mercoledì 19 ottobre 2016

Vivian di Mariagrazia Niccolini recensione a cura di Monica Pasero

 Il non amarsi abbastanza spesso conduce a fuggire da determinate situazioni  per rinchiudersi nuovamente in altre anche peggiori.
“Proprio come in una torre” (cita l’autrice.) La torre in cui spesso ci si nasconde, e quel rifugio che doveva salvarci diviene la nostra prigione. La nostra trappola fatta di silenzi, di parole non dette, di opportunità mancate. Di timore di esser protagonisti del nostro cammino, affidando  così  a terzi
i nostri giorni. Dimenticandoci dei nostri sogni, desideri, tutto per paura di essere semplicemente noi  stessi. Non andiamo bene! Non andremo mai bene!  E quanti vivono questa sensazione di essere invisibili, seppur presenti in tutto, tranne che alla loro vita. Annullati in un meccanismo fatto di routine, di  rapporti consolidati dal tempo, ma quasi mai dal cuore. Dalla paura di rimanere soli, di non essere capaci a vivere.  L’autrice ci porta a conoscere questa realtà raccontandola  in pagine che appaiono strappate da un diario.  Il linguaggio utilizzato è semplice, quasi, parlato, una scrittura senza fronzoli, ma che arriva pulita al lettore. Un testo scorrevole che  appare scritto da un’adolescente, si  avverte in queste pagine la semplicità, la purezza di ciò che sta animando la sua penna e questo porta a una  lettura fluida e alla portata di tutti. Una storia apparentemente come centinaia di altre, ma che svela, rivela, riporta alla luce l’importanza di ribellarsi per la propria felicità spesso sopita, dimentica da una vita che non fa sconti che porta a pensare che non meritiamo nulla, ma poi arriva un giorno, un sorriso, una parola che ti cambia e senti  il cuore battere ancora… forse c’è ancora vita da scoprire in te! Forse vali!  Vivian  vale ed  tempo che riprenda in mano la sua vita.
 I libri hanno molti scopi il più bello di tutti è la testimonianza e Vivian racconta che c’è sempre una via d’uscita se si crede in se stessi.  Buona lettura!
Monica Pasero
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