giovedì 29 dicembre 2016

PAGINE BIANCHE DI GUIDO GIANNINI

OLTRE SCRITTURA SEGNALA 
PAGINE BIANCHE DI GUIDO GIANNINI
Tra pagine bianche e pensieri ancor da scrivere si svela questa silloge, ove si mescolano ricordi dolci e amari. Riflessioni, pensieri di un uomo che con purezza e assoluta genuinità, mette a nudo la propria anima, riportando su carta un po’ di lui del suo modo di essere e di vivere… Ogni lirica conduce alla naturalezza, nel suo scorrere da pagina in pagina, fuoriescono paure, speranze, amori e patimenti dell’autore. Stati d’animo tramutati in versi a volte semplici in altri casi complessi, un po’ come la vita in fondo. Una penna originalissima la sua, in cui la libertà d’espressione è primaria. L’essere se stessi regala a queste pagine l’autenticità della poesia, quella che spesso si sottovaluta, quella scritta d’impeto, di getto, di cuore, senza timor di evadere dai canoni prefissati. Ecco, Guido ha voluto omaggiare queste pagine dell’ intima bontà di uomo, del suo grande cuore, riportando con umiltà il suo essere umano, le sue fragilità, insicurezze, ma anche i suoi sogni e consapevolezze, ripercorrendo così ricordi, bisogni, aspettative e rimpianti di un’intera vita. La sua grande voglia di lasciare il suo pensiero impresso su carta, lo porta a realizzare questa silloge, dove poter ricordare, vivere ancora e condividere con voi quelle emozioni a lui tanto care.
Prefazione di Monica Pasero.

PER ACQUISTARE CLICCATE QUI

Ci sono momenti nel corso della tua vita che ti segnano nell’animo, lasciando tracce indelebili in ogni tuo agire, in ogni tuo incontro, in ogni percorso tu scelga di compiere.
Pur con tutti gli sforzi che tu possa fare per rimuoverli o per esaltarli, sarà una lotta impossibile se non li affronti in sincerità e lealtà con la tua energia vitale, prendendoli di petto fisicamente e spiritualmente in un rapporto interpersonale ed introspettivo.
La poesia ti aiuta in questo cammino, ma non può fare, né essere tutto.
Alla fine di questa silloge ho voluto porre alcune PAGINE BIANCHE in cui potrai lasciare, se vorrai, i tuoi pensieri giunti dal tuo cuore.
Così come io ti ho svelato una parte di me, sarò ben lieto di conoscere qualcosa di te, quasi a lottare e vincere insieme in uno spirito solidale.

 Guido Giannini

martedì 27 dicembre 2016

PINOCCHIO ABITA A GORGONZOLA DI LUCIANO DE GIORGIO Recensione a cura di Monica Pasero



La peculiarità di questa lettura forse è  proprio  che  racconta  una storia fantastica in un contesto prettamente reale, comprovato da luoghi ed eventi contemporanei e passati.
Più che una novella la definirei un’originalissima guida turistica alla riscoperta del nostro Bel Paese delle sue tradizioni, della sua storia degli  usi e costumi locali spesso  oggi dimenticati.
In questa narrazione il protagonista indiscusso è Pinocchio. Tutti noi chi più chi meno ha sentito  parlare del caro e amato burattino e delle sue avventure. In fondo è o non è il burattino più amato nel mondo?

In questa storia diviene quasi una razza parallela, la sua, a quella umana e tra queste pagine ci imbatteremo in tanti  altri Pinocchi sparsi qua è là per la nostra penisola, ma il nostro Pinocchio, giustamente come il suo autore, giunge da una cittadina ben precisa che è Gorgonzola ed è da qui che partiranno le avventure di questo essere irreale, ma a dire il vero, più umano di molti di noi, che inconsapevolmente e grazie alle sue numerose vicissitudini  farà da Cicerone al lettore portandolo alla scoperta di luoghi, usi e costumi della tradizione Italiana. Da Nord a Sud, l’autore trasporterà  il lettore a vivere questa narrazione sotto due aspetti, in primis la parte romanzata dolce, delicata della favola di  Pinocchio il suo amore per Pinocchia, gli amici e le sue  fantastiche avventure e poi la parte più esplicativa,  più curiosa dove entreremo a conoscere la storia di  luoghi e  personaggi legati al mondo di Pinocchio, dal suo ideatore Collodi  a tanti altri, fino a scoprire così  aspetti curiosi e spesso non noti della nostra Bella Italia.


 La penna di Luciano De Giorgio  scorre tra questa pagine con passione e fantasia. La sua dialettica semplice, e alla portata di tutti, accompagna ad una piacevole lettura adornata anche da numerose illustrazioni provenienti dalle  varie località citate nel libro.  
Un libro voluto fortemente dell’ autore  che ha girato mezza Italia per trovare gli sponsor che si unissero a questa sua iniziativa e moltissimi comuni hanno aderito con gioia. Comuni legati in qualche modo al nostro amico Pinocchio, ma come dice l’autore: “Pinocchio abita a Gorgonzola ma vive in tutto il mondo!”
Buona Lettura!
 Per saperne di più visitate la PAGINA DEDICATA


giovedì 22 dicembre 2016

BLACK OUT

OLTRE SCRITTURA SEGNALA
BLACK OUT
 DI DAVID BERTI E GAETANO INSABATO



SINOSSI
Renzo, giornalista alla continua ricerca della verità che si cela dietro i più inquietanti e drammatici eventi che caratterizzano i nostri giorni. Mary, medico impegnato in missioni umanitarie sempre in viaggio in Paesi a rischio, dove la barbarie sembra aver preso il posto della civiltà. Entrambi i protagonisti, sulla soglia dei 40 e delusi da relazioni fallimentari, sono accomunati dall’amore per il loro lavoro e da un’indefinibile inquietudine esistenziale. Due vite parallele destinate a non incontrarsi, se un Blackout, apparentemente casuale, non le portasse letteralmente a scontrarsi, all’aeroporto di Fiumicino, poco prima dell’imbarco di Renzo per New York e di Mary per la Siria. Un viaggio che da Firenze, dove entrambi vivono, passando per la splendida terra di Maremma, li condurrà in luoghi affascinanti e misteriosi, come la meravigliosa Istanbul. Un enigma, pervenuto a Mary per mezzo di un anziano pescatore e a Renzo tramite una cartomante, legherà il loro destino. Sullo sfondo la bellissima isola d’Elba e la leggenda dell’innamorata di Capoliveri, che per mezzo di un trascendente filo che congiunge insieme passato e futuro, sembra risolversi nella storia presente dei nostri personaggi. Cosa spinge realmente Renzo ad andare a New York e quale verità sta cercando, nascosta dietro i più sanguinosi conflitti che affliggono il nostro pianeta?

