domenica 24 gennaio 2016

Libro ospite Sospiri d'inchiostro di Flowers e Damian kant

Libro ospite
 Sospiri d'inchiostro 
di Flowers e Damian kant

 Esiste un canone preciso che stabilisce quale sia la sessualità corretta in un rapporto di coppia ?  Il  Tradizionale storce il naso al  Trasgressivo  spesso marchiato,  in questo modo, dalla forte chiusura mentale di alcuni che vivono il sesso come qualcosa di sbagliato  il famoso “tabù”       
L’amore, la sessualità sono libere espressioni di corpi, di anime che si ritrovano lungo lo stesso cammino, si riconoscono,  si annusano, si studiano e alla fine si vogliono.  Qui scatta l’eros, il quale  deve essere  libero d’esprimersi come meglio richiedono i nostri istinti.  Il miglior modo, per  avere una vita sessuale soddisfacente,  è proprio quello di  non reprimere le nostre fantasie, ma condividerle con il nostro compagno e vivere il gioco, l’intesa che  influirà  positivamente  sul  nostro benessere pisco fisico.  
 Sospiri d’inchiostro nasce con la consapevolezza che gli argomenti trattati non saranno  del tutto condivisibili,  molti  penseranno a  una regressione nella libertà femminile.  La donna resa schiava per amore, solo  la parola  li farà  irritare, ma qui di schiavitù  e di violenza sulle donne  non se ne parla proprio!  In queste pagine la donna vive liberamente la sua sessualità con gioia, sembra un contro senso,  ma  non è mai stata cosi libera come in  questo suo ruolo da slave.

Prologo
Ottobre 2012

Intorno a lei, il buio! Seduta su quella sedia aspettava il suo arrivo e a ogni flebile rumore il cuore accelerava i battiti. Sapeva che lui sarebbe arrivato e giunto il momento, dove lei sarebbe stata “Sua”. Totalmente!
«Apparterrò a Lui» pensò, ansimante. Le sue fantasie si susseguivano, la razionalità non trovava più alcuna spiegazione logica sul perché fosse in quella stanza e sul motivo che la teneva inchiodata a quella sedia.
La sua lucida follia invece sapeva e con lei attendeva il corso degli eventi. Erano passati una decina di minuti da quando era entrata in quella stanza, abituandosi alla penombra. Aveva seguito scrupolosamente le indicazioni scritte sul biglietto trovato all’ingresso. Si era spogliata, indossato una camicia bianca e tolto la biancheria intima, rigorosamente nera e lasciato  le  scarpe nere con tacco, appena acquistate, come da lui richiesto. Aveva eseguito le istruzioni senza fiatare, in fondo, era ciò che voleva: “Obbedire a lui”. Il suo corpo tremava, forse per il freddo o per quell’attesa sfibrante: non le era mai piaciuto aspettare e lui lo sapeva, ma faceva parte del gioco. I capezzoli, ormai duri come rubini, premevano contro la morbida stoffa della camicia, quasi a volersene liberare. Doveva stare calma! Tutto avrebbe avuto luogo, ogni cosa doveva avere un suo tempo. Ora era quello dell’attesa, della fantasia in cui la sua mente vagava e in quel buio che la circondava, evocava i demoni della lussuria, misti a quelli della sua ancor innata ingenuità. Voleva veramente servirlo? Sarebbe stata pronta a soddisfare ogni sua richiesta? O meglio, a soddisfare se stessa, la sua parte più scura, bramosa di sensazioni, emozioni, così affamata e avida?  In cuor suo sapeva che era così, ciò che desiderava era essere la sua “schiava”. Il ventre si scaldò mentre assaporava quella parola e il centro del suo piacere cominciò a inumidirsi. Ripercorse per un attimo i mesi passati, quando la sua vita mutò radicalmente. Tutto ebbe iniziò quel giorno di quasi un anno prima …

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