martedì 29 marzo 2016

A Oltre Scrittura il Maestro Emanuele Pedrini, intervista a cura di Monica Pasero

 






E quando le sue mani danzano
 la musica viaggia
 nella giusta direzione…



Quando si apre il sipario di un teatro e protagonista è la musica classica, ci si ritrova catapultati in un mondo fatto di “storia“ …  in quell’ istante nell’ aria, non si amalgamano semplicemente note che tra archi, legni, ottoni e percussioni  creano “Melodia”, ma  v’è molto di più… in quegli istanti  tutto conduce a respirare sonorità lontane, emerge la  bellezza dellacultura musicale che sfocia alle origini della “Classica”.  In questi teatri, senza tempo, si rivive, grazie alle voci e mani di esperti musicisti, la storia della musica creata dai grandi compositori di ogni dove. Ma per dare vita alla sinfonia perfetta, oltre al talento, lo studio e la passione, occorre anche che la guida sia eccelsa.  L’ospite di oggi, oltre alla sua voce che giunge a emozionareplatee internazionali, porta la sua professionalità anche tramite i gesti e movenze con cui accompagna esibizioni di alto livello. Una guida indispensabile che segue con maestria ogni passo, conducendo gli orchestrali  ad  una  perfetta sintonia. E oggi porta il suo entusiasmo e la sua grande esperienza artistica nel mio blog.  A Oltre scrittura sono felice di ospitare il Maestro, direttore d’orchestra e solista  Emanuele Pedrini.


Ringraziandoti di essere qui, parto col chiederti: Emanuele Pedrini  classe 1972 e già tanta strada, tanti passi e traguardi raggiunti. Il tuo percorso è ampio e improntato sull’esigenza di migliorarsi e allargare i propri orizzonti.  Qual è stata la molla che ha spinto la tua vita in questa direzione?

Innanzitutto grazie a te Monica per questa bella opportunità che mi offri di raccontare il mio percorso artistico qui tramite le pagine del tuo blog. La molla che ha spinto la mia vita in questa direzione e stata la presenza di entrambi i miei genitori che ringrazio infinitamente per l'avermi inoltrato e iniziato all'ascolto e al gusto della cosiddetta musica classica fin in tenera età, infatti da quella molla si è poi sviluppato in me un sempre più convinto e costante interesse e uno studio profondo per la musica in generale e per la classica in particolare


Origini livornesi le tue, proprio come il compositore Pietro Mascagni  che la sorte, a distanza di secoli,  ha  portato in  un certo senso  sul tuo cammino, catapultandoti  in una sua opera  “Cavalleria rusticana” dove  nel ruolo di Alfio il carrettiere,  hai ricevuto grandi soddisfazioni e onori  e qui  ti  chiedo: quest’ opera in cui si evidenzia l’ onore,  la passione e la gelosia umana  nei passati millenni, può ancora ritenersi attuale, portandoci  alla riflessione sulle nostre debolezze ?


Vado fiero e orgoglioso delle mie origini toscane, ho trascorso parte della mia infanzia a Livorno in compagnia dei miei nonni materni, amo ancora tanto la mia città natale e forse doveva quasi essere un percorso obbligato, un segno del destino l'avere debuttato, nell'opera lirica, un ruolo principale completo nel nome di Alfio nella Cavalleria rusticana di Mascagni. Il ruolo del carrettiere geloso è sempre attuale, gli omicidi passionali e i femminicidi per gelosia sono purtroppo ancora all'ordine del giorno, dunque ritengo che Cavalleria sia un'opera super attuale.

Riallacciandomi sempre alla “Cavalleria rusticana” che prima d’esser opera è una delle più note novelle del “Verga”, ti chiedo: quanto è importante secondo te l’unione  delle  parole alla  musica?   Ilmessaggio in un’opera lirica dovrebbe avere la stessa valenza che ha in un buon libro? 
  
 La parola nella musica lirica è fondamentale, l'opera è come un libro raccontato con la voce umana, io raccomando sempre ai miei amici, prima di ascoltare un'opera lirica, di leggere sempre il libretto e la trama, di modo che quando vengono a teatro, seguiranno l'opera come fosse un bellissimo film.



La tua esperienza artistica ti porta spesso a viaggiare ed esibirti in vari Teatri internazionali, tra i tanti luoghi europei visitati, quale tra tutti hai lasciato un po’ del tuo cuore?

Personalmente i miei ricordi sono legati ad una produzione di Aida in cui partecipai a Parigi nel 1994, dico Parigi perché è una città che amo molto e che conosco bene, purtroppo in questi ultimi tempi è stata violentata per i ben noti fatti di cronaca nera.  
Nel 2004 divieni uno dei soci  fondatori dell’associazione culturale “Quodiblet “ di cui ne sei direttore artistico e musicale, come nasce questa nuova realtà? Quali sono i vostri scopi?



Lo scopo principale dell'Associazione Musicale Culturale QUODLIBET è quello di promuovereconcerti sinfonico-corale autoprodotti e autofinanziati cercando di diffondere nel territorio l'amore e l'interesse verso le composizioni, i repertori e gli autori di musica classica.

Hai avuto modo di stare al fianco di Maestri di alto livello cito il Maestro Marco Faelli Giovanni Andreoli e ti chiedo: quanto è importante la guida per un giovane in questo ambito? L’esempio può far aumentare o scemare una passione?


L'esempio dei grandi Maestri è assolutamente fondamentale per l'apprendimento del mestiere da parte del giovane che vuole intraprendere una determinata carriera, ma credo che questo valga per tutti i mestieri.



Da quanto leggo, la tua esigenza di migliorarti è molto sentita in te, per giungere a tali livelli, credo che tu abbia lavorato tanto e fatto molti sacrifici anche nel tuo stile di vita. Cosa diresti a un giovane che sogna una carriera come la tua?

Ai giovani dico di avere tanta pazienza e tanta umiltà nello studio della tecnica e nell'ascoltare i consigli dei propri maestri.

C’e magia a musicar un canto, a comporre sonorità, come a muover mani che uniscono in un  olo corpo tante menti e cuori alla musica? Per fare tutto questo dai merito allo studio e alla tecnica o alla tua innata passione?


Direi che sinceramente ci vogliono tutti e tre gli elementi da te citati,l'innata passione diciamo che non guasta mai,lo studio e la tecnica invece sono come l'aria che respiriamo e il cibo di cui ci nutriamo quotidianamente,non si può e non si deve MAI smettere di studiare con umiltà e passione.

Ultima domanda di rito per il mio blog, quanto è importante nella tua vita il sogno?

La mia vita è una concatenazione di sogni,alcuni si avverano,altri no, altri devono ancora avverarsi...io ci credo... Grazie


  E sono io a ringraziarti,  ricordando ai nostri lettori  di  ascoltare il Maestro  su you tube  Cliccate qui il link  


 Visitate il sito di QUODIBLET per conoscere meglio il Maestro Pedrini,

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