PER ACQUISTARE CLICCATE QUI


BIOGRAFIA AUTORI 

David  Berti
 David Berti nasce l’11 aprile 1974 a Grosseto. Si laurea all’Università degli Studi di Siena, ottenendo prima la laurea breve in “Scienze del servizio sociale”, in seguito quella specialistica in “Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali”. Frequenta un master universitario, svolto sempre presso lo stesso ateneo, in “Valutazione della qualità dei servizi sociosanitari”. Infine, termina la sua formazione all’Università Guido Carlo Luiss di Roma con un master in “Carriera Diplomatica”. Attualmente vive e lavora a Grosseto.


 Gaetano Insabato
Gaetano Insabato nasce il 25 agosto 1973 a Portici (NA) in uno dei tanti comuni che si affacciano sul golfo di Napoli. Si laurea in giurisprudenza alla Facoltà degli Studi di Siena nel 2000. Dopo un periodo di praticantato presso uno studio legale, lascia la carriera forense per intraprendere la professione di consulente assicurativo. Cantante di piano bar e amante della lettura, nel 2008 pubblica il suo primo romanzo dal titolo Notte di San Lorenzo (casa editrice Albatros il  Filo )

mercoledì 14 dicembre 2016

Il mio grazie speciale.

 Il mio grazie!
Movimenti come nenie, sorrisi sprigionati dal cuore, volti sereni, allegri, vivaci. Risate a squarciagola e tanta armonia. Attimi di condivisione in cui le diversità si fondono e la vita emerge nella sua essenza. Vi sono luoghi silenziosi, dove vivono realtà spesso non note a chi non  conosce il mondo della disabilità, ma quando ne entri a far parte e pian piano ti inoltri dapprima con timore poi con gioia, impari che in quei luoghi v’è la vita in una singolare visione di gioia e vitalità che molti di noi non avranno mai, seppur carenti di handicap,  e così scorgi sorrisi, cuori in festa, battiti di mano e di cuore lacrime ed emozioni. Scorgi la vita quella nascosta, quella oltre all’apparenza quotidiana quella che si maschera spesso in corpi sofferenti vite difficili, ma che è forte emerge e dona.

Oggi ho avuto modo di realizzare tutto questo, osservando la festa di fine anno di un centro diurno dove gli ospiti si sono dati davvero da fare, diciamo che se la sono proprio spassata in questo anno che volge al termine, tra gite, passeggiate, nuotate, pittura, musica e altre attività  ricreative tutte mirate alla loro formazione e unite alle loro potenzialità. Camminano in questa vita in una realtà protetta, dove operatori preparati e di grande sensibilità rendono le loro giornate allegre e vivibili, dando una grande mano alle tante famiglie che da sole non potrebbero sostenere tutto questo. E qui mi ci metto anch’io nel mezzo. Mio  figlio è uno degli ospiti di questo centro  e grazie agli operatori e allora pazienza, io da qualche mese riesco ad avere qualche ora libera per me, per vivere e fare le cose che altre famiglie danno per scontato: prendere un caffè con un’ amica,andare al centro commerciale o fare una passeggiata o semplicemente godermi la mia casa e il silenzio di essa. Ebbene tutto questo lo devo al grande aiuto donato dal centri diurno la  CASA AMICA un vero appoggio per tutti noi, dove sappiamo che i nostri figli sono in mani preziose a cui l’umanità non manca e oggi durante la festa di  Natale qualche lacrima è scesa pure a me, questi ragazzi  non avranno mai una vita facile  in una società che tende allontanare il diverso, ma in tanta oscurità vi sono luci che accolgono, proteggono e aiutano per cui ho deciso di scrivere questo pezzo  per dire il mio grazie sincero a tutti gli operatori e coordinatori del centro diurno CasAmica di Busca Cuneo. Perché grazie a loro io respiro e come me tante altre famiglie … la disabilità cambia la vita del disabile ma anche della famiglia  e diviene per loro un mondo a sé,  dove tutto ciò che è concesso agli altri a loro viene limitato e spesso negato. Ma ci sono luoghi che comprendono e ci stanno vicini e ci regalano ore per vivere la nostra quotidiana normalità.
La vita è bellezza, unicità e amore e questi ragazzi  ne sono i testimoni.
 Monica Pasero

domenica 11 dicembre 2016

BUON VIAGGIO FRANCESCA

 Alcuni giorni fa  Oltrescrittura, 
dava  voce a  FRANCESCA 
e alla sua lotta …
 purtroppo Francesca si è spenta questa notte…
Ma la sua voglia di vivere di combattere
 FINO IN FONDO è rimasta  …
A Francesca il mio grazie per l’esempio che dona,
 la sua voglia di vivere di credere nei propri sogni l’ha resa una GUERRIERA DI LUCE.
Alla famiglia le mie più sentite condoglianze. 
Il cielo da oggi avrà un  
CUSTODE in più!
La vita vale sempre la pena di essere vissuta 
FINO IN FONDO
  Francesca lo ha fatto e  sono certa che ora sta intraprendendo un altro bellissimo  
VIAGGIO
 VERSO UN MONDO MIGLIORE.

