mercoledì 27 agosto 2014

Canto alla vita …


Solo il ticchettio dell’orologio scandisce i miei pensieri. Il silenzio avvolge il tutto, accentuando ancor di più, la mia solitudine. La giornata è fredda, piove da ore .Una nebbiolina ricopre i miei amici alberi, le loro ultime foglie stanno cadendo spogliandoli del tutto. Ora, inermi all’inverno imminente attendono il gelo che li ricoprirà, ma loro non hanno paura, sanno che ritorneranno a germogliare in primavera e pazienti accettano il loro destino. Tutto questo mi ricorda la mia anima, anche lei grigia, avvolta dalle nebbia della delusione anche lei attende il gelo che a poco a poco  la sta ricoprendo e come questa pioggia che scroscia violenta sui miei vetri  anche lei stamani piange lacrime profonde,insidiose, lacrime che giungono da una realtà difficile da
accettare.   
Ma poi un cinguettio inaspettato mi desta dal torpore della disperazione, osservo dalla finestra e sulla grande quercia ormai spoglia spicca un pettirosso intento nel suo canto. Vento e  pioggia non lo spaventano, lui canta alla vita forse è un messaggio di Dio che mi sta ricordando che si può cantare anche sotto la pioggia delle delusioni, anche quando il vento de dolore è così opprimente da non darti la forza di andare avanti. Sì,si può cantare e lui lo fa cinguettando gaio nel suo buffo corpicino dal pelo rosso,canta imperterrito senza paura, ha la sua missione: “Vivere”.
 Sorrido all’ inatteso spettacolo e una lacrima calda ricopre  ancora la mia guancia, ma il sapore che ne fuoriesce non sa più di disperazione ma di speranza.     

 Pasero Monica @ diritti riservati            

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