lunedì 26 ottobre 2015

LIBRO OSPITE L’ULTIMO CANTO DEL BARDO DI RICCARDO NORI

L’ULTIMO CANTO DEL BARDO
DI RICCARDO NORI



Cenni di storia reale risalente al 1282, di poco precedente allo Statuto di Rhuddlan, promulgato nel castello omonimo, che sancì il Principato di Galles in favore dell’erede al trono della corona inglese. A ciò si giunse dopo sanguinose lotte interne, con personaggi più o meno noti, manipolati/corrotti dalla corona inglese, nella persona di Edoardo I, allo scopo di creare scompiglio tra le fila di un popolo, già diviso in contee in non buoni rapporti, aumentando così disordini e separazioni.
   Ythyr ap Owain, bardo presso i signori della piccola contea di Deheubarth, al servizio di Dafydd ap Gruffydd, signore del Principato di Gwynedd, da cui il Deheubarth dipende. All’inizio delle ostilità, lascia Levenez e Gwenn, moglie e figlia, in quelle che crede mani sicure. La sconfitta dell’esercito di Dafydd porta, come tributo di fedeltà, al versamento di altro sangue , tra cui anche quello di Levenez e Gwenn. Il ritrovamento dei cadaveri seviziati e smembrati, a mò di sfregio, delle due donne della sua vita, porterà Ythyr alla pazzia; una pazzia che costituirà la dolorosa spinta per la composizione dell’ultimo canto del bardo, che conterrà parole di odio e vendetta per chi ha commesso simili delitti… senza confini temporali.
   In età contemporanea, quella che sembrava un’amicizia a prova di bomba, tra quattro quasi quarantenni abruzzesi, comincia a scricchiolare, soprattutto dopo la morte di uno di loro, di cui si scoprono gli inquietanti effetti della sociopatia che ne domina le azioni. Della sua morte risentono anche gli altri tre. Nel giro di pochi mesi muoiono tutti tranne il più debole del gruppo, che sembra tornare preda di vecchi problemi di carattere psichico, partendo da una strana forma di PTSD. Mentre i suoi amici muoiono, tutti nel giorno in cui compiono gli anni, Michele sembra sprofondare sempre più nei meandri della sua depressione. Tutto ha origine durante un viaggio dei quattro nelle terre degli antichi celti: la verde Irlanda, di cui assaporeranno cibo e cultura, compresi alcuni concerti e manifestazioni sportive, tra cui un’amichevole di Hurling tra le contee di Cork e Tipperary; ed è proprio durante questa vacanza che si palesa la vera indole di ognuno di loro. Lo scopo principale del viaggio è quello di seguire le tracce del mitico musicista irlandese Rory Gallagher, visitando i luoghi culto a lui legati. Il gruppo affitta un’auto a Dublino e si dirige, guidando attraverso le varie contee e godendo degli ameni paesaggi irlandesi, verso Ballyshannon, dove assisteranno al Rory Gallagher International Tribute Festival. Da qui ripartiranno alla volta di Cork, per poi, dopo una sosta di alcuni giorni, compiere la parte finale del viaggio, di nuovo verso Dublino. È proprio qui che ha inizio ciò che sconvolgerà la loro vita: in preda a droga e alcool, i quattro uccidono una ragazzina gallese, le origini della cui famiglia riconducono  a quello che in famiglia viene conosciuto come Ythyr Ysbryd Drwg, o spirito cattivo. Negli ultimi istanti prima del sopraggiungere della morte, la ragazza invoca il suo antico avo, recitando i versi di una filastrocca risalente al 1283 (l’ultimo canto del bardo).
   Solo dopo dieci anni si avvera ciò che la filastrocca precedeva, coinvolgendo in varia misura gli esecutori dell’omicidio.
   Molti flashback chiariranno gli eventi in atto.
   Ad essere coinvolti saranno l’inviato dal Ministero Giacomo Marchetti, ed il suo collaboratore Vincenzo, a cui si unisce Marzia, la donna di Giacomo, che affiancheranno gli esperti uomini dell’UACV nel tentativo di districare la complicata vicenda.
   Solo dopo innumerevoli rischi si riesce a trovare il bandolo della matassa: è Michele l’esecutore degli omicidi che, così come precedeva l’antica maledizione del bardo, in preda alla follia compie la vendetta, di cui saranno vittima il fratello pusher della ragazza gallese, che inizialmente mirava a ricattare gli esecutori dell’omicidio della sorella, venuto in Italia insieme ad una delle vittime del suo spaccio; anche la sorella di Michele, Antonella cadrà vittima della follia del fratello, così come la psicologa che di lui si era occupata negli ultimi dieci anni, quella Siobhan che, grazie alle sue origini irlandesi, aiuta Antonella e Marzia a fare luce sulla vicenda nata dieci anni prima tra pinte di birra e Benzodiazepine, quelle che vengono definite droghe da stupro. Quando la vicenda sembra orma impossibile da districare, Giacomo e Vincenzo scoprono il segreto di Michele; in gioventù aveva subito trattamenti sia farmacologici che terapeutici, volti a sopire la sua natura sociopatica: una natura che gli eventi sembrano aver risvegliato.
   Solo un fortunato evento permettere a Marzia di uccidere Michele, confuso dall’abbigliamento bianco della donna che richiama la veste tipica dei druidi,  e dal falcetto che impugna, il falcetto appartenuto a Ythyr in persona; un’esitazione fatale che le permette di colpire con il falcetto stesso, simbolo di purificazione, come annunciato nella stessa filastrocca, mentre Giacomo giace a terra colpito quasi a morte dalla katana che Michele ha utilizzato sin dal primo omicidio, e che ha fuorviato le forze dell’ordine che indagavano sul caso.



Biografia autore
Riccardo Nori compie i suoi studi presso l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato (IPSIA) di Teramo dove, grazie alla sua insegnante di Italiano, la professoressa Carmen Cerroni, si appassiona alla lettura prima e alla scrittura poi.

Si inserisce nel mondo del lavoro, nei periodi estivi, già all’età di 14 anni, cominciando come scaricatore ai mercati generali della frutta a Teramo, poi come cameriere, proseguendo con brevi contratti in fabbriche locali, oltre all’assistenza agli anziani, impiego compatibile con l’esperienza maturata durante il servizio civile presso la Piccola Opera Charitas di Giulianova, un centro per portatori di handicap.
Le esperienze lavorative sono tante e varie, tra cui spiccano le mansioni come Istruttore in palestra, grazie al diploma CONI-FIPCF.
Gli hobby sono la lettura, lo sport, la musica.
Per quanto riguarda le pubblicazioni, nel 2012 pubblica L’Arcaico Anatema, e successivamente partecipa a raccolte con poesie e racconti.

Già pronte nuove pubblicazioni.

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