BUON VIAGGIO FRANCESCA!





venerdì 18 novembre 2016

La Firenze di Niccolò Machiavelli tra il 1400 -1500.

Oltre Scrittura segnala
 La  Firenze di Niccolò Machiavelli tra il 1400 -1500
 autori  Bruno Bonari e  Duccio Mugnai
 Edito da CtleditoreLivorno





Nel presente intervento storico-saggistico si è voluto delineare sia la situazione socio-politico-culturale di Firenze negli anni che precedono la nascita di Niccolò Machiavelli e durante quelli del periodo della sua prima formazione storica ed intellettuale, sia la vera e propria attività di diplomatico, nonché pensatore ed autore di Machiavelli a capo della Seconda Cancelleria, in specifico dopo la morte di Savonarola e all'avvento della Repubblica Fiorentina durante il gonfalierato a vita di Pier Soderini. […] Il pensiero politico, strettamente legato alla prassi cinica dei tornaconti e delle mire degli stati, fa emergere la necessità-paradosso di svincolarsi dalla morale, ponendo a modello l'ambiguità di personaggi come Cesare Borgia e la “fatica” intellettuale dei pensatori come Machiavelli che si adoperano per trovare, se non addirittura negare, la possibilità di un accordo tra utopia e cruda realtà. […] (dall'Introduzione di Duccio Mugnai).

Bruno Bonari (1976) è laureato in Filosofia e Storia Moderna. Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo: Amerigo Vespucci. La vita e i viaggi (Firenze 2011), Amerigo Vespucci (1450 c.a. - 1512) (Livorno 2013 – disponibile anche in versione ebook), Le lettere di Amerigo Vespucci (Livorno 2015), L'uscita dallo stato di natura secondo Jean Jacques Rousseau (Livorno 2016).

Duccio Mugnai è nato a Pieve S. Stefano (Arezzo) il 29 febbraio 1972. Si è laureato in Lettere moderne all’Università di Firenze con una tesi in Letteratura italiana moderna e contemporanea su Bergson, Papini, Tozzi e Ungaretti. Ha poi studiato a Londra e di nuovo a Firenze, pubblicando saggi e articoli letterari di argomento novecentesco. 
Per acquistare cliccate qui 

Grafica CTL
Centro Tipografico Livornese
Borgo S. Jacopo, 63
57126 Livorno
Tel. 0586•806376
ctl2009@alice.it


domenica 6 novembre 2016

OLTRE SCRITTURA SEGNALA POCOFUTURO DI SERGIO BEDUCCI

     POCOFUTURO
 DI SERGIO BEDUCCI


Pocofuturo è composto da quattordici racconti, brevi e meno brevi. Ritratti di adolescenti messi di fronte alla malattia, alla sofferenza o semplicemente refrattari a uniformarsi alle regole che qualcuno ha deciso per loro. Vite di giovani e meno giovani presi tra solitudine e incapacità di immaginare per sé o per il mondo un futuro credibile o anche solo accettabile.
Il titolo alla raccolta è stato scelto perché in qualche modo l'idea di futuro negli ultimi anni è sembrata contrarsi, perdere di significato, scivolare verso un futuro un presente dilatato, atemporale. Pochi sogni, nessun ideale da realizzare: ognuno chiuso nel proprio angusto mondo, spesso intriso di rimpianto, di rancore. Le uniche figure che conservano umanità, capacità di emozionarsi, energia vitale, sembrano essere i giovani marginali, le ragazze in fuga, i bambini che anche di fronte alla morte sono capaci di reagire, affrontandola.
Così, tra le pieghe di un’esistenza che sembra cristallizzata nell’inerzia e nell’apatia, può apparire d’improvviso una possibilità nuova, una speranza, persino l’amore.
Un libro pieno di gatti con nomi strani, di cani che si chiamano Platone, ma anche di adolescenti che del filosofo e della sua allegoria della caverna, sono affascinati.
Un racconto presenta un identico inizio per uno svolgimento e un finale completamente diverso, quasi fosse l’uno la cover o il remix dell’altro, come si usa tra i musicisti e i dj.

Libro Pocofuturo
Autore: Sergio Beducci
Editore: Antonio Tombolini Editore
Collana: Officina Marziani
Genere: Raccolta
Pagine: 70
ISBN: 9788893370691
Disponibilità del formato: Ebook (epub; mobi)
Prezzo: 1.99 E fino al 6.11 poi 4.99 E



BIOGRAFIA AUTORE (Biografia semiseria)
Sergio Beducci nasce a Terni e inizia a scrivere all'età di dieci anni, quando cioè si impossessa della macchina da scrivere del padre; negli anni della preadolescenza cerca in tutti i modi di vendere a parenti e amici il frutto del proprio lavoro ("libri" da lui stesso impaginati e illustrati). Da allora
Legge narrativa di ogni genere, preferibilmente in ebook, di cui ama in modo viscerale l'odore della carta elettronica.
Apprezza lo scambio e l'interazione con lettori, autori o semplici curiosi, che lo possono contattare sul suo blog o sui social.
Blog: http://raccontidombra.blogspot.it/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/SergioBeducci/
Goodreads: https://www.goodreads.com/author/show/15045188.Sergio_Beducci
presumibilmente ha migliorato stile e capacità narrative, pubblicando numerosi racconti in varie antologie, il primo dei quali nel lontano 1994.Soffrendo d'insonnia, passa la notte a ideare trame articolate e personaggi interessanti per futuri romanzi, di cui non sempre al risveglio riesce a ricordarsi. E' appassionato di tecnologia, storia antica, fumetti, cinema d'autore e B Movie; segue con entusiasmo le ultime scoperte della ricerca scientifica e ascolta musica ogni volta che può, dal rock, alla classica fino ai ritmi dance.


