grande piacere di ospitare lo scrittore, poeta, sceneggiatore, paroliere, e molto altro ancora, Alessandro Bellomarini.


INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

Benvenuto Alessandro; mi colpisce molto il tuo vulcanico estro che spazia in tanti settori espressivi: poesia, prosa ma anche musica e teatro. La tua voglia di comunicare appare immensa, quale tra queste passioni è giunta per prima nella tua vita?
Beh, tutto è iniziato quando avevo cinque anni. Mia madre mi regalò un quadernino e mi insegnò a scrivere prima di andare in prima elementare. Nel giro di poco lo riempii con poesie e piccoli racconti. Piano piano, le altre discipline si sono sviluppate come tanti rami dall’albero madre. Ho cominciato a frequentare scrittori, autori, cantautori e registi e di conseguenza ho desiderato approfondire le altre discipline artistiche.

Proietti dice:Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso.” E qui ti chiedo: quanto c’è di reale nei tuoi testi teatrali?

Ti rispondo con un’altra citazione, stavolta di Renato Zero: “questo è il teatro, un gran mercato di bugie dove la gente confronta le sue fantasie”. Mi sono spinto verso questo mondo per mettere alla prova la mia fantasia e confrontarla con le persone che venivano a vedere ciò che scrivevo. Credo a teatro non si possa mentire in maniera accettabile se non si è sinceri.


Se potessi viaggiare nel tempo e parlare con un letterato del passato quale sarebbe e soprattutto cosa gli chiederesti?
Parlerei con colui che ha scatenato la mia voglia di poesia: Giuseppe Ungaretti. Gli chiederei come sono nati i versi di “L’impietrito e il velluto”, la sua ultima poesia prima di andarsene. Bisogna dare importanza alle eredità letterarie che ci sono concesse dai grandi. Di certi lasciti dovremmo soltanto che nutrirci.

Scrivere un libro è scuotere le coscienze, indurle a riflettere; scrivere una sceneggiatura è portare tutto ad un piano più alto, ad un’espressione più reale di ciò che si vuole comunicare. Nelle tue opere c’è un messaggio principe che vorresti arrivasse? Se è sì, qual è?

In ciò che scrivo, anche se frequento spesso storie fantascientifiche e fantasy, dove la realtà potrebbe essere tranquillamente un elemento trascurabile, cerco sempre di rimanere coi piedi per terra e approfondire fattori del mondo di oggi. Il messaggio che cerco di far passare è che il futuro avrà un tanfo fetido se non cominciamo a prenderci cura del presente e portare rispetto per il passato.

Sia nei titoli delle tue opere che nei tuoi lavori teatrali ricorre il tema dell’Universo e qui ti chiedo: credi che siamo tutti interconnessi con l’Universo, che esso spinga alle nostre azioni e pensieri. La comunicazione universale per te esiste?

Vedo L’universo come un enorme manto che avvolge ogni cosa. Siamo tutti sotto la stessa coperta. Le raccolte di poesie che ho scritto hanno un filo invisibile che le lega. Non so se è possibile una comunicazione universale ma è importante lavorarci su.

Oltre alla poetica, anche la musica è un punto importante della tua vita tanto che sei Co-fondatore, insieme a Daniele Volante, dell’etichetta discografica “Scuderia Musicale”, con cui ha prodotto diversi cantanti.  Vuoi raccontarci qualcosa in più?

Il desiderio di provare strade diverse, artisticamente parlando, mi ha portato a conoscere autori, cantautori e parolieri. Uno di questi era Daniele Volante. Abbiamo fondato insieme una piccola etichetta discografica chiamata “Scuderia Musicale”. Da circa cinque anni abbiamo prodotto diversi cantanti. Io in particolare, oltre alla produzione esecutiva, mi occupo della scrittura dei testi.

È uscito da poco il tuo primo romanzo "L'eco del caos-Dimensione A" (2019) Vuoi parlarcene?
Siamo nel 2150 e, misteriosamente, il mondo è ridotto a lunghe distese desertiche e ghiacci sconfinati. Gli uomini rimasti si sono riuniti in tante congregazioni.  Il pretesto di entrare in possesso di una pericolosa arma di distruzione di massa, sarà la scintilla che scatenerà una guerra senza precedenti. Gli uomini, però, non sanno che c’è una forza oscura che li osserva dall'alto e che, in realtà, non sono altre che tante pedine. Un chitarrista rock degli anni ’80 del secolo precedente, scoprendosi un semidio, cercherà di impedire il peggio.  È ’ il primo tomo di una trilogia sci-fi young adult dove fantascienza, fantasy e cyberpunk si mischiano insieme e creano un connubio spumeggiante; il libro, edito da “Progetto Cultura” è ordinabile on line, oppure è acquistabile a Roma, presso la libreria “Mangiaparole” e il “Mondadori Point” di vi Jenner. Mentre a Formia è reperibile presso l’associazione culturale “Fuori Quadro”
.
L’essere umano, fino dall’ antichità, ha esperimentato la bellezza del suo animo proprio creando rappresentazioni teatrali, composizioni scritte o musicate. Oggi però sembra che tutto questo venga messo da parte, sottovalutato, siamo in una fase involutiva?

Credo che anche l’arte faccia parte di un certo mercato e alle volte la bellezza lascia il posto al marketing. Se non vogliamo regole dobbiamo crearci una nostra nicchia e non rimanere confusi se non tutti ci apprezzano. Non siamo in una fase involutiva, ma, come in ogni fase, ci sono dei cambiamenti che non possiamo controllare.

Ogni artista si tempra nel suo vissuto, nell’ incontro e scontro dei suoi sogni e paure; quanto, nella tua carriera letteraria, hanno influito?

Ogni emozione influisce a modo suo in ciò che si scrive. L’importante è non lasciarci sovrastare e rendere questi sentimenti costruttivi. Si può anche rimanere sconvolti, feriti e abbattuti, ma, come un guerriero che in battaglia fa leva sulla sua spada per rimettersi in piedi, bisogno tornare a combattere.

Perché leggere è importante? Un tuo personale appello ai giovani e non.

Per infrangere una regola bisogna conoscerla. I ribelli sono i primi che hanno studiato. Così vale per la lettura. Il mondo deve essere dei ribelli ma per ribellarsi bisogna sapere cosa c’era prima.

Se dovessi definirti in una sola parola quale sarebbe e perché?
Multidimensionale: credo di essere ciò e se in caso non lo fossi lo voglio diventare. Anche in ciò che scrivo cerco di inserirci questo elemento.

Progetti futuri?
Adesso porterò in giro il mio romanzo in un mini tour promozionale. Lo abbiamo presentato a Roma e Formia. Adesso torneremo ancora nella capitale per poi spostarci a Spoleto e a Cerreto Guidi e a Potenza. L’11 Maggio andrà in scena al Teatro degli Eroi di Roma “Pensione Serena” la replica dello spettacolo che ho scritto insieme a Paola Nicoletti.

Ringraziando Alessandro Bellomarini per la sua cortese disponibilità,
vi ricordo il suo SITO e la sua PAGINA FACEBOOK dove potete seguirlo. 


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