DIARIO DI UN CANE RANDAGIO DI IGINIO CARVELLI RECENSIONE A CURA DI MONICA PASERO


Se nutriste ancora qualche dubbio sul fatto che gli animali, in particolar modo i cani, hanno un’anima. Leggendo “Diario di un cane randagio”, ogni vostra perplessità svanirà. La penna sapiente dell’ autore ci porta a conoscere una realtà troppo spesso obliata dall’ essere umano. Una realtà che accompagna molti dei nostri amici a quattro zampe.
Un libro “Diario “  vede protagonista Filippo un cane di razza che vive da sempre con la sua piccola padroncina, coccolato, amato, viziato dalla sua adorata Michela, ma un giorno tutto cambia e lui inconsapevole perde ogni sua certezza, viene catapultato nella dura realtà dell’abbandono; una vacanza  ne è la causa. Filippo così si ritrova interprete in queste pagine e, grazie alla penna capace dell autore, sarà lui stesso a  raccontarci  la sua lunga avventura, la cruda realtà dell’ abbandono, i grandi amici che incontrerà lungo il viaggio, le fatiche, il dolore, la necessita di sperare e sperare ancora che un giorno rivedrà la sua adorata Michela; una bambina buona, non come il padre che lo lasciò legato a un palo in una giornata afosa, dentro un piazzale di un autogrill.

Ci racconterà così le sue gioie, scoperte, speranze, paure, tutto verrà descritto in modo superbo da Iginio Carvelli  il quale lascerà, nel suo scritto, il posto al cuore e l’anima del cane, conducendoci nell’ ipotetico pensiero dell’animale e il suo rapporto con l’essere umano. Moltissimi di noi si scandalizzano nel vedere un uomo abbandonare un cane, ma sappiamo per certo cosa prova un cane abbandonato? Condanniamo il gesto, ma non giungiamo mai al vero danno emotivo che l’abbandono lascia nell’ animale, la nostra preoccupazione, il  più delle volte, è non  finire vittime di  un’ incidente a causa di un randagio che spaventato attraversa la strada.  
Leggendo questo libro non condannerete solo il gesto, ma entrerete in un parte talmente intima dell’animale che se non sapessi che è stato scritto da un uomo, penserei davvero che sia stato Filippo o qualunque altro randagio a scrivere questa piccola opera dal grande messaggio d’amore. La bravura dello scrittore non passa di certo inosservata, uno stile semplice, fluido ma di grande originalità.  Carvelli  ci farà davvero riflettere su cos’è il randagismo e  quanto l’abbandono sia meschino e indegno. Il libro lancia un messaggio preciso  che si può davvero sintetizzare in questa citazione contenuta al suo interno. “Un cane  è la sola cosa su questa terra che vi ami più di quanto non ami se stesso (K. Lindsay)Consiglio la lettura a grandi e piccini  affinché si colga quest’ opera  dolce e amara dal finale per nulla scontato.

Monica Pasero.

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2 commenti:

  1. Libro semplicemente splendido, vincitore del Premio Speciale della Giuria nel concorso internazionale "Penna d'Autore 2011". Riporto alcune frasi della recensione scritta e letta da Giorgio Celli in occasione della presentazione del libro a Reggio Emilia: "Gli animali, nelle favole, parlano e spesso danno prova di una saggezza superiore a quella degli uomini. Li ammoniscono e li educano. [...] Diario di un cane randagio può venir considerato una favola moderna, favola perché l'animale protagonista parla, e moderna perché agita dei problemi di dolente attualità. Nel libro, il cane si appropria, per dir così, della penna dello scrittore e si mette a raccontarci, lui stesso, in prima persona, la propria storia, che è insieme dolorosa ed epica, perché vissuta nella sofferenza e nell'orgogliosa consapevolezza canina di essere un perseguitato a torto. [... ] Il cane di Carvelli è un animale che parla come un uomo, e dal punto di vista degli scopi del libro, che vuole educare ad amare questo nostro compagno di strada da quindicimila anni in poi, che sia dotato di favella diventa un punto di forza. Difatti l'emozione è figlia dell'empatia, e l'animale che parla di se stesso batte con maggior efficacia alle porte del nostro coinvolgimento".
    Complimenti all'autore e complimenti a Monica per la sua bella e interessante recensione. Carmen

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  2. Grazie Carmen per questo tuo bellissimo intervento.

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