lunedì 24 ottobre 2016

OLTRE SCRITTURA SEGNALA L'USCITA DEL NUOVO LIBRO DI MARIA LUISA VALENTI


La maledizione del fiume senza nome  
Di Marialuisa Valenti



Cosa può succedere quando un detective privato, abituato a pedinamenti e avventure rocambolesche, viene costretto ad abbandonare una brillante carriera e a trasferirsi nella quiete della campagna piemontese? E cosa può accadere quando la tranquillità di un paese viene sconvolta dal ritrovamento, accanto a una tomba abbandonata, del cadavere di una ragazza sotto un cumulo di neve? Giò Martini ora ha un pezzo di gamba in meno, amputatagli a seguito di un incidente. Le sue giornate a Villeriano trascorrono tutte uguali… finché un tragico evento non lo catapulta in una nuova, elettrizzante indagine. Che cosa si nasconde dietro la morte di Greta? Si tratta di una disgrazia oppure la giovane è vittima di una maledizione, quella che secondo un’antica leggenda gravita attorno al cosiddetto “fiume senza nome”? Una nuova sfida per Giò, che deve anche fare i conti con la sua non facile condizione di invalido. Inizia così a indagare, incontrando persone di varia umanità e trovandosi a riflettere su temi attuali quali la violenza sulle donne, il problema della disoccupazione, l’incomunicabilità fra genitori e figli. Un libro in cui dramma e mistero si alternano a ironia e umorismo.

Per acquistare clicca qui http://www.youcanprint.it/fiction/fiction-thriller/la-maledizione-del-fiume-senza-nome-9788892625976.html

Biografia autrice.
Marialuisa Valenti nasce in Piemonte, in provincia di Novara, dove risiede. Gli studi tecnici e il lavoro svolto in diverse aziende come impiegata amministrativa non le impediscono di coltivare il suo interesse per i viaggi, le materie letterarie e artistiche e l’amore per la scrittura in tutte le sue forme. Appassionata da sempre di racconti polizieschi, nel 2013 pubblica il suo primo romanzo giallo,

“I fantasmi di Rouen”, ambientato in Normandia. Nel 2016 esce “La maledizione del fiume senza nome”, un’opera in cui eventi drammatici e misteriosi si mescolano ad episodi ricchi di ironia e umorismo. Tra gli scopi principali dell’autrice vi è quello di divertire i lettori dei suoi libri almeno tanto quanto lei si è divertita a scriverli

I fantasmi di Rouen Marialuisa Valenti recensione a cura di Monica Pasero

Termino la lettura davvero sorpresa dalla bravura di questa esordiente al suo primo libro. Una scrittura curata nei minimi dettagli, dove l’autrice descrive con precisione ogni angolo di  “Rouen”  cittadina francese in cui viene ambientata l’intera vicenda.Un mix di ironia, mistero e leggenda scorre tra queste pagine  tenendo  il lettore con il fiato sospeso fino all'epilogo. Nulla è scontato in questo giallo dal sapore  antico. Leggendolo per un  attimo mi è parso di ritornare ai tempi dell’ ispettore Clouseau e alla sua immancabile verve .
L’autrice è bravissima a forviare i lettori lasciandoli  nel dubbio fino alla fine. Tre morti sospette, sconvolgeranno  la tranquillità dei cittadini  di Rouen,  l’intera narrazione gira intorno alla  piccola pasticceria del paese  dove  impareremo a conoscere i protagonisti della vicenda, tutti  possibili assassini o forse no …  Un cioccolatino avvelenato artefice del tutto. I due  poliziotti  indagano senza sosta,  ma chi sarà il colpevole?  Le ricerche  sembrano giungere brevemente ad un epilogo, ma nulla è come sembra .  Un libro che entusiasma ,incuriosisce , una penna dalla verve ironica e astuta quella di Marialuisa Valenti  capace di raccontare senza svelare.Una lettura semplice  e nel contempo complessa degna dei migliori gialli anni sessanta.
 Complimenti sinceri all'autrice !
 Monica Pasero

mercoledì 19 ottobre 2016

Vivian di Mariagrazia Niccolini recensione a cura di Monica Pasero

 Il non amarsi abbastanza spesso conduce a fuggire da determinate situazioni  per rinchiudersi nuovamente in altre anche peggiori.
“Proprio come in una torre” (cita l’autrice.) La torre in cui spesso ci si nasconde, e quel rifugio che doveva salvarci diviene la nostra prigione. La nostra trappola fatta di silenzi, di parole non dette, di opportunità mancate. Di timore di esser protagonisti del nostro cammino, affidando  così  a terzi
i nostri giorni. Dimenticandoci dei nostri sogni, desideri, tutto per paura di essere semplicemente noi  stessi. Non andiamo bene! Non andremo mai bene!  E quanti vivono questa sensazione di essere invisibili, seppur presenti in tutto, tranne che alla loro vita. Annullati in un meccanismo fatto di routine, di  rapporti consolidati dal tempo, ma quasi mai dal cuore. Dalla paura di rimanere soli, di non essere capaci a vivere.  L’autrice ci porta a conoscere questa realtà raccontandola  in pagine che appaiono strappate da un diario.  Il linguaggio utilizzato è semplice, quasi, parlato, una scrittura senza fronzoli, ma che arriva pulita al lettore. Un testo scorrevole che  appare scritto da un’adolescente, si  avverte in queste pagine la semplicità, la purezza di ciò che sta animando la sua penna e questo porta a una  lettura fluida e alla portata di tutti. Una storia apparentemente come centinaia di altre, ma che svela, rivela, riporta alla luce l’importanza di ribellarsi per la propria felicità spesso sopita, dimentica da una vita che non fa sconti che porta a pensare che non meritiamo nulla, ma poi arriva un giorno, un sorriso, una parola che ti cambia e senti  il cuore battere ancora… forse c’è ancora vita da scoprire in te! Forse vali!  Vivian  vale ed  tempo che riprenda in mano la sua vita.
 I libri hanno molti scopi il più bello di tutti è la testimonianza e Vivian racconta che c’è sempre una via d’uscita se si crede in se stessi.  Buona lettura!
Monica Pasero
Per acquistare cliccate qui

