mercoledì 4 settembre 2019

Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll (versione integrale 1865)



Il nonsenso, apparente, di un capolavoro senza tempo.


Alice nel paese delle meraviglie è un testo apparentemente privo di senso e forse non è un libro ideato solo per i bambini! Questa è la storia di Alice, una bambina, alquanto saputella, che cadrà in un lungo sonno dove vivrà situazioni e personaggi in cui la sua razionalità sarà seriamente compromessa; ma in fondo i sogni sono colmi di stranezze, il nostro inconscio regala a tutti noi sogni spesso illogici…  

Tra queste pagine si susseguiranno personaggi, quasi tutti del regno animale, ognuno con una storia da raccontare…
Alice dibatterà saccentemente con un ognuno di loro, convinta di posseder ragione … ma nel paese delle meraviglie la ragion non regna.  
E come potrebbe una bambina discorrere di qualsiasi argomento con un ratto, un colombo, un ghiro, un gatto invisibile, un bruco o una carta da gioco, per dirne alcuni, se non fosse che, catapultata, in un mondo ove il razional pensiero non vige?
Oltre alla mutevolezza dei suoi pensieri, anche Alice muterà crescendo e rimpiccolendosi, diverse volte nella narrazione, corpo e mente assumeranno forme e stati assolutamente impensati.
Una scrittura scorrevole, irruenta che come un fiume in piena tracima, spingendoci da un versante all’ altro della storia, lasciandoci spesso basiti dall’ assurdità che manifesta in certi passaggi, dai suoi dialoghi oltre ogni logica in cui l’incomprensione si tramuterà, spontaneamente, in ragionevolezza più ci addentreremo nella lettura.
Per una buona lettura, raziocinio e voglia di comprensione andrebbero dimenticati, vi sarà tempo alla fine per aprire in noi possibili riflessioni.   
Sembrerebbe, appunto, una lettura strampalata, priva di senso, scritta per allietare i bambini, forse di epoche lontane dalle nostre, oggi divertiti dalle nuove versioni cinematografiche; ma questo libro, a mio parere, porta davvero diversi spunti di riflessione. 

Nelle prime battute la piccola Alice è incuriosita da un coniglio bianco che corre trafelato, ha fretta, molta fretta: questo scaturirà nella piccola la voglia di sapere dove sta andando. La forza di inseguirlo, in un mondo a lei ignoto, sconfiggerà in lei la paura. In fondo tutti noi spesso rincorriamo una persona o un’idea se davvero ci colpisce e solamente se ha quella particolarità che fino ad ora non conoscevamo… 
Leggere Alice nel paese delle Meraviglie è come aprire la nostra mente, lasciarla libera dai soliti schemi imposti, apprezzando la vastità di pensiero, accogliendo in noi l’impossibile, perché nel Paese delle Meraviglie dell’impossibile non se ne è mai sentito parlare.

Monica Pasero






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