domenica 16 luglio 2017

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Selpùveda recensione a cura di Monica Pasero

                                               “Vola solo chi osa farlo”
  

La vita è un incontro di situazioni e persone che sono destinate al nostro cammino e concatenate, affinché tutto si compia … Proprio come avviene in questa delicata storia di solidarietà tra specie animali, in cui vediamo protagonista una gabbianella e una banda alquanto bizzarra di gatti di Porto, che si troveranno complici per portare a termine una “ grande promessa”.
Prendi un gatto grosso, grosso, affidagli un uovo e digli che dovrà insegnargli a” Volare”.
“È terribile è terribile!” direbbe Diderot ( uno dei protagonisti di questa narrazione) e concordo con lui: un bel dilemma! Come fai a chiedere ad un gatto di covare un uovo e poi insegnare a volare al piccolo nascituro?
La natura gli imporrebbe quasi di mangiarselo il piccolo pulcino. Ma nella fantasia, si sa, non ci sono barriere,  né ragione  che tenga e tutto può davvero accadere e così Zorba gatto ingombrante  e con un grande cuore, si occuperà del piccolo uovo ricevuto da una gabbiana morente giunta della acque inquinate del Mar del Nord, che come ultimo atto d’amore donerà la vita.
Zorba farà una promessa alla sfortuna Gabbiana, ignaro del grande impegno appena ricevuto. In suo soccorso giungerà il suo branco, perché gli amici non si lasciano mai soli nel momento del bisogno.
Questa è la storia di una grande amicizia che annulla ogni differenza, in cui solo i sentimenti creano equilibrio; un’amicizia che va oltre gli schemi a noi noti e porta ancora una volta a riflettere che spesso le barriere, le regole preposte in questo mondo, dal cuore non sono mai state davvero contemplate.
L’autore è riuscito a realizzare una storia di grande bellezza e simpatia; ogni passaggio vi farà senza dubbio scappare un sorriso. Idealizzare questo strano gruppo di amici, tutti alquanto singolari; ogni personaggio mi ricorda una peculiarità umana dal Colonello, capo del branco, il solito despota che alla fine non combina nulla. Al Segretario che volente o nolente è lui il braccio e la mente dell’operazione.  E poi che dire di Diderot il gatto che legge le enciclopedie e cerca ogni risposta in un libro.
I personaggi in questa narrazione sono davvero tanti e tutti descritti magnificamente; l’autore umanizza ogni animale come se volesse far comprendere meglio il messaggio e l’esempio che essi portano in questa storia.
La lettura è semplice, spontanea e arriva il cuore spedita come una carezza decisa che scuote le nostre spesso dormienti coscienze; un testo forse nato per i più giovani ma credo di grande bellezza per ogni età.

Ma torniamo alla domanda che tutti ci poniamo: ma come fa un gatto ad insegnare a volare ad una gabbianella?  E dopo tanti insuccessi Zorba giunge alla conclusione che solo un essere umano potrebbe aiutare la piccola amica a volare; ma chi tra i tanti umani di Amburgo  potrebbe conoscere la soluzione a questo enigma? E qui    sapiente l’autore  decide per  un poeta; perché in fondo solo chi vola con l’anima potrebbe  insegnare a volare…  Ci riuscirà?
Se c’è una cosa  in cui l’uomo sorprende sempre è la  sua capacità di scrivere  storie  così belle e  piene  d’ amore da poter pensare che  se riscrivesse  il suo mondo e utilizzasse lo stesso sentimento in cui descrive i suoi personaggi e le  azioni renderebbe questo Pianeta  un vero paradiso, ma  purtroppo si sa che  le belle storie solitamente vengono realizzate  solo per  fantastiche letture  e il libro, che ho appena terminato, posso confermare che lo è!
Zorba e  la  gabbianella Fortunata insegnano che le differenze,  quando ci si vuole bene, non esistono e che la solidarietà è un vento buono che spazza via ogni incomprensione e diffidenza.
Questa non è semplicemente la storia di un volo questa è la storia di come amarsi senza preconcetti, porta tutti noi a volare.
Monica  Pasero




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