lunedì 10 ottobre 2016

OLTRE SCRITTURA SEGNALA IL NUOVO LIBRO DI STEFANIA CHIAPPALUPI

L’USIGNOLO E OCCHI DI CIELO
 edito dalla MReditori


“L’usignolo e occhi di cielo”, tratto in parte da avvenimenti realmente accaduti, racconta la storia della giovane Caterina, primogenita di cinque figli di un’ umile famiglia romana, che durante gli anni del fascismo viene costretta ad abbandonare gli studi prematuramente per contruibire al sostentamento della  sua famiglia. La ragazza ha un unico desiderio, quello di diventare suora, ma  il convento, dove  aveva inoltrato richiesta  per prendere i voti, la rifiuta in quanto non possiede una dote da donare all’istituto. Caterina, dotata di una grande fede Cristiana, accetta la volontà dell’Istituto e continua a cantare nel coro di quest’ultimo, dove fa parte fin da bambina. Durante una celebrazione Eucaristica, la sua voce dolce come il cinguettio di un usignolo, viene notata da Alessandro, un giovane borghese, che  non appena la vide, se ne innamora pazzamente. I due convoleranno presto a nozze e dal loro amore nasceranno due figlie Anna e Maria, ma la guerra divamperà presto in Italia mietendo vittime e cercando di separare  i due giovani sposi.

Biografia autrice
 Stefania Chiappalupi nata a Roma nel 1970. Scrive poesie dall’età di dodici anni.
Nel 2009 ha ricevuto una Menzione d’onore alla poesia.
Nel 2014 ha pubblicato con Mreditori il suo primo romanzo di narrativa “Un’occasione unica”.
Nel settembre 2016 ha pubblicato con Mreditori il suo secondo romanzo                  “L’Usignolo e occhi di cielo”. 

PER ACQUISTARE



giovedì 6 ottobre 2016

A Oltre Scrittura lo scrittore Ivano Mugnaini. intervista a cura di Monica Pasero

                                                                                                                       
Quando talento e passione

 si uniscono
 nascono
 i professionisti!


Quello che mi colpisce dell’ospite di oggi è quel suo voler rimanere al di fuori dei luoghi troppo rumorosi e bazzicati, quelli fatti di troppa forma e poca sostanza. Mi piacciono gli artisti che vivono il loro status con quella ricerca tenace e coerente, spesso controcorrente, che contraddistingue solitamente i professionisti dai tanti venditori di fumo in circolazione, e l’autore di oggi eccelle nel suo campo, anzi mi correggo nei suoi campi: scrittore, poeta, saggista ma anche critico letterario, editor, traduttore, curatore di varie uscite letterarie e altro ancora. I suoi testi denotano una  grande preparazione dovuta  ad anni di studi,  tanta passione e talento.
Una scrittura  attenta e raffinata, garbata, proprio come lui,  e  soprattutto significativa. Nei suoi viaggi letterari riporta autori di grande levatura  e oggi nel mio piccolo blog viaggeremo con lui alla scoperta di un uomo di passione e di penna. 
A Oltre Scrittura ho l’immenso piacere di ospitare l’amico e scrittore   Ivano Mugnaini.
  


Mi fa davvero piacere che tu sia qui! Leggendo la tua biografia, si  dice che da piccino eri un po’ monello e il pediatra sentenziò che non eri proprio un santo! Secondo me ciò che vide in te  fu quel guizzo che avevi negli occhi (un po’ come tutti i  grandi, insomma) e fuorviò la sua diagnosi. Eri semplicemente un creativo già da piccino e qui ti chiedo: la tua più grande marachella?  Confessa!

Sono numerose, di varia natura. Nulla di estremo, certo, ma caratterizzate da una certa “vivacità”, per così dire, sempre sul confine tra follia e creatività, spesso con un piede più sul terreno della prima, a dire il vero. Visto che siamo nell'ambito della scrittura, ne cito una a che fare con fogli e penne. Credo fossi in terza elementare. Durante una lezione come tante la mia maestra (di cui con ogni probabilità ero innamorato, un po' precoce, ma tant'è) per tenerci occupati e poter chiacchierare con un suo collega, ci diede da fare un “problema a piacere”. Si trattava in sostanza di ideare un problema aritmetico, ricavo, spese, guadagni e roba del genere, e risolverlo. Un po' perché non avevo alcuna voglia di farlo, un po' per la certezza dell'impunità, essendo seduto lontanissimo dalla cattedra, un po' per la gelosia per il flirt in corso tra la mia maestra e il suo appiccicoso corteggiatore, un po', un bel po', per un attacco della suddetta follia, io il problema a piacere lo scrissi, certo, solo che invece di parlare di massaie, sporte della spesa, melanzane e carciofi, vi inserii tutte le parolacce che conoscevo (ed erano già un discreto numero, nonostante la giovane età). Il mio errore fu molto umano: il gusto di condividere il riso (inteso non come alimento ma come divertimento). Il mio compagno di banco a cui posi il foglio davanti non seppe trattenere un sibilo di ilarità. I due del banco di fronte si girarono e io non ebbi la prontezza di riprendermi il quaderno prima che finisse nelle loro mani. Da quel momento il mio capolavoro di problema a piacere zigzagò tra i banchi fino ad arrivare, lento ma inesorabile, sul banco del più testone della classe, sistemato dalla maestra proprio sotto la cattedra per poterlo controllare. Lui impiegò dodici minuti per riuscire e mettere insieme le sillabe. Nel frattempo la maestra, in piedi di fronte alla cattedra, senza smettere di sorridere mielosa al suo corteggiatore, riuscì a leggerlo da vari metri di distanza ed assestò uno schiaffo sulla nuca del sorvegliato speciale con un rumore di anelli che ancora risuona a distanza di anni. Lui, ripresosi dal colpo, borbottò: “Non sono stato io!”. Da lì iniziò un breve processo. 

