martedì 4 novembre 2014

Il golfo e la mano di Dio di Monica Pasero





  Brano inserito nell’ antologia “Non per depredare ma per restituire”Edizioni Stravagario,  nata grazie al "Premio Dragut"

Il golfo e la mano di Dio di Monica Pasero


«Nonno, nonno: hai fatto tu quel disegno?» chiese Emma strattonando l’anziano che sonnecchiava sulla vecchia poltrona.
Il vecchio si destò e osservò il disegno incorniciato poi, sorridendo alla piccola, rispose: « No tesoro, lo ha fatto un pittore con la mano di Dio!» Emma riguardò il disegno poi nuovamente il nonno che nel frattempo aveva richiuso gli occhi. Non comprese e facendo spallucce tornò spensierata a giocare in giardino.
 L’anziano, sorridente , sbirciò nuovamente il quadro e si tuffò nei suoi preziosi ricordi….
E come se fosse ieri. Rammentò quel profumo di salsedine che mi riempiva i polmoni, mi rivedo ragazzino a rincorrere il vento sulla spiaggia della mia bella terra campana in cui trascorrevo le mie estati. Era mattina presto, solo i gabbiani disturbavano il mare che calmo accompagnava la mia corsa. In cerca di conchiglie. Correvo spensierato, come i miei dieci anni é li, che lo incontrai ed è lì che tutto cambiò.
Mi colpì fin da subito quel vecchio seduto su uno scoglio, innanzi al golfo di Napoli.Tra le mani un gessetto e un blocco sulle ginocchia. “Un pittore“ pensai. Intimorito, arrestai la mia corsa, temendo che il rumore dei miei passi potesse distoglierlo dal suo creare. Pian piano mi avvicinai: la curiosità fu troppa.

«Mi scusi posso… »sussurrai osservando l’anziano che calmo, senza voltarsi, rispose: «Vieni qui vicino a me, fammi compagnia!» Mi feci coraggio e gli sedetti accanto sbirciando sul suo blocco e i suoi bei gessetti colorati. Osservai lo schizzo che pian piano prendeva vita grazie alle mani di quell’ uomo. Ero cosi affascinato nel vederlo disegnare ed entusiasta, che senza più timore dissi: «Disegna molto bene!»
 L’uomo sorrise e, continuando a tenere gli occhi bassi sul suo blocco, rispose: «Grazie ragazzo, tu sai disegnare?» Ci pensai, «Veramente no: in disegno sono una vera schiappa!- poi, osservando la bellezza di quei tratti, continuai: Lei signore è un artista non certo io! »
 L’uomo mi sorrise e disse ancora: «Siamo tutti artisti e te lo dimostro»
 Incuriosito, attesi
 «Cosa ho disegnato?» chiese.
 Mi sorpresi per la domanda, ma risposi: «Signore ha disegnato il mare azzurro pieno di sfumature, talmente limpido e lucente da sembrare vero!»
 « Bene ragazzo, e chi è che ha creato il mare: la mia mano o quella di Dio?»
 Ci pensai su poi risposi:  « Dio ha creato il mare poi lei lo ha disegnato»
 «Ora dimmi. Che vedi ancora su questo disegno?»
 « Vedo il Vesuvio in lontananza, e poi un cielo azzurro punteggiato da un volo di gabbiani.»
 « E dimmi ragazzo chi ha creato il Vesuvio, il cielo e i gabbiani: la mia mano o la mano di Dio?»
Io ancora risposi : «Dio, signore e poi lei lo ha disegnato.»
«E dimmi, ancora, ragazzo v’è altro ancora su questo foglio?»
 Guardai bene scostando dei gessetti che lo ricoprivano in parte e dissi:
 «Sì, signore: v’è un bambino che corre sulla spiaggia e a dire il vero un po’ mi somiglia!»
 « E dimmi chi ha creato questo bambino: la mia mano o quella di Dio?»
 « Dio e poi la sua mano,signore,lo ha disegnato.» Ripetei ancora.
 Per un attimo solo il rumore delle onde accompagnò i nostri battiti. Intanto il vecchio terminò il disegno con piccoli ritocchi.
 Assistetti in silenzio al suo lavoro. D’un tratto strappò il foglio dal blocco e me lo porse voltandosi. Fu allora che lo vidi, il mio cuore sussultò: i suoi occhi erano senza pupille, lui non ci vedeva!
 Con tutta la forza che trovai chiesi: «ma come ha fatto a disegnare?»
 E lui ancora rispose: «Chi ha creato tutto questo la mia mano o quella di Dio?» e io allora capii.
 Il vecchio si destò dal suo ricordo, si alzò dalla vecchia poltrona affacciandosi alla finestra vista mare. Il sole già alto illuminava il golfo ricoprendolo della sua calura estiva, nei pensieri il ricordo di quel dono insperato e nel cuore la consapevolezza che anche il suo golfo: la sua terra natia era lì, per mano di Dio.

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