martedì 2 aprile 2019

HANNO INVASO LA SVIZZERA, IL NUOVO LIBRO DI MASSIMO BERNARDI


 
 OLTRE SCRITTURA SEGNALA
HANNO INVASO LA SVIZZERA
 DI MASSIMO BERNARDI


Introdotta da tre pagine scritte da nientedimeno che Dino Buzzati, questa singolare raccolta di racconti si divide in due parti: "The bright side of the moon" e "The dark side of the moon", rispettivamente il lato luminoso e quello oscuro della luna. L'autore si lascia andare, avvolto dalla luce della luna, a racconti onirici in cui regnano il nonsense e l'assenza di nessi logici. Riflette poi sui modi assurdi con cui le persone possono sparire senza lasciare tracce e sulla presunta casualità con cui la vita ci pone davanti a strani simboli, segnali o coincidenze. Il lato buio della luna, invece, porta l'autore ad abbandonarsi all'introspezione, lasciandosi sfuggire impressioni fugaci o abbagli, allucinazioni e urla silenziose, in un dialogo interiore intenso e confuso.

PRESENTAZIONE DI"HANNO INVASO LA SVIZZERA"
 Leggendo il titolo di questo libro si potrebbe essere indotti a pensare -erroneamente- alla storia di un'inedita guerra nel cuore pacifico e neutrale dell'Europa. In realtà "Hanno invaso la Svizzera" è solo uno dei circa settanta racconti brevi, un frammento di tante storie diverse, un messaggio volutamente ironico per suggerire una leggerezza d'insieme, un'evasione verso l'assurdo e il bizzarro. Ma è anche l'immagine fugace di un sogno, uno dei tanti sogni che caratterizzano tutta la prima sezione della raccolta.  
Il libro è suddiviso in due parti, a loro volta divise in sezioni. Nella prima parte, il cosiddetto "lato luminoso della luna" -parafrasando un noto album dei Pink Floyd- abbiamo una lunga serie di "sogni d'oro", storie oniriche senza capo né coda che potrebbero essere altrettanti sogni che si fanno di notte. A seguire storie di gente che scompare all'improvviso, volutamente o no, senza lasciare traccia di sé. Infine storie su come il caso a volte possa giocarci strani scherzi, coincidenze che fanno riflettere sul mistero della vita. Tutte narrazioni dove la fantasia è protagonista assoluta, declinata in mille maniere diverse. Nei racconti ho volutamente ripetuto oggetti, personaggi e situazioni, come a richiamare indietro il lettore a cose già lette prima e a suggerirgli una specie di continuità tra le diverse storie. Ed ecco allora che i palloncini colorati, le bambine con le trecce, le spiagge normanne dello sbarco, le ciminiere fumanti delle fabbriche -solo per citarne alcune- ritornano a più riprese. In particolare sono proprio le fabbriche del passato (e quindi tutto l'armamentario di archeologia industriale: villaggi operai e antiche filande, allevamenti di bachi da seta, macchine per la cardatura e la follatura della lana, scuole e giardini per i figli degli operai voluti dalla lungimiranza paternalistica dei padroni, e via dicendo) ad affiorare quasi in ogni pagina, come un leit-motiv volutamente  ossessivo. Aleggia comunque in tutta questa prima parte -insieme ai momenti introspettivi e malinconici- uno spirito di leggerezza, di pacata ironia che sfocia a volte nel divertimento.
Nel "lato oscuro della luna", ovvero la seconda parte, le atmosfere virano decise verso l'arcano, il mistero e l'inquietudine. È un ulteriore passo verso i territori profondi dell'inconscio sempre più inesplorati. Non più la scrittura lineare, colloquiale, comprensibile della prima parte ma una scrittura ardita, sempre più rarefatta e ripiegata in sé stessa come una spirale, come serpente che si mangia la coda in cerchi sempre più stretti. E allora ecco non più racconti compiuti ma visioni crepuscolari appena abbozzate, apparizioni nella nebbia, abbagli nel buio della notte dove è facile smarrirsi. Fino a quell'esplosione finale di piccoli fuochi d'artificio lanciati in orbita, "parole nello spazio" che paiono brevissimi messaggi cosmici, ardite stele di Rosetta da far decifrare a ipotetiche creature siderali.

BIOGRAFIA  AUTORE

Massimo Bernardi è nato a Modena, dove tuttora vive, nel 1970. È laureato in Biologia ma le sue passioni sono sempre state la scrittura e la fotografia.
Ha pubblicato cinque libri di narrativa: Hanno invaso la Svizzera (Ensemble 2018), Mandala (Sensoinverso, 2016), Appuntamento alla fortezza (Zerounoundici, 2013), Letturista per caso (Zerounoundici, 2012) e Onjrica (Oppure, 2001). Alcuni suoi racconti sono usciti su riviste e antologie. Ha collaborato per alcuni anni con il Laboratorio di Poesia di Modena in qualità di redattore e autore di testi per la rivista di poesia Steve. È autore di alcune sceneggiature per cortometraggi e lungometraggi (tra le quali Il regalo più bello, menzione speciale al Busto Arsizio Film Festival 2004). Utilizza tecniche miste per elaborare immagini fotografiche, e compone sequenze di immagini insieme a testi poetici. Ha esposto le sue foto in numerose mostre personali e collettive, tra cui il Museo a Cielo Aperto a Camo (CN) (2013), la rassegna Phot'out a Torino (2014) e tre edizioni di Fotografia Europea a Reggio Emilia (2011, 2013 e 2015). Si interessa  anche di arte.
e mail: massimoberna@libero.it

pagina Instagram: massimo.bernardi
 


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