Nella sorpresa generale, confessai dopo tre minuti e quattro secondi. La maestra per la mattina seguente convocò mia madre. Le disse che aveva portato il mio quaderno a casa e aveva fatto leggere il problema a piacere a suo marito. Entrambi avevano sghignazzato a lungo. Poi per salvare almeno un minimo di ufficialità aggiunse: “Non me lo aspettavo da Ivano!”. Mia madre non replicò: “Io sì”. Ma sono certo che lo pensò.


Tornando alle tue tante attività,  mi voglio soffermare sul tuo lavoro di critico letterario e  ti chiedo: nel tuo giudizio, l’ago della  bilancia dove pesa di più, su un editing perfetto o un buon contenuto?

Direi che se c'è un buon contenuto, inventiva, talento e il piacere di raccontare e di raccontarsi, poi si può sempre rimediare in fase di editing ad eventuali imperfezioni formali. Molto più difficile, al contrario, è rendere interessante un lavoro corretto ma del tutto piatto e inespressivo.

 I titoli  delle tue tre sillogi  sono accomunati da una parola essenziale “Il tempo” Che cos’è per te il tempo nella tua visione esistenziale?
 Contro tempo.  Inadeguato all’ eterno e Il tempo salvato, come accennato sopra, sono le tue raccolte poetiche, due parole su questa tua esperienza in versi?

Il tempo, non solo per me credo ma per chiunque, è un elemento essenziale, non solo nella letteratura ma anche e soprattutto nella vita. È una specie di personaggio muto ma onnipresente. Ci siede accanto e aspetta, ovunque, inesorabile. Può essere nemico spietato oppure compagno di viaggio, amabile, alla fine. Nelle mie raccolte ho cercato di dire proprio questo: esistono momenti che riusciamo a strappare al nulla, alla noia, alla piattezza, alla mancanza di emozioni. Ecco, forse la poesia è ciò che riusciamo a salvare, e salvando lei salviamo noi stessi.
Anche nel mio prossimo libro di poesie, La creta indocile, che uscirà tra qualche mese, il tema è ancora quello, tutto sommato: la creta da plasmare è il flusso della vita a cui, con passione e amore, dobbiamo provare a dare una forma adatta al nostro modo di essere e di sentire.


Tra i tanti romanzi pubblicati, tutti con titoli devo dire originalissimi, mi incuriosisce  Il sangue dei sogni” edito da Lepisma Edizioni.  In fondo i sogni sono sofferenza e passione, un po’ come il sangue che scorre nelle vene o in questo caso sgorga dalla penna… Un romanzo noir, due parole su quest’opera?

La trama del romanzo è imperniata su un’ossessione, un assillo, una tortura psicologica tanto assurda da parere irreale, fittizia, priva di consistenza. Eppure, con identica forza, se ne percepisce la solidità, la materia di cui sono fatti i sogni, o meglio gli incubi. Quelli che non si spengono, anzi, si ingigantiscono e si rafforzano quando si spalancano gli occhi e si dilata la mente. Il romanzo si dipana all’inizio sui vari tentativi, costantemente frustrati, di dare un volto, un senso e una dimensione intelligibile, se non umanamente accettabile, ad

un torturatore. Come in un’assurda partita di scacchi il protagonista sposta in continuazione i pezzi della propria sfera mentale per provare a rispondere alle mosse dell’avversario. Per provare ad entrare in lui, evitando però che sia l’altro a penetrare nella propria interiorità. Provando, in altri termini, ad evitare il pericolo estremo: l’identificazione, l’istante in cui la
vittima vede se stessa nel volto e nel pensiero del carnefice. In questa prospettiva, si inserisce, prima come tentativo di fuga poi come assillo ulteriore, un viaggio in treno. Lo scompartimento si riempie di volti e figure in apparenza comuni e del tutto estranei a chi osserva. Un normalissimo, banale tragitto. Fino al momento in cui subentra l’inatteso, lo scarto, il granello di polvere che arresta l’ingranaggio e ne muta ritmo e incastri. Un uomo di nome Nico entra nello scompartimento con una pistola in mano e obbliga tutti ad ascoltare le sue argomentazioni. In seguito lascerà liberi gli altri passeggeri e porterà con sé, nella sua casa, nelle mura della sua follia, solo il protagonista, Dario, e una ragazza, Martina, che in seguito rivelerà la sua vera natura di compagna e complice del sequestratore. Dietro l'apparenza di ideali ammantanti di grandezza e idealismo, il sequestratore ammalia la propria vittima e usa come strumento estremo l'arma più efficace, l'amore. Usa la propria donna per fare innamorare la vittima e renderla strumento per i propri scopi criminali.
Alla fine però un ribaltamento di fronte inatteso rovescerà la prospettiva.

Nella tua carriera non mancano davvero  i riconoscimenti e molte note da illustri critici e autori letterari. Tra  le tante recensioni e note fatte sul tuo operato, quale è stata la più emozionante e perché ? Ti va di riportarcela.

Non è per sfuggire alla domanda ma con sincerità ti dico che ognuno mi è caro: quella del  semplice lettore chi mi scrive una lettera dicendomi che ha provato emozione, o divertimento o interesse a leggere qualcosa di mio così come quella dei critici di professione e di fama, i cui saggi magari studiavo quando preparavo gli esami di letteratura all'Università. Ciascuno ha dedicato tempo e passione al mondo a cui ho cercato di dare forma di parole, il tutto in un mare magnum di titoli, di proposte, di libri, di manoscritti che avrebbero potuto scegliere al posto del mio. Quindi, ogni volta è emozionante e gratificante.

Mi soffermo su una tua rubrica “Viaggi al centro dell’autore in cui  riscopri autori  che hanno fatto la storia della letteratura italiana, tra cui ricordo: Italo Calvino, Primo Levi, Pasolini e, molti altri ancora, riportando al lettore, non solo la loro parte letteraria, ma anche i luoghi dove sono vissuti, mettendo a nudo l’uomo prima che l’autore. Un vero viaggio  nell’intimo dell’uomo prima che artista,  dico bene ? Se dovessimo viaggiare al centro di  Ivano Mugnaini, cosa scopriremmo?

Dici bene, certamente.
Viaggi al Centro dell'Autore esplora mete ideali separate ma collegate dai sentieri della lettura, della curiosità, della passione per parole che hanno saputo diventare luoghi, fisici e della mente. Contiene esercizi di lettura e rilettura, brevi ma appassionate escursioni “informali” in abiti lievi e colori accesi su fondamentali sentieri panoramici. Indaga sul  rapporto tra alcuni scrittori e poeti del Novecento e i loro luoghi di residenza ed elezione, le città e i borghi in cui hanno vissuto e lottato per il diritto di esistere e resistere, per la necessità, il fardello e il privilegio dell'espressione.

L'intento è quello di ricordare, attraverso esperienze biografiche eternamente sospese tra dolore e gioia, difficoltà e tenacia, che un viaggio è un’opportunità unica per conoscere, scoprire, stupirsi e apprendere ma è anche un modo per ricordare, per non dimenticare. In questa mia raccolta di articoli non parlo di viaggi o di luoghi ma di donne e uomini che con la loro opera letteraria hanno impresso una traccia forte sul territorio, l’ambiente e il contesto che li ha ospitati o che essi hanno eletto come  fonte ideale di ispirazione e di ricerca.  Quanto al mio personale viaggio... è in corso. E ogni giorno cambia il panorama, il tragitto, la strada. Ed è una fortuna. Non sono grado di fare bilanci. Sono in viaggio, per forza di cose e per passione.
Tra i tanti autori  letti negli anni,  ne hai uno a te davvero  caro  e uno invece che non hai mai compreso?

Ho avuto la fortuna di leggere vari autori, anche diversi tra di loro, per epoca, tematiche, nazionalità, che mi hanno influenzato e che hanno lasciato una traccia in me, sul modo di essere prima ancora che di scrivere.
Ed ho avuto anche la fortuna di schivare, forse per buona sorte o per istinto, quelli che invece mi risultavano distanti.
Quindi, posso dire che finora ho molti compagni di viaggio a me cari.
Gli altri, viaggiavano magari oltre la collina, non lo so.



 Ho avuto modo di leggere il tuo ultimo romanzo “Lo specchio di Leonardo” Eiffel Edizioni. Un testo davvero avvincente che porta a chiederci: quanto viviamo davvero e quanto la vita spesso ci riduce, per forza maggiore, a vivere non come vorremmo. Cosa ti ha spinto a  scrivere questo libro ?  Ti piacerebbe che  qualcuno, per un po’, vivesse la tua di vita?

Intanto ti ringrazio per aver letto il romanzo e per aver scritto le tue impressioni sul tuo blog.
Lo spunto iniziale è nato da un film-documentario, uno dei tanti dedicati a Leonardo da Vinci, alle sue scoperte, al suo inesauribile talento. Veniva mostrato Leonardo alle prese con gli specchi da lui studiati a lungo per scopi scientifici e militari. Mi sono interrogato, in quell'istante, sul rapporto del genio con la sua immagine. Ho provato ad immaginare il divario tra ciò che appariva al mondo, la sua eclatante gloria e la scintillante fama, e ciò che di intimo sentiva dentro di sé, nella sua interiorità autentica. Ho pensato al contrasto tra i suoi veri desideri e ciò che era costretto a realizzare in qualità di persona soggetta alle ambizioni dei potenti del suo tempo, signori, notabili, politicanti e ricchi mecenati. Non ultimo, ho pensato al contrasto tra il bianco e il nero, il buio e la luce, il bene e la malvagità che anche Leonardo, come ogni altro uomo, ospitava dentro di sé: il lato in ombra, i chiaroscuri e i contrasti più laceranti forzatamente nascosti per motivi di opportunità e per mantenere vivo il suo prestigio.

Ho pensato cosa avrebbe fatto Leonardo se si fosse trovato, per qualche accadimento favorevole,  ad essere finalmente libero di agire secondo le sue più profonde e sincere inclinazioni. Come si sarebbe comportato, quali rivalse avrebbe cercato, quali piaceri e quali verità, anche nell'ambito più delicato e significativo, l'amore.  L'accadimento favorevole è l'incontro casuale con un suo sosia, una persona identica a lui per l'aspetto fisico ma diversissima come carattere, inclinazioni, modo di vedere e di pensare.
L'incontro inatteso con il suo “doppio”, Manrico, un copista ottuso e acuto, ingenuo e profondo, gli dà la possibilità di progettare per sé la più complessa delle opere, la vita, un'esistenza diversa, autentica. Leonardo decide di affidare al sosia il ruolo del genio saggio, conscio, adatto al ruolo e al mondo, per poter fuggire da sé dedicandosi finalmente alla scoperta della vera follia, le passioni, il sesso, la sincerità, il bene e il male. Il percorso di trasformazione è ritmato dai quadri più significativi di Leonardo, lasciati volutamente incompiuti oppure abbandonati per eccesso di coinvolgimento, un dialogo mai concluso, un dubbio mai risolto. L'affresco de "La Battaglia di Anghiari", innanzitutto, dipinto a fianco del rivale, Michelangelo, e lasciato a metà nel momento in cui, anche grazie a Manrico, scopre il senso reale di quella celebrazione di un massacro che gli era stata commissionata dal partito al potere. Ma soprattutto il gesto del sosia, un atto di passione, anche schiettamente sessuale, fornirà la soluzione, e insieme un ulteriore elemento di dubbio, al quadro più amato e odiato, "La Gioconda".
Non so se mi piacerebbe che qualcuno vivesse la mia vita. Sarebbe interessante osservarmi dall'esterno, “vedermi vivere”, per dirla con Pirandello.
Ma credo che poi, alla fine, ognuno abbia una vicenda del tutto unica e individuale. Ed è questa una delle cose belle e difficili della vita: far coincidere il proprio cammino con quello degli altri. O almeno con quello delle persone che percepiamo affini.


Un pensiero sul panorama editoriale odierno, se potessi cosa cambieresti e perché? 


Copio me stesso. Ossia riporto qui alcune mie impressioni, del tutto personali, che ho già avuto modo di scrivere altrove.
“Moltissime sono le strade, i percorsi, i fiumi e i torrenti carsici. Ci sono libri di assoluto valore ma c'è anche una quantità di prodotti editoriali, nel senso stretto del termine, ossia di libri costruiti e confezionati su misura, come una merce di qualsiasi altro genere, per attrarre lettori e favorire le vendite. Ciò è del tutto legittimo, niente da obiettare. Ma temo che l'appiattimento e l'omologazione dei gusti possano avere  un effetto boomerang. È un fenomeno che si può mettere in parallelo, ad esempio, con ciò che accade nel mondo della
cinematografia e della televisione e in vari altri ambiti artistici. A fianco di alcuni lavori ideati e portati a termine con originalità c'è una marea di materiale “di plastica”, facile da realizzare e da commercializzare ma di scarso valore intrinseco. Trovo che alla lunga possa rivelarsi autolesionistico condurre volutamente il pubblico verso crinali friabili e inconsistenti.  L'illusione di aumentare per qualche euro in più l'audience dei lettori, così come quella degli spettatori, porta e porterà sempre di più ad un'attenzione di breve durata e progressivamente ad un rifiuto, un rigetto.
Sarebbe auspicabile, come già accade in alcuni paesi, anche europei, che anche in Italia si realizzassero concorsi letterari ed artistici veri e seri, con l'intento di fornire ai talenti,  che ci sono, la possibilità di esprimersi, di ricercare, di realizzare con i giusti mezzi le loro idee e i loro progetti. Ciò avrebbe un positivo effetto a catena anche sul pubblico. Perché, alla fine, la qualità paga, anche nei termini finanziari tanto cari alle industrie e alle società. I lettori non sono stolti come qualcuno vorrebbe fare intendere. Sanno distinguere e discernere. E se un lavoro artistico stimola la loro mente e li coinvolge viene premiato, anche e soprattutto se contiene elementi di riflessione e simbolici, mai pedanti, questo è sottinteso, ma del tutto stimolanti. La “complicazione” non è da demonizzare, tutt'altro: è sempre gratificante”. 



Se dovessi utilizzare una sola parola per descriverti, quale sarebbe e perché?

Domanda bella ma impegnativa.
L'asticella è troppo alta.
Diciamo che la parola cambia con il tempo, a volte anche più volte al giorno.
Posso dire le parole che non vorrei: “arroganza, violenza, pesantezza, pedanteria”.
La lista potrebbe essere lunga. Quindi, per non essere contraddittorio, risultando pesante, la interrompo qui.


Progetti futuri?

Scrivere.
Cercare sempre il sudore gratificante che, come sai, e come sanno gli atleti di qualsiasi disciplina, scorre sulla fronte quando si è dato il meglio di sé.


E  giungo alla mia ultima domanda, di rito per Oltre scrittura, e ti chiedo: quanto è importante nella tua vita il sogno?

Stavolta non ho dubbi: è fondamentale.
Nel momento in cui non si hanno più sogni si è già morti.
Questo è certo: al di là di ciò che poi verrà scritto all'anagrafe.

 Ringraziando  Ivano per questa interessante intervista ricordo agli amici il suo sito





  





lunedì 26 settembre 2016

OLTRE SCRITTURA SEGNALA LE LETTERE DEL DESTINO DI CHIARA PERSONENI

   LE LETTERE DEL DESTINO 
DI CHIARA PERSONENI



Il destino sembra aver scritto per Andrea Zalando pagine cariche di dolore: cresciuto senza un padre, perde crudelmente e misteriosamente a quattro anni la madre, suo unico riferimento. Andato a vivere coi nonni, subirà continui soprusi e maltrattamenti. Neanche le famiglie cui sarà affidato in seguito saranno in grado di aiutarlo, anzi contribuiranno a emarginarlo nella sua solitudine e a rendere il suo fardello ancora più pesante. Determinato a inseguire il suo sogno e a mantener fede a una promessa fatta, il giovane e brillante Andrea riceverà in dono dalla vita una sorpresa grande e inaspettata: l’amore. Sarà infatti grazie alla presenza e al sostegno dell’esuberante e vivace Giada, che il protagonista di Le lettere del destino riuscirà finalmente, non senza difficoltà, a far luce sulle oscure e intricate vicende che
portarono alla morte della madre in quella tragica e lontana notte di Natale, riappacificandosi così col suo violento passato di sofferenze e privazioni.

 L’autrice: Chiara Personeni è nata nel 1989, vive e lavora a Bergamo. Dopo aver frequentato il liceo socio-psico-pedagogico, si è laureata in Scienze Infermieristiche. Il romanzo Le lettere del destino è la sua prima pubblicazione.
Per acquistare

venerdì 23 settembre 2016

Compagni di viaggio di Dario Aina


Una raccolta di racconti in cui l’autore sprigiona la sua grande immaginazione, portando il lettore in situazioni molto differenti. Da narrazioni antiche fino ai tempi nostri ci ritroveremo trasportati  in un vero viaggio nelle peculiarità umane.  Aina sprigiona davvero tutta la sua verve ironica,
portandoci in contesti esilaranti  e in altri casi al limite del possibile.  Un libro che tocca molti generi letterari dal giallo, al fantasy, al drammatico per poi giungere anche all’erotico. 
L’autore in questo ha saputo spaziare, argomentando a modo suo, diverse situazioni del quotidiano e non, elaborando vissuti  e conducendoci in letture con finali davvero divertenti e altri inaspettati.  Un libro senza pretese  in cui il messaggio non lo evidenzio, ma forse anche il solo gusto di divagare, sorridere e sorprendere possono essere carte vincenti  in una  narrazione.

Buona lettura!

Monica Pasero.   


PER ACQUISTARE CLICCATE QUI